Escursioni tra leggende e paesaggi unici nei Monti Sibillini tra Marche e Umbria
Nell'area protetta del parco Nazionale dei Monti Sibillini, i percorsi di trekking più belli sono quelli che attraversano alte cime e strette gole, tra laghi e borghi alla scoperta di antiche leggende

Considerati per la loro bellezza le Dolomiti dell’Appennino, i Monti Sibillini sono una catena montuosa che si estende tra Marche e Umbria, all’interno dell’area protetta del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Con i suoi 2.476 metri, il monte Vettore è il più alto della catena, ma l’importanza di queste montagne sta nella bellezza selvaggia delle vette aspre e nei colori degli altipiani che offrono spettacoli incredibili. L’esempio più noto è quello di Castelluccio di Norcia, che nel periodo della fioritura delle lenticchie si tinge di colori meravigliosi.
Oltre al valore paesaggistico, il Monti Sibillini sono da scoprire anche per l’immenso patrimonio culturale. Alle loro pendici si trovano borghi centenari, ancora splendidi nonostante le ferite dei recenti terremoti; molte storie e leggende, inoltre, qui sono di casa, tra i silenzi delle valli e dei boschi.
Le montagne delle fate
Il nome stesso della catena montuose affonda le proprie origini nelle leggende popolari.
La Sibilla dell’Appennino era una profetessa maga, o anche strega a seconda delle diverse versioni della storia, che abitava sulla cima delle montagne.
A questa creatura magica e alle sue ancelle, si dovrebbe l’invenzione del Salterello, una tipica danza marchigiana.
Fiabe e leggende sono ancora adesso vive tra i monti, come si può notare dalla toponomastica che include luoghi come Grotta delle Fate, Tempio della Sibilla e Valle dell’Infernaccio, ma anche dalle tradizioni locali che si possono scoprire durante le escursioni tra questi bellissimi paesaggi.
Escursione sul Monte Sibilla
Tra i percorsi più belli e panoramici per il trekking sui Monti Sibillini c’è proprio quello che porta alla vetta del Monte Sibilla.
Il borgo di Montemonaco, molto legato alla leggenda della Sibilla, è il punto di partenza ideale. Da qui il tragitto dura circa 11 Km e presenta un dislivello di 800 metri.
Il percorso di difficoltà media porta alla Grotta della Sibilla, una delle maggiori attrazioni della zona, anche perché è stata resa famosa dal romanzo cavalleresco di Andrea da Barberino, del XIV secolo.
La Valle dell’Infernaccio
Questo percorso è un po’ più lungo e difficile del precedente, ma ugualmente suggestivo. Lungo 16 Km, con un dislivello di 1200 metri, attraversa una gola e un folto bosco tra rocce e torrenti che hanno dato il nome a questi luoghi, per concludersi all’Eremo di San Leonardo.
Montefortino è il punto di partenza. Il piccolo borgo è stato colpito severamente dal terremoto del 2016, ma sta rinascendo tanto da essere uno snodo importante per l’escursionismo su queste montagne.
Il Lago di Pilato
Il sentiero per il trekking che parte da Foce di Montemonaco e arriva al Lago di Pilato non è molto lungo ma ha un dislivello di 1000 metri. Nonostante un livello di difficoltà medio/alto, è uno dei sentieri per il trekking più belli e noti dei Monti Sibillini.

Il lago di Pilato è una vera e propria gemma nascosta tra le rocce, per lungo tempo considerato maledetto perché legato ad una leggenda. Stregoni e negromanti avrebbero frequentato il lago dove sarebbe stato gettato il corpo di Ponzio Pilato.
In realtà questo è un luogo di grande pace e bellezza, simile ad un tranquillo laghetto alpino.
Il Monte Vettore e le montagne sacre
L’escursione che porta alla cima del Monte Vettore è un must per chi pratica trekking sui monti Sibillini. Il dislivello è di 900 metri per circa 14 Km di lunghezza.
La partenza è ad Arquata del Tronto, un altro borgo che sta lentamente rinascendo dopo la devastazione del terremoto che nel 2016 lo ha colpito in maniera piuttosto severa.
I panorami che si possono ammirare lungo il cammino sono comunque puro spettacolo e il tragitto conduce attraverso luoghi resi ancora più affascinanti dal fatto che fin dall’antichità qui esistevano culti e leggende legate agli spiriti delle montagne.
Da Monte Priora a Pizzo Berro
Questo bellissimo percorso ad anello che inizia e finisce a Garulla, porta lungo una delle creste più belle dei Monti Sibillini. Attraverso Capo Tenna si arriva alla cima del Monte Priora, a più di 2300 metri di altezza. Da qui, tra panorami favolosi, si arriva a Pizzo Berro a 2260 metri, per poi iniziare la discesa.
La lunghezza totale è di circa 14 Km, il dislivello di 1100 metri e la difficoltà abbastanza elevata, ma le vedute e i paesaggi compensano ogni sforzo.
Proprio tra queste cime, fra l’altro, abitavano le fate protagoniste di tante storie nate tra questi monti, mentre il borgo di Amandola, uno dei centri storici più importanti delle Marche, si trova a breve distanza e costituisce una tappa da non perdere.