Come sarà il mese di Gennaio in Italia? Le ultime novità dal modello di riferimento di Meteored
Ecco le ultime novità che emergono sul mese di gennaio secondo l'ultima linea di tendenza proiettata dal centro di calcolo europeo ECMWF, punto di riferimento di Meteored.

Il nuovo anno si apre all’insegna di uno scenario meteorologico più dinamico, frutto di quel cambio di circolazione che ha caratterizzato la parte finale del mese di dicembre, con lo sviluppo di un anticiclone di blocco in Atlantico, che oltre ad arrestare il flusso zonale, ha contribuito a riversare aria molto fredda, di diretta estrazione artica, fino al cuore dell’Europa.
Anche nei prossimi giorni, per buona parte della parte finale della prima decade di gennaio, l’Europa continuerà ad essere interessata da questa circolazione secondaria, che sta avvettando aria fredda, d’estrazione artica, fino al cuore del continente, fino alla Francia e alle nostre regioni Settentrionali.
Cosa accadrà durante la prima decade di gennaio?
Sostanzialmente da qui fino al 9-10 gennaio, secondo il modello di Meteored, basato sui dati forniti da ECMWF, assisteremo ancora alla presenza di una vasta circolazione d’aria fredda che interesserà l’Europa Settentrionale e Centrale, arrivando a interessare più marginalmente le Alpi e l’area mediterranea più settentrionale.
Nella parte finale della prima decade si andrà verso un generale rafforzamento del flusso zonale fra Nord America e Europa, anche se continuerà a mantenersi disturbato, con frequenti ondulazioni che esporranno l’Italia ad ondate di maltempo, con nevicate fino a bassa quota, specie sull’Appennino, e situazioni per venti intensi e mareggiate dal terzo e quarto quadrante.
Ecco come cambierà lo scenario durante la seconda decade?
Durante la seconda decade del mese i segnali indicano un ulteriore rinvigorimento del flusso zonale sul Nord Atlantico, che andranno ad ostacolare eventuali promontori anticiclonici di blocco in area atlantica. Ciò non vorrà dire che non potranno nascere creste anticicloniche capaci di spingersi lungo i meridiani.

Solo che al momento prevale lo scenario che prevede un rafforzamento delle westerlies sul Nord Atlantico, vuoi anche per una ridistribuzione della vorticità lungo le latitudini polari, che andranno a intensificare il gradiente di geopotenziale fra la Groenlandia, l’Islanda e le medie latitudini oceaniche, con una conseguente accelerazione del getto polare.
Ciò si tradurrà in un sollevamento di latitudine del flusso perturbato principale, e in un rialzo dei valori di pressione e geopotenziale sul Mediterraneo, con un tempo più stabile al Meridione. Mentre le regioni del Centro-Nord potranno essere interessate dal passaggio di diversi sistemi frontali oceanici, che causeranno piogge e nevicate a bassa quota, ma in un contesto più mite.
Lo scenario per la terza decade del mese
Ancora emergono parecchie discrepanze riguardo la parte finale del mese di gennaio. Pertanto l’affidabilità di questa linea di tendenza rimane estremamente bassa.
Da pochi segnali a disposizione sembrerebbe che la prima parte della terza decade possa essere caratterizzata ancora da un flusso zonale ancora ondulato, con possibilità di brevi episodi freddi da Nord-Ovest.

Ma non si possono escludere anche dei radicali cambi di circolazione, magari grazie all’azione di driver tropicali, come l’oscillazione di Madden-Julian, che potrebbero contribuire a far confluire, per mezzo delle onde di Rossby, maggiori flussi di calore verso le medie latitudini, capaci di costruire degli anticicloni di blocco maggiormente solidi, in grado di resistere all’attacco del flusso zonale.
Solo in questo caso si potranno aprire quei “canali d’aria fredda” capaci di trasportare in pochissimi giorni, l’aria fredda di matrice artica o polare, fin sull’area mediterranea, rendendo il clima decisamente più invernale.