In Italia c'è una città dove le abitazioni sono scavate nella roccia: perché è considerata un luogo unico al mondo?
Una delle città più belle d'Italia è anche una delle più antiche al mondo. Nata dal tufo e circondata dalla natura selvaggia, che ha rischiato l'abbandono, ma da alcuni decenni è tornata a splendere. Ecco cosa rende questo luogo speciale

Nel sud dell’Italia si trova un luogo fuori dall’ordinario che è anche un capolavoro d’ingegneria. Questa città è patrimonio UNESCO per la sua bellezza ma ancora di più per il suo immenso valore storico.
Circondata da una natura all’apparenza aspra, le sue strade e le sue piazze sono un museo a cielo aperto che raccoglie arte, tecnologia, antropologia e la storia di una straordinaria rinascita.
Alla fine del secolo scorso, infatti, la città si è salvata da uno stato di semi abbandono, trasformandosi in una delle mete più amate d’Italia.
Una città tra natura e archeologia
All’interno di un parco archeologico e naturale, tra grotte e gravine dove l'uomo ha vissuto fin dal Paleolitico, si trovano tracce di villaggi risalenti al Neolitico e decine di chiese rupestri dell’alto medioevo.
Qui la natura è varia e selvaggia e passa da brulli valloni alle sponde del torrente Gravina, dove abitano rettili, uccelli, cinghiali, volpi e quasi mille diverse specie vegetali.
Il Parco della Murgia si trova in Basilicata e il suo cuore è la Città dei Sassi, Matera. Le famose case scavate nella roccia non solo offrono vedute incredibilmente pittoresche, ma sono anche la testimonianza della perizia tecnica con cui anticamente si costruivano edifici in grado di adattarsi a un clima spesso inclemente.
Una soria lunga millenni
Tra i tanti primati di Matera ce n’è uno che è particolarmente suggestivo. Dopo Aleppo e Gerico, Matera è la città più antica al mondo ad essere stata abitata praticamente ininterrottamente dal Paleolitico in poi.
Nel corso di diecimila anni di storia si sono sovrapposti stili diversi, dalle abitazioni preistoriche alle chiese barocche, che oggi costituiscono una straordinaria testimonianza dell’evoluzione umana.
La battuta d’arresto che la città ha subito nella seconda metà del XX secolo non è che un brevissimo capitolo di un percorso eccezionale. A causa delle condizioni di arretratezza in cui versava la città, infatti, circa 17000 persone furono obbligate a spostarsi nella Matera Nuova, così l’antico centro storico rimase quasi disabitato per circa tre decenni.
Nei primi anni ‘90, però, grazie a nuove leggi per la tutela e all’intervento dell’UNESCO, Matera è letteralmente rinata e adesso si mostra al mondo tutta la sua bellezza.
Una città simbiotica, connessa con il territorio
Non solo belli, i Sassi di Matera, cioè gli edifici del centro storico, sono anche la testimonianza di come nei secoli, gli abitanti del luogo abbiano saputo convivere con la natura, sfruttandone gli aspetti positivi e mitigando quelli negativi.

Le case di Matera sono costruite per sottrazione. Scavate nella parete di tufo, sono realizzate con lo stesso materiale che veniva prelevato dalla montagna per ricavare le cavità. Molti edifici, inoltre, hanno anche una parte sotterranea e proprio gli ipogei di Matera sono tra le sue componenti più interessanti. Oggi questi ambienti ospitano musei, botteghe e sono parte di affascinanti itinerari tematici.
Nel cuore del parco della Basilicata, poi, dove le estati possono essere aride al limite della sopravvivenza e gli inverni altrettanto inclementi, i Materani hanno inventato dei geniali esempi di architettura bioclimatica ante litteram.
Oltre a ciò, le abitazioni erano e sono tutt'ora dotate di aperture disposte in modo strategico per climatizzare gli ambienti in modo naturale, conservando il caldo all’interno in inverno e il fresco in estate.
Gli spazi in comune contro gli effetti negativi del clima
I vincoli che la natura ha imposto agli abitanti di Matera ha spinto questi ultimi verso uno stile di vita basato sulla condivisione. Le case scavate nella roccia erano buie e nei periodi di boom delle nascite anche sovraffollate, il ché favoriva il ristagno dell’umidità.

Nei secoli, questo ha spinto gli abitanti a costruire le proprie case attorno a dei cortili condivisi, che potevano riunire anche quindici abitazioni tutte insieme. Non solo gli spazi erano in comune, ma lo erano anche le attrezzature che non si potevano tenere in casa per mancanza di spazio, come i forni per il pane, le stalle e le cisterne per l’acqua piovana.
I cortili in qualche modo avevano un effetto positivo anche sulla salute degli abitanti, che qualche volta il clima delle Murge poteva mettere a rischio.
Erano infatti spazi di aria salubre che contrastava gli effetti negativi dell’umidità, come malattie reumatiche o polmonari, al tempo stesso la conformazione di queste aree forniva un riparo dal vento gelido negli inverni più rigidi. Nelle giornate estive più afose, invece, negli spazi d’ombra dei cortili si poteva lavorare con più agio.