5 maggio 1998, le colate di fango devastano Sarno e Quindici

Il 5 maggio del 1998, colate di fango e detriti sommergevano i paesi di Sarno, Siano, Bracigliano e Quindici, in Campania: ci furono 160 morti. Cosa ci ha insegnato quel disastro e cosa è cambiato?

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 04 Mag 2018 - 02:42 UTC
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Le colate rapide che devastarono Sarno, Quindici, Siano e Bracigliano fra il 5 ed il 6 maggio del 1998

Il 5 maggio del 1998, esattamente 20 anni fa, a seguito di un evento piovoso eccezionale, si verificò uno dei peggiori disastri dovuti ad un evento franoso in Italia. Vaste colate di detrito e fango scesero rapidissime dai versanti dell’Appennino campano, sommergendo i centri abitati di Sarno, Quindici, Siano e Bracigliano, situati in Campania fra le province di Salerno e Avellino.

Le colate rapide raggiunsero le zone abitate con grande violenza, seppellendo sotto metri di fango gli edifici e distruggendone altri. Le vittime di quel disastro furono 160. Per giorni, centinaia di soccorritori scavarono nel fango che nel frattempo si andava essiccando, alla ricerca dei sopravvissuti.

Dopo la strage di Sarno, passi avanti nella mitigazione del rischio idrogeologico

Il disastro, che commosse l’intera Italia, fece muovere finalmente qualcosa nell'ambito della mitigazione del rischio idrogeologico. In un paese dove si moriva di più per alluvioni e frane che per terremoti, venne approvato il “decreto Sarno”, (decreto legge n.180 del '98), che dava compito alle Autorità di Bacino – enti creati nel 1989, ben nove anni prima, ma fino a quel momento praticamente inattivi – ed alle Regioni, di realizzare in breve tempo la mappatura delle aree a maggior rischio idrogeologico d’Italia, ed individuare le misure da prendere più urgentemente per ridurre il rischio idrogeologico.

La mappatura delle aree a rischio alluvione ed a rischio frana e la pianificazione degli interventi di mitigazione, doveva essere contenuta in un documento chiamato PAI (Piano stralcio di bacino per l’Assetto Idrogeologico). Oggi i PAI sono uno degli strumenti più importanti per la mitigazione del rischio idrogeologico in Italia.

L'importanza dei PAI, i Piani di Assetto Idrogeologico

I PAI vengono redatti dalle Autorità di Bacino, e vengono realizzati per micro aree all’interno dei più grandi bacini idrografici del territorio nazionale. Questo permette un maggior dettaglio, indispensabile nella pianificazione territoriale e nella prevenzione “casa per casa”.
L’Italia è infatti un paese in cui il rischio idrogeologico è elevatissimo e riguarda un elevato numero di abitanti. Case costruite in posti dove non dovevano essere costruiti, in zone esondabili, o sotto versanti franosi, sono soggette ad un rischio molto elevato.

A Salerno, geologi a convegno 20 anni dopo la strage di Sarno

Dal 2000 ad oggi le vittime di alluvioni ed eventi franosi sono state centinaia. Anche per questo, in occasione del ventesimo anniversario della strage di Sarno, il 5 maggio del 2018 si terrà a il convegno “20 anni dopo Sarno: cosa è cambiato”. Il convegno è organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi, dall’Ordine dei Geologi della Regione Campania e dall’Associazione Italiana di Geologia Applicata.

C'è ancora tanto da fare per ridurre il rischio idrogeologico in Italia.

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