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L'alluvione nelle Marche è stata causata da un fiume atmosferico tropicale

Il violento temporale autorigenerante responsabile della gravissima alluvione lampo si è nutrito, per ore, dell'umidità tropicale trasportata da un intenso "fiume atmosferico" proveniente dall'oceano Atlantico.

Il fiume atmosferico di origine tropicale che ieri ha attraversato l'Italia nella simulazione del modello IVT. Il prodotto è realizzato con i dati del NCEP Global Forecast System (GFS), del North American Mesoscale Forecast System (NAM), del Global Ensemble Forecast System (GEFS – v12) e del Centro europeo (ECMWF)

Dopo aver colpito la Spagna e il Portogallo, come evidenziato in questo articolo, il maltempo purtroppo ha colpito molto duramente pure l’Italia, con una gravissima alluvione lampo che nella serata di ieri ha seminato morti e distruzione nella provincia di Pesaro Urbino, interessando direttamente i comuni di Cantiano e Sassoferrato.

Lo sviluppo di un pericoloso sistema temporalesco a mesoscala, di carattere lineare, tipo “v-shaped storm”, ha scaricato dei nubifragi che hanno accumulato fino a 419 mm di pioggia, in poco più di 6 ore, nel comune di Cantiano. Si tratta di un dato impressionante, visto che parliamo di ben 419 litri di acqua caduta per metro quadrato.

Una vera e propria valanga di acqua, caduta in uno spazio temporale molto ristretto, che ha causato l’istantanea piena dei principali corsi d’acqua del luogo, con le conseguenti inondazioni e fenomeni erosivi importanti.

Le temibili “v-shaped storm”

Le “v-shaped storm” sono dei potenti sistemi temporaleschi a mesoscala, di tipo lineare. La caratteristica di questi temporali, che assumono un carattere autorigenerante, è quella che nella parte più meridionale, lungo la punta della “V”, lì dove si verificano le precipitazioni più forti, si possono presentare pure degli elementi “supercellulari”, con intensa rotazione, particolarmente avvezzi allo sviluppo di violente grandinate e fenomeni vorticosi sulle aree costiere.

In genere si formano in presenza di forti aeree d’instabilità, lungo il settore caldo (flusso pre-frontale) di una circolazione depressionaria, strutturata nei medi e bassi strati, o nel ramo ascendente di una lunga saccatura (come in questo caso), che affonda direttamente dalle alte latitudini, attivando sul lato orientale di quest’ultima un intenso flusso di correnti meridionali a tutte le quote, con notevoli velocità nella media e alta troposfera (flussi in genere da Sud, S-SO e SO).

La caratteristica forma a “V” di questi temporali, caratteristici della stagione autunnale sul Mediterraneo, si sviluppa quando un violento “updraft” (corrente ascensionale che alimenta il temporale) penetra fin sulla bassa stratosfera, originando un “overshooting top” che blocca il vento ai livelli superiori, forzando il flusso a divergere intorno ad esso. Il vento, molto forte, che soffia in bassa stratosfera non fa oltre che erodere la sommità dell’”updraft” e trasporta i resti della nube temporaleschi nella zona sottovento.

Le celle più intense stanno proprio lungo il vertice della “V”, sul versante Sud o Sud-ovest, dove si concentrano i fenomeni più violenti ed estremi, con piogge torrenziali e attività elettrica a fondoscala (molti fulmini positivi). Buona parte delle alluvioni lampo avvenute in Italia, e più in generale sull’area mediterranea, sono da associare a questi temporali a “V”.

Cosa ha favorito lo sviluppo di un temporale così violento?

Rispetto ad altre “v-shaped storm” osservate in passato in Italia, quello responsabile dell’alluvione lampo di ieri si è formato sull’entroterra appenninico, fra l’aretino, la parte più settentrionale dell’Umbria orientale e l’entroterra marchigiano, ed è stato alimentato pure da un intenso “forcing” orografico (effetto trampolino), indotto da rilievi imponenti, come il massiccio del Catria, che raggiunge quota 1701 metri sopra il livello del mare.

Il violento temporale “autorigenerante” pero è stato ben alimentato da un esteso “fiume atmosferico”, proveniente dall’Atlantico sub-tropicale, che nella giornata di ieri ha raggiunto il bacino centrale del Mediterraneo, in un letto di intense correnti da O-SO e SO.

Questo canale di umidità tropicale, in media troposfera, facente capo niente meno ai rimasugli dell’ormai ex uragano “Danielle”, che nei giorni scorsi si era avvicinato alle coste della Galizia e del Portogallo, evolvendosi in un ciclone dalle caratteristiche sub-tropicali, è entrato sul Mediterraneo centro-occidentale, mettendo a disposizione dell’atmosfera un enorme quantitativo di vapore acqueo che ha prodotto fenomeni precipitativi molto intensi, come quelli avvenuti nei giorni scorsi fra Spagna e Portogallo.

Ma cosa sono i “fiumi atmosferici”?

Con il termine “fiume atmosferico”, in inglese “atmospheric rivers”, si intende un canale di umidità, alle medie e alte quote della troposfera, che trasferiscono enormi quantitativi di vapore acqueo, dalle latitudini tropicali fino all’Europa e al nord America.

Andando ad analizzare le mappe, riferite alla giornata di ieri, si nota come l’Italia era attraversata da un significativo “fiume atmosferico”, proveniente dalle latitudini tropicali del vicino oceano Atlantico, che ha contribuito ad esaltare le precipitazioni, creando l’ambiente ideale per lo sviluppo di forti temporali e bande di piogge intense e estese lungo l’area ionica.

Quando, per ragioni orografiche (presenza di rilievi), o dinamiche (dentro il warm conveyor belts di un ciclone extratropicale), vengono costretti ad ascendere verso l’alto, i “fiumi atmosferici” possono determinare precipitazioni anche di carattere alluvionale. Quello di ieri è senza ombra di dubbio attribuibile al primo caso, ossia alle ragioni orografiche.

I rilievi dell’Appennino Toscano e Marchigiano hanno sollevato questo canale di umidità, in modo anche molto brusco verso l’alto, favorendo la rapida condensazione dell’umidità e lo sviluppo del gigantesco cumulonembo temporalesco, responsabile dell’evento alluvionale.

A proposito di “fiumi atmosferici” e alluvioni

Recenti studi hanno dimostrato come la maggior parte degli eventi alluvionali, occorsi sia in Europa che nel nord America, siano da attribuire a questi cosiddetti “atmospheric rivers”, veri e propri “fiumi atmosferici” in alta quota che trasportano un ingente quantitativo di vapore acqueo lungo il lato ascendente (pre-frontale) dei cicloni extratropicali.

Questi corridoi di aria molto umida, spesso molto stretti e nascosti all’interno del “warm conveyor belt” dei singoli cicloni extratropicali, sono responsabili delle precipitazioni estreme e delle inondazioni che ciclicamente colpiscono l’Europa e gli Stati Uniti centrali e occidentali, e svolgono anche un ruolo essenziale per l’approvvigionamento idrico in queste aree.

Inoltre si è visto come questi “fiumi atmosferici” svolgono anche un ruolo essenziale per l’approvvigionamento idrico in queste aree. In California, solo per fare un esempio, contribuiscono ad apportare oltre il 50% delle precipitazioni annue.