Cambiamenti nella circolazione atmosferica: dopo metà mese venti gelidi da Nord potrebbero raggiungere l’Italia

Dopo il 12 febbraio la circolazione atmosferica, a livello emisferico, subirà dei cambiamenti, con una tendenza verso una corrente a getto polare sempre più ondulata che potrebbe spalancare le porte del freddo.

Febbraio è partito all’insegna dell’instabilità, con il passaggio di diverse perturbazioni atlantiche, che stanno producendo piogge e rovesci, oltre a venti forti e mareggiate frequenti, specie sulle coste tirreniche.

Dagli ultimi aggiornamenti modellistici si prevede un possibile cambio di scenario verso la fine del mese. In particolare, l'ultima linea di tendenza del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), suggerisce un aumento delle probabilità di incursioni fredde sull'Italia.

Dall’Atlantico alla possibile incursione fredda

In questo inizio febbraio l'Italia è sotto l'influenza di correnti umide provenienti dall'Oceano Atlantico, che portano perturbazioni frequenti, piogge sopra la media e burrasche, senza però episodi di freddo intenso.

Le temperature rimangono generalmente miti, soprattutto al Centro-Sud, con valori vicini o leggermente superiori alle medie stagionali. In questo contesto, le precipitazioni sono più abbondanti sul Mediterraneo, aggravando situazioni di rischio idrogeologico in aree come Spagna, Portogallo e parti del Sud Italia.

Lo sviluppo di blocchi anticiclonici entro fine mese, sul Nord Europa, aumentando le probabilità di vedere delle ondate di freddo, a latitudini particolarmente basse.
Lo sviluppo di blocchi anticiclonici entro fine mese, sul Nord Europa, aumentando le probabilità di vedere delle ondate di freddo, a latitudini particolarmente basse.

Tuttavia, questo quadro non è destinato a perdurare. Dai segnali che arrivano dalla troposfera, e dalla stratosfera, si andrà verso un'evoluzione più invernali, dove il freddo artico potrebbe guadagnare terreno verso l'Europa centrale e orientale, lambendo anche la Penisola.

Il possibile ritorno del freddo dopo metà mese e il ruolo della Madden

Dopo il 12 febbraio la circolazione atmosferica, a livello emisferico, subirà dei cambiamenti, con una tendenza verso una corrente a getto polare che andrà ad ondularsi maggiormente, grazie anche al contributo dei driver tropicali, come la Madden-Julian Oscillation.

La convezione profonda e tropicale della Madden-Julian Oscillation agisce come una sorgente di energia che perturba la circolazione atmosferica.

Quando la convezione tropicale si sposta, specialmente tra l'Oceano Indiano e il Pacifico occidentale (fasi 3-7), invia impulsi di energia che si trasferiscono in troposfera, fino a potenziare, deviare o curvare la corrente a getto polare.

Tale contesto, generalmente, tende a favorire, o dir meglio, aumentare la probabilità che si formino dei solidi blocchi atmosferici lungo le alte latitudini. Ossia quelle strutture anticicloniche, distese lungo i meridiani, capaci di far rovesciare l’aria fredda, di origine polare o artica, verso latitudini più meridionali, inclusa l'Italia.

Un altro elemento chiave evidenziato nelle proiezioni è il possibile riscaldamento stratosferico maggiore all'inizio di febbraio, come simulato dal modello americano GFS. Questo fenomeno potrebbe destabilizzare il vortice polare, facilitando incursioni di aria artica verso l'Europa e il Mediterraneo.
Un altro elemento chiave evidenziato nelle proiezioni è il possibile riscaldamento stratosferico maggiore all'inizio di febbraio, come simulato dal modello americano GFS. Questo fenomeno potrebbe destabilizzare il vortice polare, facilitando incursioni di aria artica verso l'Europa e il Mediterraneo.

Questa transizione dovrebbe vedersi dalla seconda alla terza decade di febbraio, aumentando le probabilità di tempo instabile con piogge più frequenti al Centro-Sud, nevicate in quota sulle Alpi e sugli Appennini, e possibili episodi di maltempo intenso, come venti forti e piogge abbondanti in regioni come Sicilia, Calabria e Sardegna.

Quale ruolo avrà il riscaldamento stratosferico?

Un altro elemento chiave evidenziato nelle proiezioni è il possibile riscaldamento stratosferico maggiore all'inizio di febbraio, come simulato dal modello americano GFS. Questo fenomeno potrebbe destabilizzare il vortice polare, facilitando incursioni di aria artica verso l'Europa e il Mediterraneo.

Va detto che comunque un riscaldamento stratosferico maggiore non indica che in automatico il freddo raggiungerà l’Italia, o vaste aree del Mediterraneo. Per quello bisogna osservare pure la risposta della troposfera, ed un possibile accoppiamento fra i due livelli, che non è sempre scontato.

Solo in caso di una risposta positiva della troposfera, con un anticiclone di blocco posizionato tra Groenlandia e Scandinavia, l'Italia potrebbe essere investita da una intensa ondata di freddo.

Il periodo critico è identificato tra il 6 e il 15 febbraio, anche se le probabilità rimangono probabilistiche e non deterministiche. Non tutti gli scenari coinvolgono direttamente la Penisola. Anzi, secondo alcune code modellistiche il freddo potrebbe finire sull’Europa orientale, o coinvolgere più da vicino il settore centro-occidentale.

Va detto che anche se la parte più consistente del freddo rimarrà relegata sul comparto orientale del continente, le perturbazioni continuerebbero a interessare il Mediterraneo, con una tendenza a ridurre le precipitazioni intense ma a introdurre aria artica che potrebbe lambire l'Italia.