Cometa o astronave aliena? Le peculiarità della 3I/ATLAS legate alla sua natura interstellare hanno fornito terreno fertile alla fantasia di chi la crede un'astronave aliena in dirittura di arrivo sui pianeti a noi più vicini.
Cometa o astronave aliena? Le peculiarità della 3I/ATLAS legate alla sua natura interstellare hanno fornito terreno fertile alla fantasia di chi la crede un'astronave aliena in dirittura di arrivo sui pianeti a noi più vicini.
Lo scorso mese di Settembre è risultato essere il terzo più caldo mai registrato a livello globale tra i mesi di Settembre sia per la temperatura media globale dell’aria sia per quella della superficie degli oceani. Tuttavia, nonostante una terza posizione il quadro complessivo dello stato di riscaldamento globale rimane invariato.
L’universo continua a svelare le sue meraviglie. Questa volta sono gli ORC, giganteschi anelli brillanti dalle dimensioni enormi, invisibili all’occhio ma non ai radiotelescopi e la cui origine è ancora misteriosa.
Come in una reazione chimica il cui risultato è la formazioni di flocculi, cioè di grumi, la galassia NGC 2775 osservata da Hubble mostra un curioso anello ricco di tali “flocculi” che la rende difficilmente classificabile.
Con il passare degli anni, ma addirittura dei mesi, gli astronomi stanno andando verso osservazioni sempre più dettagliate. Dopo la scoperta degli esopianeti, i tempi sono ora maturi per la scoperta di esolune attorno a questi esopianeti.
Esplorare gli archivi di dati raccolti dai telescopi è come esplorare una miniera “abbandonata” che può riservare scoperte sensazionali. E’ il caso delle nane brune osservate da James Webb ai confini della Galassia e di cui ignoravamo la scoperta.
Un pianeta “vagabondo”, liberamente fluttuante nello spazio senza alcuna stella madre, viene sorpreso mentre inizia improvvisamente ad accrescere la propria massa ad un tasso mai prima osservato in nessun altro pianeta, a circa 6 miliardi di tonnellate al secondo, e per oltre tre mesi consecutivi.
Già successo in passato di osservare evidenze di stelle che ingoiano i propri pianeti. Stavolta, sotto gli occhi del telescopio Hubble, è un pianeta simile a Plutone ad essere divorato da una nana bianca.
Il pianeta dal curioso nome Makemake potrebbe avere una sua atmosfera, molto più tenue di quella della Terra, ma composta di metano. Grazie al telescopio James Webb stiamo scoprendo importanti novità anche su questa famiglia dei pianeti nani.
La missione lunare Artemis II tra meno di 5 mesi porterà in orbita lunare una capsula Orion. Una volta verificato che tutto funzioni, la stessa porterà 4 astronauti sulla Luna, nella successiva missione Artemis III prevista per il 2027.
Per scongiurare il possibile impatto con la Luna dell’asteroide YR4 2024 previsto per il 2032 si pensa a quale soluzione possa essere più efficace ma anche la più realistica, se deviarlo o distruggerlo.
Grande scienziato e pensatore, Galileo Galilei, ancor più per le sue numerose scoperte in campo astronomico e non, ha il merito di aver rivoluzionato il metodo della ricerca scientifica, segnando l'inizio della scienza moderna.
Nel mese corrente il numero totale di esopianeti confermati ha superato la soglia dei 6000. Sono 500 in più rispetto a due anni fa. Se ne scoprono di simili a quelli noti ma anche di tipologia unica.
Scoperti casualmente dal telescopio spaziale James Webb, gli enigmatici “Little Red Dots” (Puntini Rossi) sembra abbiano finalmente trovato una spiegazione. Sarebbero oggetti dalla natura così diversa da quella che conosciamo da potersi considerare “esotici”.
Come rovinare una buona notizia. La tanto auspicata chiusura del “buco dell’ozono”, secondo un recente studio, farà dell’ozono la seconda più importante causa del riscaldamento globale, aumentandone intensità e rapidità.
Si chiama “Big Rip” ossia il “Grande Strappo” e sicuramente sarebbe degno dei migliori film di fantascienza. Tuttavia, non si tratta di fantascienza ma di una teoria scientifica sulla possibile fine dell’Universo.
Come in una caccia al tesoro, per decenni gli astronomi hanno cercato, senza mai trovarlo, il silicio nei nostri giganti gassosi Giove e Saturno. Ora sappiamo dove si nasconde e a rivelarlo è stata una vecchissima ed enigmatica nana bruna.
Una caratteristica del nostro Sistema Solare, cioè la diversa inclinazione delle orbite dei pianeti, potrebbe trovare una spiegazione in recenti osservazioni di dischi protoplanetari extrasolari.
Si mostra simile ad grappolo d’uva, dove i singoli acini sono enormi regioni di formazione stellare in rotazione. Si tratta di una remotissima galassia primordiale la cui struttura è completamente diversa da come credevamo.
Giorno 10 Settembre la Stazione Spaziale Internazionale offrirà spettacolo. Per circa 5 minuti sarà (Luna a parte) l’oggetto più brillante a solcare il cielo. Sarà proprio difficile non riuscire a vederla. Nell’articolo le informazioni per godersi lo spettacolo.