"Non chiamatelo maltempo", nuova mobilitazione per il clima in Italia

Il movimento Fridays for Future ha convocato nuove mobilitazioni a fine novembre per far fronte all'"emergenza climatica" e chiede al Governo di mettere in pratica misure immediate di riduzione delle emissioni di CO2.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 24 Nov 2019 - 07:00 UTC

“La crisi climatica è già qui, e sta causando morti e ingenti danni economici. Perché non riconoscerlo?”. Con questa domanda il movimento Fridays for Future lancia in Italia una nuova grande mobilitazione per l'ultimo venerdì del mese, il 29 novembre. sarà il "quarto sciopero globale per il clima" dopo quelli di marzo, maggio e settembre.

Il movimento, che da mesi sta mobilitando milioni di persone in tutto il mondo per chiedere ai governi azioni immediate per frenare il riscaldamento globale, fra cui la drastica riduzione delle emissioni di gas serra nell'atmosfera, ha usato negli ultimi giorni lo slogan "non chiamatelo maltempo" per lanciare la nuova mobilitazione.

"Non chiamatelo maltempo"

"Da una settimana - si legge nel comunicato diffuso da Fridays for Future Italy - l’Italia è in ginocchio per un’ondata straordinaria di fenomeni meteorologici estremi". "Venezia, Matera, Gallipoli, Firenze, Bolzano sono solo alcune delle numerosissime città flagellate da quello che la maggior parte dei media si ostina a chiamare genericamente ‘maltempo’ - si legge nel comunicato.

Secondo gli autori del documento "attribuire una serie di eventi di questa intensità e frequenza alla casualità, ai capricci del meteo, significa tacere che la causa a monte è invece chiara e definita". Sono infatti ormai innumerevoli gli studi e i rapporti che confermano l'esistenza di un cambiamento climatico legato alle attività umane. Fridays for Future chiede inoltre ai giornalisti ed ai grandi media di usare il termine "crisi climatica", come ha deciso di fare il quotidiano britannico The Guardian pochi mesi fa, mentre invita il Governo a mettere in atto un piano urgente di decarbonizzazione per eliminare l'utilizzo di combustibili fossili.

"Il clima è già cambiato"

Proprio in questi giorni Legambiente ha presentato un rapporto dal titolo "Il clima è già cambiato", nel quale sono raccolti i dati sugli eventi meteo estremi e rilevanti che hanno interessato l'Italia dal 2010 ad oggi ed anche i dati di temperatura, che fotografano uno scenario allarmante. Gli eventi meteo eccezionali aumentano, come le precipitazioni torrenziali (centinaia di millimetri in poche ore) ed anche le temperature.

Secondo l'analisi, che è stata realizzata in collaborazione con il Gruppo Unipol, negli ultimi 9 anni ben 563 sono gli eventi importanti registrati: in 350 Comuni italiani l'impatto degli eventi è stato rilevante, con allagamenti, danni e vittime. Il rapporto si concentra in particolare sulle città, e Roma, Milano, Genova, Napoli, Palermo, Catania, Bari, Reggio Calabria e Torino sono le più colpite con decine di eventi estremi che hanno causato pesanti danni, interruzione di servizi pubblici (ad esempio dei trasporti), danni al patrimonio artistico.

Nel solo 2018, l'Italia è stata colpita da 148 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati: è un bilancio di molto superiore alla media calcolata negli ultimi cinque anni. Fra il 2014 ed il 2018 infatti, sono state 68 le vittime delle inondazioni in Italia.

Il rapporto evidenzia anche un aumento delle temperature medie nelle città italiane. Un aumento che in alcune città, come Milano, è particolarmente significativo.

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