Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, tutto pronto ma la neve scarseggia. Quando tornerà a nevicare al nordest?
Tante perturbazioni, irruzioni fredde, ma sulle montagne olimpiche la neve è scarsa o assente. Ancora una volta le Olimpiadi invernali si salvano grazie alla neve artificiale, ma a quale impatto? Ecco cosa dicono i modelli sulla possibile svolta fredda e nevosa.

Mancano poche settimane all’inizio delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. L’inizio ufficiale del tanto atteso evento sportivo è il 6 febbraio, per terminare poi il 22 febbraio 2026.
Olimpiadi invernali sono anche sinonimo di freddo e neve, ma negli ultimi anni senza il ricorso della neve artificiale Olimpiadi come a Sochi nel 2014 o a Pechino nel 2022 avrebbero rischiato di saltare.
Milano Cortina 2026 non fa eccezione: ad oggi, la maggior parte delle montagne olimpiche è priva o quasi di neve, e le piste sono bianche solo all’innevamento artificiale.
La situazione neve attuale
Le immagini delle webcam presenti nelle principali località turistiche invernali ci forniscono un chiaro della situazione attuale. Il centro storico di Cortina d’Ampezzo e le montagne circostanti sono prive di neve, con strisce bianche nelle principali piste dove la sciabilità è assicurata solo da neve artificiale. La neve naturale è presente solo alle quote più alte. La pista Olimpia Tofane, dove si svolgeranno le gare di sci alpino femminile, appare comunque innevata e pronta per le competizioni.
Va meglio la situazione a Livigno, sede di gare di snowboard; essendo nel versante nord Alpino le ultime perturbazioni da nord, hanno portato una imbiancata, non abbondante ma sufficiente a rendere il paesaggio bianco.
Torna negativa a neve naturale la situazione in Val Di Fiemme e di Anterselva, dove si svolgeranno le gare di sci di fondo e di biathlon. I tracciati sono stati comunque accoratamente preparati, anche in vista della marcialonga.
Perché scarseggia la neve?
La “siccità nivologica” o “siccità nevosa” può dipendere da due aspetti, anche contemporaneamente presenti: temperature alte e assenza di precipitazioni. Nella situazione delle Alpi centro orientali hanno influito entrambi.
Dopo le nevicate di fine novembre, in dicembre sono transitate diverse perturbazioni, ma accompagnate da correnti miti da sud. Le precipitazioni sono risultate spesso piovose, con neve relegata oltre 2000-2200 metri. Ad accelerare ulteriormente la fusione della neve precoce hanno poi contribuito giornate di bel tempo ma miti.
L’arrivo dell’aria fredda a fine dicembre e inizio gennaio ha consentito massiccia produzione di neve artificiale, ma le configurazioni sinottiche sono state penalizzanti per il nordest alpino. In particolare il ciclone tirrenico dell’epifania è risultato troppo a sud per portare neve sulle Alpi orientali.
Difficile individuare le cause di queste anomalie. Senz’altro i cambiamenti climatici influiscono sull’aspetto temperature e innalzamento del limite delle nevicate più complesso l’influenza sui regimi di circolazione.
Neve artificiale e suo impatto
L’innevamento artificiale sta salvando le Olimpiadi, come fu a Pechino 2022, completamente svolta in neve artificiale. L’impatto ambientale, energetico e i costi economici tuttavia sono elevati.
Il CIO Comitato Olimpico Internazionale ha chiesto all’Italia di produrre 2.4 milioni di metri cubi di neve artificiale per garantire il corretto svolgimento delle Olimpiadi Milano Cortina 2026.
Benché prodotta con energia rinnovabile, questa energia avrebbe potuto sostituirne altra, di produzione fossile. L’aspetto compensazione o attribuire a una precisa fonte un consumo energetico infatti è molto discutibile dal punto di vista etico e anche sostanziale.

Inoltre l’acqua usata per questa neve soddisferebbe i bisogni di una cittadina di 15-20000 abitanti. Sono sorte discussioni e contenziosi con comitati e popolazione, perché l’acqua è stata presa deviando torrenti o con nuovi bacini, mai privi di impatti e conseguenze.
Arriverà la neve prima dell’inizio dei giochi?
Ecco al punto focale, arriverà la neve nelle Alpi centro orientali? Il ciclone mediterraneo che sta colpendo il sud e isole ha assunto una conformazione che concentra i flussi da SE e l’effetto di sbarramento alpino solo sulle Alpi occidentali, ma penalizza a precipitazioni le montagne olimpiche. Qualche fiocco non è escluso, ma non sarà consistente, e molte zone dovranno attendere eventuali svolte a fine mese.
Sul lungo termine, affidandoci ai cluster, si nota molta incertezza nella traiettoria della possibile irruzione fredda in centro Europa, e ancor più sui suoi effetti in Italia. Qualche scenario potrebbe essere nevoso per le zone che ospiteranno le gare olimpiche, ma la probabilità di una nevicata importante e risolutiva della siccità nivologica al nordest appare piuttosto basse. Vedremo a febbraio, non ci spingiamo oltre e comunque vada, vinca il migliore ma l’importante è partecipare!