Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF

Dalle ultime proiezioni del centro di calcolo europeo ECMWF ci si aspetta una stagione autunnale, e un inverno, molto mite, ma molto piovoso, specie su alcune aree del continente. Ecco i dettagli.

Dopo un inizio autunno piuttosto secco, da metà ottobre le precipitazioni si preannunciano superiori alla media climatologica su diverse aree del nostro continente.
Dopo un inizio autunno piuttosto secco, da metà ottobre le precipitazioni si preannunciano superiori alla media climatologica su diverse aree del nostro continente.

Dopo un’estate particolarmente calda e secca, che ha messo a dura prova molte regioni del continente con prolungati periodi di siccità e temperature elevate, l’Europa, e in particolare la sua porzione occidentale, dovrà prepararsi a un deciso cambio di scenario.

Le proiezioni a lungo termine del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine del centro di calcolo europeo ECMWF continuano a delineare con insistenza un autunno e, soprattutto, un inverno caratterizzati da condizioni molto piovose ma complessivamente miti.

Si tratta di un segnale che i modelli mantengono con una certa costanza nelle ultime emissioni, rendendo lo scenario particolarmente degno di attenzione per molte aree del nostro continente.

Un flusso perturbato atlantico più intenso e organizzato

A partire da ottobre e fino a dicembre e gennaio, il flusso zonale atlantico dovrebbe presentarsi particolarmente intenso e organizzato. Questo flusso, abbassandosi di latitudine rispetto alle normali configurazioni, favorirà il passaggio reiterato di perturbazioni sull’Europa occidentale e centrale.

Il risultato sarà un’elevata dinamicità atmosferica, con sistemi depressionari che si succederanno con una certa frequenza, trasportando tanta umidità oceanica verso il continente.

In questo contesto, un ruolo determinante sarà svolto dal getto polare. La corrente a getto dovrebbe mantenere un andamento molto lineare, orientato prevalentemente da ovest verso est, senza quelle ondulazioni accentuate che tipicamente permettono alle masse di aria fredda di scendere in latitudine.

In questo contesto, un ruolo determinante sarà svolto dal getto polare. La corrente a getto dovrebbe mantenere un andamento molto lineare, orientato prevalentemente da ovest verso est, senza quelle ondulazioni accentuate che tipicamente permettono alle masse di aria fredda di scendere in latitudine.
In questo contesto, un ruolo determinante sarà svolto dal getto polare. La corrente a getto dovrebbe mantenere un andamento molto lineare, orientato prevalentemente da ovest verso est, senza quelle ondulazioni accentuate che tipicamente permettono alle masse di aria fredda di scendere in latitudine.

Questa configurazione “stirata” e poco meandrica del getto polare, spesso supportata dal pattern di El Niño, agirà di fatto come una barriera, impedendo alle irruzioni artiche o continentali di raggiungere con facilità le medie latitudini europee.

Di conseguenza, le temperature rimarranno generalmente miti su gran parte del continente, con scarse probabilità di prolungate ondate di freddo intenso, almeno nelle fasi iniziali e centrali della stagione invernale.

Verso un inverno molto piovoso?

Dopo un inizio autunno piuttosto secco, da metà ottobre le precipitazioni si preannunciano superiori alla media climatologica su diverse aree. Le anomalie positive più significative sono attese sulle Isole Britanniche e lungo le coste atlantiche di Francia e Spagna, dove il passaggio frequente di depressioni extratropicali, provenienti dall’Atlantico, potrà determinare periodi prolungati di maltempo, con piogge abbondanti e localmente intense.

Anomalie pluviometriche positive si estenderanno anche su ampie porzioni dell’Europa centrale, arrivando fino ai Balcani occidentali, regioni che potrebbero beneficiare di un apporto idrico consistente dopo i mesi estivi particolarmente aridi.

Le masse d'aria fredda, provenienti dal Polo, faticheranno a scendere di latitudini, a causa della presenza di un getto polare molto intenso.
Le masse d'aria fredda, provenienti dal Polo, faticheranno a scendere di latitudini, a causa della presenza di un getto polare molto intenso.

Purtroppo aumenterà pure il rischio di avere fenomeni meteorologici estremi, specie fra la parte finale dell’autunno e l’inizio dell’inverno, come nubifragi, temporali violenti, alluvioni lampo e tempeste e mareggiate, non appena si svilupperanno le prime ciclogenesi mediterranee. Questi eventi potranno causare non poche criticità, soprattutto sui Paesi dell’area mediterranea, come Spagna, Francia, Italia e Grecia.

Attenzione al Nord Europa

Un autunno e un inverno con precipitazioni sotto la media è atteso su Scandinavia e Russia occidentale, dove il posizionamento del flusso e la maggiore probabilità di configurazioni anticicloniche, sopra il flusso atlantico, potrebbero limitare l’arrivo delle precipitazioni.

Condizioni simili, seppur con dinamiche diverse, potrebbero interessare diverse zone dell’Europa meridionale, in particolare il Sud Italia e la Grecia, aree che rischiano di rimanere ai margini del flusso zonale più settentrionale, e lo sviluppo di promontori dinamici ridurrebbero l’incidenza delle piogge rispetto alla media.

Le anomalie positive più significative sono attese sulle Isole Britanniche e lungo le coste atlantiche di Francia e Spagna, dove il passaggio frequente di depressioni extratropicali, provenienti dall’Atlantico, potrà determinare periodi prolungati di maltempo.
Le anomalie positive più significative sono attese sulle Isole Britanniche e lungo le coste atlantiche di Francia e Spagna, dove il passaggio frequente di depressioni extratropicali, provenienti dall’Atlantico, potrà determinare periodi prolungati di maltempo.

Se confermato, questo pattern avrebbe ricadute importanti sul ciclo idrologico europeo. Da un lato potrebbe contribuire a ricaricare le riserve idriche nelle regioni che hanno sofferto la siccità estiva, dall’altro aumenterebbe il rischio di alluvioni, esondazioni e fenomeni di dissesto idrogeologico nelle zone già vulnerabili, soprattutto lungo le fasce atlantiche e in alcune aree dell’Europa centrale.

A proposito delle anomalie termiche

Le temperature miti, favorite dall’andamento lineare del getto polare, attenuerebbero invece i rischi legati al freddo intenso e alle nevicate abbondanti a bassa quota, concentrando piuttosto le precipitazioni sotto forma di pioggia.

Le previsioni stagionali restano naturalmente soggette a margini di incertezza e potranno evolversi nelle prossime settimane. Tuttavia, l’insistenza con cui i modelli ECMWF propongono questo scenario, caratterizzato da un flusso zonale robusto, un getto polare lineare e un’Europa divisa tra piogge abbondanti a ovest e centro e condizioni più secche a nord-est e a sud, rende la prospettiva di un inverno tempestoso ma mite particolarmente concreta e meritevole di un attento monitoraggio.