Neve in pianura: sorpresa nell’ultimo aggiornamento del modello Meteored. Ecco quando e dove potrebbe arrivare

Importanti novità nei modelli odierni, col ciclone Harry al sud entra aria più fredda al nord e a medio termine arriverà una perturbazione. Il cuscino di aria fredda che si sta per formare, sia pur blando, potrebbe favorire neve in pianura al nord. Ecco cosa sappiamo ora.
In queste ore il potente ciclone Harry, così è stato denominato secondo lo standard internazionale, sta per colpire pesantemente il sud, isole in particolare. Questo ciclone porterà, oltre a maltempo estremo a piogge e vento, anche tanta neve attorno all’Etna e sull’Aspromomonte. A causa della configurazione barica, al nord la neve si concentrerà sulle Alpi occidentali, continueranno a restare a secco le Alpi centro orientali, comprese le zone che ospiteranno le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.
Nel resto del nord oggi è una giornata grigia umida e non fredda, i termometri in pianura sono sui 6-8°C, ma qualcosa sta per cambiare. Entra aria leggermente più fredda, e dai modelli odierni spuntano mappe interessanti nel corso della prossima settimana.
Situazione sinottica
Il ciclone Harry si collocherà nelle prossime ore a ovest-sudovest della Sardegna, sul Mediterraneo meridionale. Lungo l’Italia si trovano isobare fitte e parallele alla penisola, con forte gradiente barico fra l’isobara 1005 hPa sul Canale di Sardegna e 1025 hPa lungo l’Adriatico.
Mentre nel centro sud la componente principale dei venti è sciroccale, al nord il massimo anticiclonico sui Balcani induce una moderata irruzione di venti di bora freddi, che nei primi giorni della settimana abbasseranno le temperature con ritorno di isoterma 0°C a circondare la pianura padana, dove si forma un blando cuscino di aria fredda.
Nel corso dellla prossima settimana poi si aprirà la strada a un canale depressionario che porterà perturbazioni atlantiche a entrare nel Mediterraneo centrale.
Lunedì e martedì forte maltempo al sud, scarsi effetti del ciclone al nord
Lunedì 19 e martedì 20 gennaio piogge intense e torrenziali in molte zone di Sicilia e Sardegna, soprattutto quelle orientali e meridionali esposte a scirocco e levante. Inizia anche il maltempo in Calabria, poi, in modo meno intenso, anche in Basilicata e sud della Puglia. Vi saranno anche venti impetuosi, mareggiate, e neve di straordinaria consistenza nelle zone interne montuose. Per ulteriori dettagli consultate il previsionale del meteorologo Daniele Ingemi.
Al centro, molto nuvoloso lunedì, schiarite anche ampie su Lazio, Toscana e parte di Umbria martedì; tranne appunto la Sardegna,le precipitazioni saranno piuttosto irregolari e deboli o moderate.

Al nord, lunedì nevica sulle Alpi occidentali, ma con attenuazione dei fenomeni, nelle altre zone qualche pioggia debole in Emilia Romagna, per il resto coperto senza fenomeni significativi. Martedì l’ingresso, che inizia la sera di lunedì, di venti freddi da nordest abbassa le temperature e dirada le nubi, torna il sole nelle precedentemente grige città padane.
Temperature appunto in diminuzione, martedì tornano le gelate notturne al nord, con -1,-2°C.
Svolta nevosa a metà settimana?
Mercoledì 21 gennaio al nord abbastanza sereno e più freddo, con gelate notturne diffuse anche se non sarà freddissimo per gennaio, sui -2,-3°C nelle minime, 4-5°C nelle massime. Al centro molto nuvoloso sulle coste Adriatiche, con precipitazioni fra sud della Marche, Abruzzo e Molise, variabile altrove. Al sud maltempo in attenuazione su Sicilia e Calabria, mentre i fenomeni intensi si sposteranno sulla Basilica e Puglia.

Il focus della neve è fra giovedì 22 e venerdì 23: ad ora, da ECMWF si osserva l’ingresso di una perturbazione atlantica, con minimo secondario attorno alla Corsica. In questa configurazione, al nord avremmo precipitazioni diffuse quasi, a carattere nevoso in molte zone di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna centro occidentale, poi anche su Trentino Alto Adige, il Veneto parrebbe al limite ma con speranze di neve nelle montagne Olimpiche, il Friuli V.G avrebbe neve in montagna. Neve anche in Appennino Tosco Emiliano.
Freddo si, ma non intenso, non entra in modo massiccio aria fredda, ma solo appunto una infiltrazione, ai limiti per favorire la neve
I dubbi e incertezze di una previsione neve a 5 giorni
Siamo a cinque giorni dall’evento, ci siamo sbilanciati viste le mappe e la voglia di neve in tante persone, ma ancora sono tante le incertezze, a partire dagli accumuli.
Del tutto prematuro parlarne ora, in queste situazioni si può andare da cocenti delusioni, per esempio con fenomeni scarsi e piovosi, a belle nevicate. I cluster non sono poi così dispersi, la perturbazione appare molto probabile, ma le condizioni del profilo termico versicale sono veramente al limite. Da dire che di questi tempi basta anche poca neve per soddisfare la smania di lampionismo.