Luglio è il mese delle lucciole: un po' di curiosità su questi insetti

Le lucciole fanno brillare ancora le notti di luglio in varie zone dell'Italia. Ma ormai l'inquinamento, sia in città che nelle campagne dove si pratica l'agricoltura intensiva, ne ha fatte diminuire tanto il numero. Ecco qualche curiosità su questi animali luminosi.

lucciola
Un esemplare della specie Lampyris noctiluca. Assieme a molte altre specie della famiglia Lampyridae è chiamata "lucciola".

Luglio è il mese migliore per osservare le lucciole, ma la loro presenza è fortemente condizionata dall’inquinamento atmosferico e luminoso e dagli antiparassitari presenti nel terreno e sulle coltivazioni. Per questo motivo questi piccoli e affascinanti insetti sono in forte diminuzione ed è difficile trovarli in città o in campagne in cui si pratichi un’agricoltura intensiva, e per questo ormai troppo inquinate.

Se però si passano le vacanze in zone più isolate, quando il crepuscolo lascia il posto alla notte i prati si popolano di centinaia di lucine intermittenti, possiamo allora essere ragionevolmente sicuri che la zona in cui ci troviamo non è inquinata.

In certe zone dell'Italia è ancora possibile vedere volare, nelle notti di luglio, decine e decine di questi affascinanti insetti, che riescono a creare atmosfere uniche e davvero sorprendenti per chi non ha mai avuto l'occasione di assistervi.

Un po' di curiosità sulle lucciole

Le lucciole sono coleotteri Lampiridi, sono diffuse in tutto il mondo e appartengono a circa duemila specie divise in diversi generi. Solo il maschio ha l’aspetto classico dei coleotteri con le elitre dure e lucide, la femmina spesso non vola, in alcune specie è attera cioè non ha le ali, in altre queste sono piccole e consentono di compiere solo brevi voli.

Gli ultimi segmenti addominali di entrambi i sessi sono trasparenti sul lato ventrale e sono percorsi da una fitta rete di trachee, i microscopici tubicini che portano ossigeno ai tessuti degli insetti. L’ossigeno è indispensabile all’emissione di luce o bioluminescenza di questi insetti. L’animaletto può regolare il flusso di ossigeno per variare la frequenza del lampeggiamento.

Il meccanismo di emissione della bioluminescenza si basa sull’ossidazione di una sostanza, la luciferina a ossiluciferina grazie all’azione di un enzima, la luciferasi.

La luce intermittente

Il maschio volando emette la sua luce intermittente, la femmina da terra gli risponde emanando anch’essa la sua luce. Ogni specie ha una sua particolare intermittenza, ma esistono specie predatrici di altre lucciole in cui la femmina da terra emette l’intermittenza di un’altra specie divorando poi il malcapitato maschio ingannato.

Le larve delle lucciole sono predatrici delle chiocciole mentre gli adulti non si nutrono o sono fitofagi. Anche le larve e persino le uova emettono una bioluminescenza.