Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. "Crolla tutta la collina"

Una enorme frana, il cui fronte si estende per ben 4 chilometri, sta interessando Niscemi, in Sicilia. La scarpata della frana misura oltre 20 metri, e sta coinvolgendo diversi palazzi. Sono 1600 le persone evacuate.

È una situazione drammatica quella che si sta vivendo a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, in Sicilia, dove una frana di grandi proporzioni sta facendo crollare un pezzo di paese, costringendo all'evacuazione 1500 persone.

Le immagini e i video che arrivano dall'area sono impressionanti. Si vede infatti una grande spaccatura che taglia in due il paese: è la parete della frana, che sul lato ovest di Niscemi arriva a misurare oltre venti metri. Lo smottamento prosegue verso la parte meridionale del paese, su un fronte di oltre 4 chilometri, e sta coinvolgendo negli ultimi giorni sia le infrastrutture che i palazzi. Alcuni sono già parzialmente crollati, altri sono in bilico, sul punto di cedere.

Il movimento franoso, già attivo da decenni, si è nuovamente mobilizzato a seguito delle intense piogge cadute con il passaggio del ciclone Harry, una tempesta che la scorsa settimana ha colpito duramente la Sicilia, portando piogge di oltre 500 mm in pochi giorni e una mareggiata storica che ha devastato la costa orientale.

La situazione: oltre 1500 persone evacuate

A seguito di questi eventi, il Sindaco ha disposto l’individuazione di una zona rossa e l’evacuazione di 1.500 persone che hanno trovato per la maggior parte un’autonoma sistemazione presso familiari, mentre circa 20 cittadini sono stati ospitati presso l’area di accoglienza istituita nel Palazzetto dello Sport “Pio La Torre”.

Le attività didattiche sono state sospese per valutare l’agibilità dei plessi scolastici che ricadono nell’area interessata dal movimento franoso e per individuare soluzioni alternative che consentano agli studenti di proseguire l’anno scolastico.

"La frana non si ferma" ha dichiarato il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, descrivendo una "situazione drammatica" che peggiora ora dopo ora. Il primo cittadino teme che il quartiere coinvolto nei crolli non potrà tornare a essere abitato.

Sul territorio stanno operando anche numerose squadre di Vigili del Fuoco e circa 60 volontari appartenenti a diverse Organizzazioni locali di protezione civile per garantire un supporto alle attività di logistica e di assistenza alla popolazione. Le Forze dell’ordine stanno invece garantendo la tutela dell’incolumità della popolazione assicurando il rispetto del divieto di accesso alla zona rossa e il controllo del territorio.

La frana di grandi dimensioni aveva già interessato Niscemi, in provincia di Caltanissetta, a partire dal 16 gennaio, determinando le prime criticità sull’area a ridosso della parte occidentale del centro abitato.

Il 25 gennaio, una seconda frana di maggiore entità ha invece riattivato un vecchio fronte a ridosso della parte sud del centro abitato, compromettendo gran parte della viabilità locale, la stabilità di numerosi edifici nell’area e l’interruzione dei servizi essenziali.

Cosa sta generando la frana? Ecco cosa dicono i geologi

I geologi siciliani spiegano che l'area interessata dalla grande frana ha conosciuto già altri movimenti franosi in passato, l'ultimo nel 1997. In un comunicato pubblicato dall'Ordine dei Geologi della Sicilia, si legge che "la frana di Niscemi non può essere letta come un evento improvviso o eccezionale, bensì deve essere inquadrata "all’interno di un contesto geologico ben noto e storicamente documentato".

La fragilità di questo territorio è legata alla natura dei terreni sabbiosi ed argillosi su cui poggia il paese, ma anche alla complessa dinamica delle acque sotterranee.

I geologi ricordano che in determinate circostanze meteo, per esempio prolungati periodi di pioggia, questi movimenti franosi possono riattivarsi, ma ricordano anche che il problema è da individuare in "alterazioni del naturale deflusso delle acque, urbanizzazioni non compatibili con le caratteristiche del suolo e insufficiente manutenzione delle opere di regimazione idraulica".

I geologi ricordano che "la scienza geologica fornisce da tempo chiavi di lettura chiare e strumenti efficaci per comprendere, monitorare e mitigare questi fenomeni". Spesso però, come accade da tempo in Italia, nonostante situazioni di rischio legate al territorio, si è costruito senza prenderle in considerazione.

L'Italia è il paese d'Europa dove è più elevato il rischio idrogeologico, dove cioè i fenomeni franosi sono più probabili e frequenti, e dove però l'intensa urbanizzazione aumenta i problemi. Di fronte a un territorio geologicamente giovane, segnato da frequenti eventi sismici e attività vulcanica e dove la geomorfologia è complessa (si passa in pochi chilometri da rilievi elevati al mare), e dove sono inoltre abbondanti i terreni argillosi, si è spesso costruito senza tener conto delle criticità legate al territorio.

L'auspicio dei geologi è che "l’emergenza di Niscemi diventi un punto di svolta per avviare una riflessione strutturale sul modello di governo del territorio, nel quale la competenza tecnica e scientifica torni ad avere il ruolo che le compete".

In questo contesto, intanto, cresce la richiesta di dirottare i fondi destinati al Ponte sullo Stretto di Messina, una infrastruttura voluta dall'attuale governo ma molto criticata da una parte della popolazione e dalle forze politiche di opposizione, per la messa in sicurezza del territorio.