El Niño è arrivato, effetti marginali sulla rovente estate italiana: scenario clamoroso per autunno e inverno in Europa?

ECMWF conferma lo sviluppo imminente de El Niño, ma l’impatto in estate per l’Italia sarà marginale. Le conseguenze arriveranno da settembre, l’intera circolazione generale dell’atmosfera potrebbe essere sconvolta. Quali saranno le teleconnessioni in un clima più caldo di 1.1°C sul livello preindustriale?

L'estate 2026 non sarà influenzata direttamente da El Niño, ma probabilmente sarà comunque molto calda. Le vere sorprese dovute a ENSO potrebbero arrivare con l'autunno, alcune in direzione non nota.
L'estate 2026 non sarà influenzata direttamente da El Niño, ma probabilmente sarà comunque molto calda. Le vere sorprese dovute a ENSO potrebbero arrivare con l'autunno, alcune in direzione non nota.

Sono uscite le nuove elaborazioni di ECMWF di previsione di El Niño, e come era nelle attese è arrivata la conferma: la fase positiva di ENSO El Niño Southern Oscillation sta iniziando e per l’autunno è molto probabile che diventi un "super El Niño". Meteorologi e climatologi seguono da tempo le proiezioni ECMWF, NOAA, IRI Columbia University e altre. Si discute poi sugli impatti in Italia ed in Europa.

L’impatto sull’estate mediterranea sarà marginale, ma potrebbero esserci sorprese anche clamorose per l’autunno e l’inverno. Vediamo dunque alcune ipotesi che potrebbero trovare o meno conferma nei prossimi mesi.

La previsione ECMWF aggiornata: l’estate sarà condizionata da El Niño?

Nel dettaglio, il plume ECMWF aggiornato conferma in pieno El Niño, in forma debole-moderato in estate. Dall’autunno la maggior parte dei membri rientra nella fascia forte con anomalia di SST superiore a 2°C. Notevole come la maggior parte dei membri supera l’anomalia di +2.5°C ovvero super El Niño, con il 50% dei membri oltre +3°C e alcuni addirittura oltre 3.5°C.

Per l’estate italiana ed europea però, lo ribadiamo, l’influenza sarà nulla o marginale. Le eventuali teleconnessioni infatti non faranno in tempo a manifestarsi perché il fenomeno sarà solo agli inizi.

Ricordiamo comunque che anche senza El Niño molti elementi e le previsioni stagionali depongono a favore di una estate molto calda. Ma è sull’autunno e perfino sull’inverno che dovremo tenere gli occhi puntati.

Dagli uragani atlantici all’Europa

In atmosfera tutto è connesso e così anche una lontana anomalia di temperatura superficiale del mare, nel lontano Oceano Pacifico, si può ripercuotere sulla circolazione generale dell’intera atmosfera.

La fase positiva di ENSO, specie se forte come sarà nel caso in arrivo, aumenta il wind shear nella fascia tropicale atlantica. Di conseguenza è da attendersi una riduzione degli uragani caraibici.

Il mare però, senza il raffreddamento dovuto all’evaporazione che trasferisce così calore latente agli uragani, si scalderà ulteriormente anche nell’Atlantico meridionale. Una diversa distribuzione della SST contrasterà peraltro con il “blob freddo” non atlantico.

I possibili effetti indiretti sull’anticiclone delle Azzorre, sulla Depressione Islandese e anche sull’anticiclone africano sono una grande incognita con cui potremmo dover fare i conti. Le eventuali conseguenze si dovrebbero vedere da fine estate ed in particolare in settembre-ottobre.

L’argomento resta aperto e darà sicuramente materiale di discussione nonché di lavoro per gli scienziati dell’atmosfera.

El Niño, Mar Mediterraneo e fiumi atmosferici

Entriamo qua in un campo nuovo, ma la domanda viene lecita: quanto El Niño potrebbe influenzare, indirettamente, la temperatura del mar Mediterraneo, già ora circa 2°C più caldo della media? Le teleconnessioni finora studiate, in genere con scarsa evidenza statistica, potrebbero cambiare.

Il 2026 nella seconda parte dell’anno avrà probabilmente livelli di global warming record: come si ripercuoterà sulla SST del Mar Mediterraneo?

Tema del tutto nuovo poi sarà l’interazione di ENSO con i fiumi atmosferici. Tutto nasce da lontano, El Niño infatti modifica il jet stream pacifico e altera la propagazione delle onde di Rossby.

Il prodotto ECMWF Relative NINO3.4 SST anomaly plume aggiornato a giugno vede una incredibile coerenza dei vari "spaghetti" nel delineare una lunga e intensa fase positiva di ENSO.
Il prodotto ECMWF Relative NINO3.4 SST anomaly plume aggiornato a giugno vede una incredibile coerenza dei vari "spaghetti" nel delineare una lunga e intensa fase positiva di ENSO.

Questa alterazione si potrebbe propagare indirettamente anche all’Atlantico e al monsone asiatico e africano. Potrebbero dunque esserci modifiche importanti delle configurazioni foriere di innesco di fiumi atmosferici verso l’Italia e l’Europa occidentale, che trasporterebbero enormi quantità di acqua precipitabile.

In caso di presenza di depressioni mediterranee un eventuale configurazione di “cul de sac” potrebbe portare piogge torrenziali e grandi alluvioni. Anche qua, non c’è bibliografia passata ma potrebbe essere argomento di studio e da monitorare con attenzione.

Le sorprese: teleconnessione ENSO, Stratosfera, NAO?

Infine, l’inverno. È lontano, e questa non è una previsione ma solo una ipotesi. El Niño infatti continuerà, in base a ECMWF, almeno fino a dicembre, probabilmente anche per l’inverno 2026/27.

Ed è qua che le sorprese potrebbero essere veramente clamorose. El Niño forte infatti estende la sua influenza alterando le onde planetarie fino ai poli e alla stratosfera. I disturbi potrebbero estendersi al vortice polare, innescando fenomeni di split uniti ad accentuazione di possibili fasi di NAO negativa.

Se così fosse, per assurdo in un quadro di un periodo molto caldo potrebbero innescarsi grandi scambi meridiani con irruzioni fredde che potrebbero colpire gli USA o l’Europa.

La vera questione: El Niño impatta sul nuovo clima

Le ipotesi sopra formulate sono tutto da verificare, ribadiamo che non conosciamo molto delle teleconnessioni, ma con un El Niño forte le sorprese potrebbero essere clamorose.

Ricordiamoci infatti che gli impatti di ENSO non saranno gli stessi del 1997/98 e ancor meno del 1877/78, che avveniva a fine piccola era glaciale. La vera domanda a cui dovrà rispondere la scienza è: quali saranno le nuove teleconnessioni e gli impatti di un probabile super El Niño 2026 sommato al nuovo clima con +1.1°C sul periodo preindustriale?

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