Una nuova ipotesi collega la stella binaria massiccia IRS 16SW al gas che alimenta Sagittarius A*. I suoi venti stellari produrrebbero grumi diretti verso il buco nero centrale della Via Lattea alimentandolo.
Una nuova ipotesi collega la stella binaria massiccia IRS 16SW al gas che alimenta Sagittarius A*. I suoi venti stellari produrrebbero grumi diretti verso il buco nero centrale della Via Lattea alimentandolo.
Un nuovo studio basato sui dati Hubble mette in dubbio l’esistenza dei geyser su Europa. Restano però forti indizi di attività interna e un’enorme esosfera di idrogeno attorno alla luna di Giove.
Gamma Cassiopeiae emetteva raggi X troppo intensi per una normale stella Be. Le osservazioni XRISM mostrano che di questo eccesso di emissione X è responsabile una nana bianca compagna accresce gas dal disco stellare.
Una nuova ricerca propone che la materia oscura auto-interagente formi grumi densissimi capaci di spiegare tre anomalie: lenti gravitazionali senza galassia generatrice, correnti stellari perturbate e ammassi stellari di origine sospetta nelle galassie nane vicine alla Via Lattea.
Nel sistema LHS 1903, una nana rossa ospita quattro pianeti in ordine inatteso: roccioso, gassoso, gassoso, roccioso. La scoperta suggerisce che alcuni pianeti rocciosi possano formarsi anche dopo la dispersione del gas.
Un nuovo studio ricostruisce la giovinezza turbolenta della Via Lattea: il disco galattico era già in rotazione prima dell’impatto con Gaia-Sausage-Enceladus, una fusione probabilmente meno distruttiva del previsto.
Uno studio innovativo, attraverso complessi calcoli astrodinamici, ha individuato una rotta ultra-efficiente che ridurrà significativamente il consumo di carburante rispetto al passato. Questa scoperta promette di abbattere i costi e aumentare il carico utile delle future missioni.
La costellazione dei Gemelli unisce mitologia, astronomia e osservazione del cielo: dai gemelli Castore e Polluce agli ammassi stellari, alla nebulosa Eskimo, in un viaggio tra leggenda antica e le meraviglie del cielo.
La teoria della relatività ristretta ha scardinato il concetto di tempo assoluto. Unendo spazio e tempo, in un'unica struttura quadridimensionale, la fisica moderna suggerisce una realtà sorprendente: l'universo a blocchi, dove ogni evento della storia coesiste in un eterno e immutabile presente.
Quando un pianeta gassoso gigante finisce dentro una stella, non muore in un istante: si consuma lentamente, arricchendo la stella di elementi preziosi e lasciando firme chimiche osservabili per milioni di anni.
Un carotaggio antartico rivela minuscole tracce di ferro-60, isotopo prodotto dalle supernove. La scoperta suggerisce che la Terra negli ultimi 40 mila anni stia attraversando il resto di una supernova o una nube interstellare che conserva memoria di antiche esplosioni stellari.
Nuove osservazioni mostrano che alcuni buchi neri supermassicci non restano fermi al centro delle galassie. Getti deformati, rinculi gravitazionali e movimenti inattesi rivelano nuclei galattici dinamici, cambiando la nostra comprensione dell’evoluzione cosmica e delle fusioni tra galassie.