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Caldo estremo, incendi, siccità: si chiude un giugno anomalo in Italia

Il mese di giugno 2022 si chiude con un clima estremo segnato dal caldo record, da una grave siccità e da incendi: ecco i video. Come sarà luglio?

Il mese di giugno del 2022 sta per concludersi e lascia dietro di sé una serie di eventi meteorologici estremi in Italia. Negli ultimi giorni sono stati toccati record di temperatura, con caldo record per un mese di giugno: i valori più alti sono stati registrati nell'Italia centrale. Ha fatto il giro del mondo, ad esempio, la notizia del superamento di record storici di caldo a Roma, con valori sopra i 40°C. Nella capitale italiana non era mai successo, da quando ci sono dati, che si raggiungessero questi valori a giugno, ma anche ad agosto questi valori non erano stati registrati con frequenza. Altri record sono stati toccati a Firenze, Guidonia, Viterbo.

Questa ondata di caldo africano che sta investendo l'Italia alla fine di giugno ha contribuito negli ultimi giorni alla propagazione di incendi. Sono davvero tanti gli incendi che si sono sviluppati negli ultimi giorni, tenendo impegnate le squadre dei Vigili del Fuoco. Uno dei più grandi ha interessato Roma Ovest: è stato molto grande, ha lambito diverse abitazioni obbligando ad evacuare i residenti, ed ha fatto esplodere diverse bombole di GPL.

Purtroppo non finisce qui, perché il passaggio di una rapida perturbazione sulle regioni del Nord, infuocate nei giorni scorsi dall'ondata di caldo, ha causato forti temporali e violente grandinate.

Le piogge delle ultime ore non hanno però di certo risolto il problema della siccità. Negli ultimi mesi è andata peggiorando soprattutto nel Nord, ed ormai si parla di peggior siccità degli ultimi 70 anni. Gli effetti più evidenti si riflettono sui fiumi, che si presentano in secca, dal Po al Tagliamento.

Ma sono in grave sofferenza anche i laghi e le falde acquifere sotterranee. Altro fronte critico che allarma è quello delle Alpi: quest'anno la copertura nevosa in quota è scomparsa già a maggio, due mesi prima del normale, lasciando allo scoperto i ghiacciai. Questo ne accelererà lo scioglimento quest'estate. La poca neve sulle Alpi aggrava ulteriormente la carenza idrica nelle zone di valle e di pianura.