Mediterraneo in tempesta da domenica 18: ritornano temporali, forti piogge, neve, tanto vento e mare molto agitato
Da domenica possibile svolta: nasce un ciclone sul Mediterraneo che porta piogge e temporali anche intensi, neve in montagna e venti forti. Ecco le zone più esposte e cosa può succedere nelle prossime ore.
Da domenica il Mediterraneo potrebbe accendersi e dare vita a un ciclone in grado di cambiare rapidamente lo scenario meteo. Attese piogge e temporali a tratti intensi, neve in montagna, venti forti e mari molto mossi con possibili mareggiate.
Vento e mare, il segnale che cambia tutto: Scirocco e mareggiate in agguato
I primi segnali del peggioramento arriveranno dal mare: quando il minimo depressionario prende forma, le correnti meridionali accelerano e le raffiche aumentano rapidamente, facendo salire il moto ondoso.

In queste situazioni il mare può passare in poche ore da “mosso” a molto mosso, fino ad agitato, con mareggiate sulle coste esposte e possibili disagi anche ai collegamenti marittimi. È il classico scenario in cui la traiettoria del vortice decide tutto: se il minimo si avvicina più del previsto, vento e mare diventano protagonisti.
Domenica 18 gennaio svolta netta: l’energia del Mediterraneo accende il ciclone
Da domenica 18 gennaio l’atmosfera potrebbe cambiare marcia: il Mediterraneo, ancora relativamente caldo è un serbatoio enorme di energia e basta l’ingresso di aria più fredda in quota per innescare un ciclone mediterraneo.
Il risultato è un richiamo umido e instabile che alimenta rovesci e temporali, con fasi di maltempo anche intenso. In poche parole: non il solito passaggio rapido, ma un meccanismo capace di organizzarsi e durare, soprattutto se il minimo resta agganciato al bacino centrale. del Mediterraneo.
Dove pioverà di più: le zone più esposte tra rovesci e temporali
Con un ciclone in azione, contano tanto le linee di convergenza e i settori più colpiti dai flussi umidi: spesso finiscono in prima linea Isole maggiori e versanti tirrenici, ma l’asse delle precipitazioni può ruotare velocemente seguendo lo spostamento del minimo.

sIn questi casi i fenomeni più “cattivi” arrivano a ondate: pause improvvise, poi nuovi rovesci più intensi.
Neve in montagna: quota inizialmente alta, accumuli e possibili sorprese
La buona notizia per sciatori ed amanti della neve arriva dalle montagne: con il maltempo si riaccende la neve su Alpi e Appennini. La quota però potrebbe essere inizialmente alta per poi ridiscendere quando entra aria più fredda o quando il minimo richiama correnti da Nord.

In montagna sono possibili accumuli rilevanti, ma va monitorata la tipologia della neve: se arriva molto umida e pesante, non è solo una questione di centimetri, bensì di impatto su viabilità e stabilità del manto.