Fra i Faraglioni dell'isola di Capri vive una lucertola unica al mondo, questo endemismo ha stupito gli scienziati

Questo piccolo rettile in milioni di anni si è perfettamente adattato all'ambiente estremo rappresentato dai Faraglioni di Capri

I faraglioni di Capri, dove vive questa sottospecie di lucertola.
I faraglioni di Capri, dove vive questa sottospecie di lucertola.

Non tutti sanno che sui Faraglioni di Capri, una delle isole più belle dell’intero Mediterraneo, vive una sottospecie della lucertola campestre, endemica di questi scogli. Stiamo parlando della lucertola azzurra dei Faraglioni.

Questa affascinante creatura, con il suo manto verde smeraldo e il caratteristico ventre azzurro, non è solo un'icona della biodiversità isolana, ma un simbolo dell'importanza degli endemismi nel nostro Mediterraneo.

L’adattamento all’ambiente roccioso dei Faraglioni

Questo piccolo rettile è riuscito ad adattarsi all’ambiente dei Faraglioni, le iconiche formazioni rocciose di Capri che emergono dal mare come dita di calcare bianco. Le sue zampe posteriori potenti e artigli affilati le permettono di scalare con agilità le pareti verticali, sfuggendo ai predatori, come uccelli e serpenti.

Questo animale è insettivoro, quindi si nutre prevalentemente di piccoli artropodi come formiche, coleotteri e ragni, che caccia con la sua lingua bifida sensibile agli odori e alle vibrazioni.

Durante il giorno, è attiva e termofila, regolando la sua temperatura corporea sulle rocce riscaldate dal sole. In caso di pericolo, ricorre all'autotomia, staccando la coda per distrarre l'attaccante, che poi rigenera in poche settimane.

Le caratteristiche di questo endemismo

Questo rettile non supera i 20 centimetri di lunghezza, inclusa la coda. Il maschio, in particolare, si distingue per i suoi colori di un verde brillante sul dorso, che durante la stagione riproduttiva (primavera-estate) assume tonalità iridescenti per attrarre le femmine.

Il ventre e la gola, da cui deriva il nome "azzurra", sfoggiano un blu intenso e metallico, un tratto dimorfico sessuale che serve sia per il corteggiamento che per segnalare territorialità. Le femmine, invece, tendono a colori più tenui, con sfumature verdi e marroni che le mimetizzano meglio tra le rocce.

La riproduzione è ovipara. Le femmine depongono 4-8 uova in crepe rocciose umide, che schiudono dopo circa un mese, dando vita a cuccioli indipendenti fin dalla nascita. Queste caratteristiche non sono casuali, ma il risultato di milioni di anni di evoluzione in un ambiente isolato e severo.

La storia di questa lucertola e la geologia di Capri

La storia della lucertola azzurra dei Faraglioni si lega alla storia geologica di Capri. Formatasi circa 10 milioni di anni fa come parte dell'Appennino campano, l'isola è stata isolata dal continente durante le fluttuazioni del livello del mare nel Pleistocene.

Tale isolamento ha favorito la divergenza evolutiva da popolazioni continentali vicine, culminando in sottospecie uniche come questa, confinate ai Faraglioni e ad altre zone rupestri di Capri.

Questo endemismo è molto importante poiché rappresenta un hotspot di biodiversità. L’isola di Capri, con i suoi 10 km², ospita una concentrazione straordinaria di specie endemiche, inclusa questa lucertola, che funge da indicatore della salute dell'ecosistema marino-terrestre.

Questo endemismo è molto importante poiché rappresenta un hotspot di biodiversità.
Questo endemismo è molto importante poiché rappresenta un hotspot di biodiversità.

La sua presenza segnala un equilibrio fragile tra flora autoctona (come la ginestra e il mirto) e fauna, dove funge da controllore naturale di insetti e preda per uccelli rapaci.

Gli hotspot mediterranei, come Capri, contengono il 10% delle specie endemiche d'Europa nonostante coprano solo l'1% della superficie, e la loro conservazione è cruciale per mantenere la resilienza del pianeta, impendendo la perdita di biodiversità.

Iniziative di protezione, come quelle del Parco Marino di Capri e progetti di monitoraggio UE, stanno cercando di salvaguardarla attraverso recinzioni, educazione turistica e studi genetici.