La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta

Nuovi modelli mostrano che la Terra potrebbe evitare l’inglobamento nel Sole gigante. La vita, però, scomparirà molto prima, mentre il pianeta potrebbe restare come mondo sterile attorno a una nana bianca.

Rappresentazione artistica di una Terra ormai rovente e priva di oceani sopravvissuta alla fase di gigante del Sole.
Rappresentazione artistica di una Terra ormai rovente e priva di oceani sopravvissuta alla fase di gigante del Sole.

La Scienza lo dice chiaramente: la fine della Terra non avverrà in un singolo istante spettacolare. Sarà piuttosto il risultato di una trasformazione lentissima, lungo un arco di milioni o decine di milioni di anni.

Durante questo arco di tempo il Sole diventerà progressivamente più luminoso, per poi trasformarsi in un gigantesca sfera rossastra per poi finire come piccola nana bianca.

Diversamente da quanto ritenuto in passato, uno studio pubblicato nel giugno 2026 suggerisce che la Terra potrebbe evitare di essere inghiottita durante le fasi finali che porteranno il Sole a diventare una gigante rossa.

Ciò non significa, tuttavia, che possa conservare oceani, atmosfera e vita: la fine della biosfera arriverà enormemente prima della morte del Sole.

La vita finirà prima che il Sole diventi una gigante rossa

Oggi il Sole si trova nella fase più stabile della propria evoluzione. Con un’età di circa 4.5 miliardi di anni, attualmente sta fondendo idrogeno in elio nel proprio nucleo, garantendo una luminosità costante perfettamente compatibile con il mantenimento della vita sulla Terra. Questo equilibrio non resterà identico per sempre.

Esaurendo l’idrogeno nel nucleo, la temperatura di questo aumenterà, spostando la fusione nucleare verso strati più esterni al nucleo. Il risultato sarà un lento aumento della luminosità solare. Su scale di centinaia di milioni di anni, l’aumentato flusso energetico altererà il clima terrestre.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, l’atmosfera terrestre rimarrà ricca di ossigeno ancora per circa 1,08 ± 0,14 miliardi di anni. Successivamente, l’aumento della radiazione solare fisserà sempre più anidride carbonica nelle rocce, sottraendola progressivamente all’atmosfera. Questa potrebbe suonare come una buona notizia, alla luce dell’effetto serra prodotto dall’eccesso di anidride carbonica in atmosfera.

Tuttavia, la dimensione sarà tale da privare le piante di CO₂ per la fotosintesi. La produttività biologica diminuirebbe e, infine, la concentrazione di ossigeno crollerebbe verso valori inferiori all’1% di quelli attuali.

L'aumento di luminosità del Sole determinerà un crollo di concentrazione di ossigeno, l'evaporazione degli oceani e la fine dell'esistenza di una biosfera.

Il riscaldamento crescente favorirà l’evaporazione degli oceani, quindi una produzione di grandi quantità di vapore acqueo che raggiungendo gli strati superiori dell’atmosfera non solo aumenterà l’effetto serra (ricordiamo che il vapore acqueo è un potente gas serra), ma faciliterà la dispersione dell’idrogeno nello spazio.

Gli oceani non evaporerebbero in un solo evento, ma verrebbero perduti progressivamente. Quando il Sole inizierà davvero a trasformarsi in una gigante rossa, la Terra sarà già da molto tempo un mondo sterile.

Gigante rossa: la Terra verrà davvero inghiottita?

Tra circa cinque miliardi di anni, mentre il nucleo del Sole si contrarrà e gli involucri superficiali si espanderanno enormemente, il Sole diventerà così una gigante rossa, molto più grande e luminosa della stella attuale. Mercurio e Venere sono considerati condannati: verranno certamente inglobati.

Secondo studi precedenti, il destino della Terra dipende dalla competizione tra due meccanismi con effetti opposti. Da un canto effetti mareali dissiperebbero energia, frenando l’orbita e trascinando il pianeta verso l’interno. Di contro, il Sole perderebbe massa attraverso intensi venti stellari, diminuendo la sua attrazione gravitazionale per cui la Terra tenderebbe ad allontanarsi.

Esempio di nebulosa planetaria in cui si trasformerà il Sole dopo la fase di gigante rossa, con una nana bianca al centro.
Esempio di nebulosa planetaria in cui si trasformerà il Sole dopo la fase di gigante rossa, con una nana bianca al centro.

Secondo un modello pubblicato nel 2008 questo allontanamento non sarebbe stato sufficiente: le interazioni mareali avrebbero infine fatto precipitare la Terra nell’inviluppo solare.

Il nuovo studio di Mats Esseldeurs, Stéphane Mathis e Leen Decin, pubblicato nel 2026 su Astronomy & Astrophysics, utilizzando modelli più aggiornati della dissipazione mareale, dà maggiore probabilità che il nostro pianeta potrebbe superare la fase di gigante rossa, rimanendo in orbita attorno al Sole senza precipitare nel suo inviluppo esterno.

Recenti studi danno più probabile per la Terra la possibilità di sopravvivere alla fase di gigante rossa del Sole: non inglobata ma comunque resa sterile

Gli autori sottolineano che una perdita di massa solare sufficientemente rapida allargherebbe l’orbita terrestre, garantendo una probabile sopravvivenza della Terra, ma non una certezza definitiva.

Una Terra morta attorno a una nana bianca

Alla fine della fase di gigante rossa, il Sole darà origine a una nebulosa planetaria con una nana bianca circondata da un inviluppo di gas e polveri espulso dalla gigante rossa.

La nana bianca è un oggetto estremamente denso, delle dimensioni approssimative della Terra, privo di nuove reazioni nucleari e destinato a raffreddarsi lentamente.

Se la Terra sopravviverà alla fase di gigante rossa si troverà ad orbitare attorno ad una nana bianca, ma ormai priva di oceani e probabilmente senza un’atmosfera significativa.

L’osservazione del cielo mostra come tutte e due gli scenari prospettati siano possibili.

Abbiamo esempi di “cannibalismo” in cui la stella ingloba i propri pianeti, come osservato nel 2023, dove gli effetti mareali combinati all’espansione della stella hanno distrutto i pianeti più vicini.

Schema esemplificativo dell'evoluzione del Sole dalla sua formazione alla fine come nana bianca.
Schema esemplificativo dell'evoluzione del Sole dalla sua formazione alla fine come nana bianca.

Di contro, nel 2024 è stato individuato un pianeta di circa 1,9 masse terrestri in orbita attorno a una nana bianca, a poco più di due unità astronomiche di distanza. Ricostruendo la storia del sistema, i ricercatori hanno ipotizzato che il pianeta potesse trovarsi originariamente su un’orbita vicina a una unità astronomica, paragonabile quindi alla distanza attuale fra la Terra e il Sole. Questa è una prova di come sia possibile la sopravvivenza del pianeta alla fase di gigante rossa.

Sembra che non ci siano dubbi sul fatto che in ogni caso la Terra diventerà un pianeta sterile e inabitabile entro tempi dell’ordine di un miliardo di anni. La Terra in quanto pianeta potrebbe invece sopravvivere alla morte del Sole, continuando a orbitare, ma come una reliquia arida, per tempi immensi attorno alla nana bianca.

Riferimento della notizia

Esseldeurs, M., Mathis, S. e Decin, L.. (2026). he fate of Earth during the Sun’s giant phases: New constraints from ab initio tidal modelling and AGB mass loss.
De, K. et al.. (2023). An infrared transient from a star engulfing a planet.
Zhang, K. et al.. (2024). An Earth-mass planet and a brown dwarf in orbit around a white dwarf.