Il fantastico viaggio attraverso il bosco che conduce al misterioso altare etrusco di Bomarzo

I boschi di Bomarzo custodiscono un segreto che non riguarda il Parco dei Mostri. L’antico sito Etrusco ha tanti misteri ancora da svelare e la storia della sua recente riscoperta è decisamente singolare

Il borgo di Bomarzo e il bosco che lo circonda
Il borgo di Bomarzo e il bosco che lo circonda

Nel cuore della Tuscia Viterbese, il borgo di Bomarzo è famoso principalmente per il suo Sacro Bosco, noto anche come Parco dei Mostri per le sue sculture fantasiose.

Questa però non è l’unica attrazione di un luogo che vale la pena scoprire con calma. Il centro storico del borgo medievale vale sicuramente una visita, così come i boschi che lo circondano.

I sentieri, facili, che li attraversano portano a diverse gemme nascoste nel verde tra cui i resti di un mulino, una cascata, la Torre di Chia dove abitò Pasolini e uno straordinario sito archeologico riscoperto di recente.

La scoperta dei boschi di Bomarzo

Per millenni la vegetazione ha tenuto nascosto un insediamento risalente al VI-V secolo a.C. che ha destato l’attenzione degli archeologi e storici solo nel XX secolo, per poi essere riportato alla luce nel 2008 e finalmente valorizzato.

La sua riscoperta non si deve ad un team di esperti archeologi, ma ad un cittadino di Bomarzo, e non è stata del tutto casuale.

I racconti di nonni e genitori hanno guidato Salvatore Fosci, un agricoltore emigrato al nord, che ai tempi tornava a Bomarzo solo per le ferie, alla riscoperta di un luogo noto a pochi locali come Sasso del Predicatore.

Quella che oggi è conosciuta come Piramide Etrusca era nascosta bene nella fitta vegetazione. Nonostante ce ne fosse traccia nei racconti dei pastori del luogo, neanche il gruppo di archeologi e storici locali riusciva a trovarla, anche a causa di un equivoco.

Gli archeologi cercavano infatti una piramide, mentre i locali conoscevano un Sasso.

Con le sue cesoie e la sua pala, però, Salvatore ha liberato l’antico sito sacro e lo ha restituito alla comunità, rendendo agibili anche i sentieri che ci arrivano.

La funzione della Piramide Etrusca di Bomarzo

La Piramide Etrusca di Bomarzo è oggi considerata l'altare rupestre più grande d'Europa. La sua presenza conferma l’importante ruolo di Bomarzo come centro religioso dell’area nell’antichità.

La sua costruzione è attribuita agli etruschi, come dice il suo stesso nome, ma in Europa esistono esempi di strutture simili attribuite ai Celti in Francia e agli Iberi in Spagna.

La Piramide è un megalite costituito da una piattaforma di pietra soprelevata su cui si svolgevano le funzioni sacre e che si raggiunge tramite alcuni gradoni.

È generalmente ritenuto un altare sacrificale, che gli etruschi usavano per fare offerte agli dei, ma ci sono anche altre teorie.

La posizione sopraelevata potrebbe far supporre che l’altare servisse per cerimonie di particolare importanza, come riti per la fertilità della terra o per la protezione della popolazione e del loro villaggio.

La scalinata che porta alla Piramide Etrusca di Bomarzo
La scalinata che porta alla Piramide Etrusca di Bomarzo

Un’altra ipotesi ancora attribuisce al manufatto una funzione di osservatorio astronomico rituale, anche perché il suo orientamento sembra in linea con il sorgere di alcune stelle in alcuni momenti dell’anno.

Trekking verso la piramide etrusca di Bomarzo

Raggiungere la Piramide Etrusca di Bomarzo è anche l’occasione per un facile trekking nel bosco di circa 3,5 km.

Si parte dal centro del borgo di Bomarzo da cui si snoda un sentiero ben segnalato in direzione del Parco dei Mostri. Da qui ci si addentra nel bosco delle querce, in leggera salita, fino ad un piccolo avvallamento che è un punto panoramico sulla valle sottostante.

Dopo circa un chilometro e mezzo di cammino si trova un ruscello attraversato da un ponte di legno, passato il quale si potranno vedere anche altre tracce degli antichi insediamenti etruschi come muretti e massi. A questo punto la Piramide è già visibile in lontananza, specialmente se si sale su una piccola altura che fornisce un buon punto di osservazione.

Il restante cammino è di circa un chilometro e a parte il suolo sterrato non presenta difficoltà.

Le vie del ritorno sono due. Si possono semplicemente ripercorrere i propri passi fino al borgo o in alternativa c’è un sentiero che passa accanto al Parco dei Mostri che allunga il tragitto di circa quindici o venti minuti.