Dalle bufere di neve sulle Alpi all’anticiclone quasi primaverile: febbraio finisce davvero così in Italia?

Sorprende la neve sulle Alpi ma la vera novità è la primavera che bussa alle porte. Dopo tante perturbazioni ecco finalmente l’anticiclone a darci qualche giorno di pausa e sole. Segnali di cambiamenti fra fine febbraio e inizio marzo, tornerà l’inverno?
Ieri il dinamico ciclone alla mesoscala sul nord Italia ha portato nevicate e bufere su gran parte delle Alpi. La neve è caduta e ha reso il paesaggio ancora più bianco nelle montagne olimpiche, con episodi di neve anche in alcune città delle grandi valli alpine, come Trento.
Non sono mancati i disagi e per certi versi anche lo stupore, nonché alcune affermazioni scettiche sul ruolo dei cambiamenti climatici. Ricordiamo che una nevicata, ancor più in montagna, non smentisce i cambiamenti climatici e la neve sulle Alpi a febbraio non dovrebbe neanche far notizia.
Del resto il periodo anomalo è testimoniato dalle quote alte delle nevicate in Appennino. Un tempo queste perturbazioni portavano spesso neve anche in pianura. Ora la lunga fase perturbata atlantica si chiude e un anticiclone sembra condizionare la fine del mese di febbraio, ma con alcune insidie.
Situazione sinottica
Mancava da settimane se non mesi un anticiclone mediterraneo come quello che ci mostrano i modelli per sabato 21 e domenica 22 febbraio. Un ampio massimo con pressione livellata sui 1025 hPa si instaura fra la penisola iberica e quella italiana.
Le isoterme aumentano di valore, con quella +5°C a 850 hPa fin sulle Alpi, e -10°C sulle regioni nordoccidentali e Sardegna. Nel corso della settimana il flusso zonale tenderà ad abbassarsi di latitudine senza però investire direttamente l'Italia. Più a lungo termine si assiste a qualche timido tentativo di ondulazione della corrente a getto ma anche questo sembra avere poco successo.
Fine settimana pre primaverile
La giornata di sabato 21 febbraio sarà serena con tratti anche quasi primaverili nelle ore pomeridiane in molte regioni italiane. Al Nord ampie zone di sereno e temperature diurne gradevoli. L'eccezione al bel tempo la troviamo sulla cresta di confine delle Alpi dove fra le zone prossime a Svizzera e Austria saranno presenti nubi portate da nord.
Passando al centro bella giornata ancora in parte ventilata soprattutto in Sardegna; annuvolamenti residui si troveranno nelle regioni adriatiche con cielo ancora piuttosto nuvoloso, ma senza precipitazioni degne di nota.
Al sud maggior presenza di nuvolosità, in un quadro di tempo comunque sereno variabile. Qualche nube si addenserà localmente, con occasionali deboli piogge residue.

Domenica 22 bella giornata con cielo soleggiato o localmente velato, aria tardo invernale con tratti anche primaverili nei pomeriggi. Bel tempo soprattutto in montagna con giornata ottimale sulle Alpi per gli sport invernali.
Temperature in aumento soprattutto nei valori massimi, al nord mite, 14-15°C, al centro 15-17°C, al sud 18-20°C domenica. Al mattino relativamente freddo, ma solo locali le gelate al nord.
Primi giorni della settimana quasi primaverili
Poco da dire sui primi giorni della settimana, era da tempo che i modelli non ci davano 3-4 giorni praticamente senza precipitazioni in tutta l'Italia e con nubi assenti o quasi. Le condizioni saranno peraltro abbastanza secche, senza le nebbie al nord, dove vi sarà un buon soleggiamento, come nel resto d’Italia.
Al momento sembra rientrare e ritardare un eventuale peggioramento, diciamo che fino a mercoledì 26 o anche giovedì 27 febbraio il tempo sarà stabile in tutta la penisola e isole. Al più a metà settimana aumentano al nord e in parte del centro le nubi medio alte.

Le temperature aumentano ancora leggermente, con massime 14-16°C al nord, 16-18°C al centro e Sardegna, mite anche a Roma, e 18-20°C con punte fin sui 22°C al sud e Sicilia.
Come sarà la fine di febbraio e l’inizio di marzo?
Evoluzione incerta dai modelli a 6-8 giorni. Al solito dunque ci affidiamo ai cluster ECMWF, da cui pare esserci un ritorno a una situazione più dinamica.
L’anticiclone tende a perdere struttura e il flusso atlantico torna ondulato, con possibili affondi perturbati verso l’Europa centro-occidentale e il Mediterraneo. Non emergono segnali di formazione del blocco scandinavo né configurazioni da irruzione fredda tardiva.
Lo scenario più probabile è quello di una fase variabile-perturbata, con passaggi frontali alternati a brevi pause in un quadro piuttosto mite. Le temperature si manterrebbero spesso sopra la media stagionale conducendoci così al passaggio alla primavera meteorologica senza colpi di coda del freddo invernale.