Neve in pianura e notti gelide a –12°C: è tutta colpa dell’effetto albedo? Ecco cosa succede quando il suolo è innevato
Campagne innevate e notti gelide, è iniziato così gennaio 2026 in alcune zone di pianura del nord. Erano alcuni anni non succedeva e ci ha colpito: perché con la neve al suolo fa così freddo? Approfondiamo le cause e facciamo chiarezza sull'effetto albedo e sul raffreddamento per irraggiamento notturno.

Quando c’è neve al suolo, fa più freddo! Lo abbiamo ben visto nelle scorse settimane, dopo le nevicate nella pianura Emiliano Romagna. In alcune zone le temperature sono scese fino a -12°C, valori che non vedevamo da qualche anno, un tempo abbastanza frequenti in inverno, ora più rari per un doppio motivo: il clima si scalda, e le temperature medie globali aumentano. E la neve diventa così meno frequente e meno presente al suolo, con un ulteriore effetto sui fastidiosi da un lato ma importanti dall’alto freddi invernali.
Il motivo del maggior freddo con neve al suolo viene spesso imputato al cosiddetto “effetto albedo”, ovvero la maggior riflettività della neve alla radiazione solare. In realtà le cose sono più complicate, e val la pena di approfondirne i motivi.
Cos’è l’albedo
Il termine albedo deriva dal latino e significa “bianchezza”, a sua volta da albus, bianco. Dal punto di vista scientifico rappresenta la capacità di una superficie di riflettere i raggi solari.
Le superfici chiare, come la neve, hanno un’alta capacità di riflettere i raggi solari incidenti, quelle scure hanno una capacità bassa. L’albedo è un parametro fondamentale in meteorologia e in climatologia, rientra in particolare nel bilancio radiativo terrestre, e la sua variazione può a seconda dei casi amplificare o attenuare il riscaldamento globale.
Si parla proprio di feedback dell’albedo per indicare come la riduzione dei ghiacci e delle nevi può aumentare il riscaldamento. Questo in particolare è il motivo per cui ai poli il riscaldamento è più alto di altre zone terrestri.
L’asfalto ha albedo molto bassa (0,05–0,10), quindi assorbe quasi tutta la radiazione solare. Il cemento ha albedo più alta (0,30–0,40), perché riflette una quota maggiore di luce. Come notate, curiosità che pochi sanno, albedo è un sostantivo femminile.
Di notte con suolo innevato fa freddo per l’albedo?
L’albedo alto della neve contribuisce senz’altro a rendere più freddo l’ambiente, ma questo contributo è solo diurno. Di notte infatti la radiazione solare incidente è nulla, dunque l’albedo non influisce direttamente sulle temperature minime. Influisce invece su quelle massime proprio perché la radiazione solare incidente viene riflessa al 95-98%. Ovviamente, partendo da massime più basse, il raffreddamento notturno sarà più rapido.
Ma il vero motivo del gran freddo è un altro: il raffreddamento per irraggiamento della neve è molto maggiore che per il suolo libero da copertura nevosa.
La superficie innevata, già fredda di per se, emette infatti emette molto efficacemente radiazione infrarossa. In particolare in condizioni di cielo sereno, aria non troppo secca ma nemmeno satura da formare nubi basse o nebbia, calma di vento, e suolo innevato il raffreddamento è massimo. È questo il meccanismo principale delle notti gelide.
L’effetto isolante della neve
La neve ha inoltre un altro importante contributo al raffreddamento notturno. Isola il suolo e accentua così ancor di più il freddo.
Un sufficiente manto nevoso funge da isolante termico, bloccando il calore proveniente dal terreno. Se in superficie del suolo per esempio ci sono anche, poniamo, 0°C, andando anche di poco in profondità le temperature sono più alte, e questo calore, insieme anche al calore geotermico, contribuisce a ridurre il raffreddamento notturno dei primi strati di atmosfera rispetto a un bel paesaggio innevato.

La questione, andando in dettaglio, è molto complessa. A quanto fa freddo di notte, contribuisce anche il tipo di neve. La più efficace è la neve fresca e farinosa, di almeno 20-30 cm, la neve compatta e ventata e ancor più quella ghiacciata invece riducono il raffreddamento. La meno efficace però è la neve bagnata e pesante, in questo caso il raffreddamento notturno diventa limitato.
Perché dire solo “effetto albedo” è impreciso
L’albedo della neve agisce di giorno, ed è un parametro più proprio della climatologia che della meteorologia operativa. Il gran gelo notturno è dovuto al forte raffreddamento radiativo per irraggiamento.
Dove c’è neve fa più freddo di notte non per magia né solo per l’effetto albedo, ma per una combinazione complessa ma affascinante di fenomeni di scambi termici fra suolo e primi strati di atmosfera.
A questo punto, per averne conferma, non vi resta altro che attendere una bella nevicata diffusa e abbondante in pianura, e tenervi pronti a misurare le temperature minime notturne.