Pini di Roma, perché stanno cadendo e come cambierà il volto della città
A Roma alcuni pini centenari sono caduti nelle ultime settimane lungo via dei Fori Imperiali, portando alla chiusura della strada e all'abbattimento di dodici esemplari considerati a rischio. Tra cambiamento climatico, stress ambientale e manutenzione, cosa succede a questi alberi così tipici del paesaggio romano?

Se pensiamo a Roma ci vengono subito in mente i suoi monumenti, i suoi incredibili resti archeologici risalenti all'antica Roma, i vicoletti del periodo medievale e rinascimentale, le sue fontane, le sue piazze, i ponti sul fiume Tevere. Ma Roma è anche una città ricca di verde, dove gli alberi e i parchi fanno da contorno agli splendidi monumenti e alle bellezze artistiche.
Non si può immaginare Roma senza le sue ville, e senza i suoi viali alberati. Dai lecci che popolano le sue piazze, fino ai platani maestosi del Lungotevere e dei grandi viali, passando per le palme ed i pini, gli alberi sono parte importante del paesaggio romano.
È una pianta che può raggiungere i 25 metri di altezza, con una forma slanciata ed elegante celebrata fin dall'antichità dai poeti. La sua presenza nelle ville, ma anche in molte strade della città, è davvero massiccia: si stima che soltanto nelle vie e nei parchi di Roma vi siano circa 50.000 esemplari, ma molti di più sono gli alberi presenti nelle grandi riserve sul litorale romano e negli spazi verdi privati.
Il problema è che negli ultimi anni questo albero sta mostrando forti segni di sofferenza.
Cosa succede ai pini di Roma?
Il problema viene da lontano, e se ne parla da anni, ma è tornato di stretta attualità in queste ultime settimane di forte maltempo sulla Capitale. In meno di un mese, tre alberi sono crollati in via dei Fori Imperiali, uno dei tratti più iconici e frequentati della capitale, quello che collega piazza Venezia al Colosseo.
#Maltempo #Roma, dallalba 150 interventi dei #vigilidelfuoco: a Tor Pignattara rimosso albero caduto sulla chiesa di S. Barbara Apostolo (foto). Criticità per alberi caduti anche in zona Balduina e in via Oceano Atlantico. Squadre al lavoro per frane e dissesti a Anguillara e pic.twitter.com/Nlm3oyVGOP
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) January 28, 2026
L'ultimo episodio, avvenuto il 1° febbraio, ha ferito tre persone e ha spinto i Vigili del Fuoco a ordinare la chiusura immediata della strada, vietandone l'accesso sia ai veicoli che ai pedoni.
Cambiamento climatico, anzianità, parassiti, manutenzione...
I crolli non sono stati un caso isolato né una fatalità improvvisa. Secondo quanto riportato da Il Post, i pini di via dei Fori Imperiali hanno almeno 120 anni di età: furono piantati intorno al 1931, durante la costruzione della strada in epoca fascista, ma al momento della piantumazione avevano già più di vent'anni. Una longevità che supera di gran lunga quella prevista per questi alberi in ambiente urbano, stimata intorno al secolo di vita.
A questo si aggiunge l'effetto del cambiamento climatico. L'alternanza sempre più frequente tra lunghi periodi di siccità e piogge intense concentrate in pochi giorni indebolisce le radici in modo progressivo: la troppa acqua le fa marcire più in fretta, mentre la siccità priva la pianta dell'umidità necessaria a mantenersi stabile.
Infine, decenni di lavori stradali e di impatto antropico hanno ulteriormente compromesso l'apparato radicale di molti esemplari. Del resto, è noto, gli alberi che vivono in città sono in generale più fragili, soggetti a maggiori stress.
La risposta del Comune: task force e tavolo tecnico
Il giorno dopo la chiusura della strada, il Campidoglio ha convocato un tavolo tecnico d'emergenza. Come comunicato da Roma Capitale, all'incontro hanno partecipato la Soprintendenza Speciale Archeologica, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri Forestali, l'Università La Sapienza, il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura) e gli ordini professionali di agronomi e agrotecnici.

La task force ha avviato immediatamente prove di trazione statiche e dinamiche, analisi del terreno e delle radici tramite air spade (una tecnologia che rimuove il suolo con aria compressa senza danneggiare le radici) e l'uso del georadar per individuare cavità nel sottosuolo. L'obiettivo era capire, albero per albero, quali fossero sicuri e quali no.
La decisione: 12 pini abbattuti su via dei Fori Imperiali
Dei 36 alberi esaminati nei primi giorni di analisi, il tavolo tecnico ha stabilito che 12 rappresentavano un rischio non compatibile con la sicurezza pubblica. Come riportato da RomaToday, la decisione è stata presa all'unanimità il 12 febbraio: 10 pini sul lato sinistro della strada in direzione Colosseo e 2 sul lato destro.
Il 16 febbraio, dopo la rimozione dei 12 esemplari considerati pericolosi, la strada è stata parzialmente riaperta al transito pedonale. La riapertura completa è prevista entro il 18 febbraio. In totale sono 54 i pini da verificare: non è escluso che altri abbattimenti si rendano necessari nelle prossime settimane.
La polemica: abbattere o curare?
La decisione di abbattere i pini non è passata senza contestazioni. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, Mario Bencivenni, docente alla Sapienza e referente verde urbano di Italia Nostra, ha definito l'ipotesi di una sostituzione massiccia degli alberi un approccio sbagliato, sostenendo che il vero problema non sono tanto i cambiamenti climatici quanto la mancanza di cura e manutenzione continua del verde urbano.
Bencivenni ha sollevato la questione del numero di giardinieri comunali dedicati al verde, denunciando una progressiva riduzione del personale interno a favore dell'esternalizzazione.
Cosa succederà adesso?
I pini abbattuti saranno sostituiti con nuovi esemplari della stessa specie, il Pinus pinea, di dimensioni ed età diverse tra loro, per garantire un ciclo di alternanza generazionale che eviti in futuro di ritrovarsi con un numero elevato di alberi tutti a fine vita nello stesso momento. Il Comune ha già avviato la ricerca degli esemplari necessari, con l'intenzione di acquistarne un numero superiore al fabbisogno immediato per tenerli a vivaio come riserva.

La vicenda dei pini di via dei Fori Imperiali riaccende però l'attenzione anche su un'altra fragilità emersa negli ultimi anni. Quella del parassita cocciniglia, che ha fatto strage di esemplari.
La strage di pini per il parassita: dal 2018 tanti danni, così cambia il paesaggio cittadino
Come accaduto anche con altri alberi, negli ultimi anni il pino domestico è stato attaccato nell'area di Roma dalla cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis), un insetto che si nutre della linfa di questa pianta portandola alla morte.
Questo insetto è arrivato in Italia - come accaduto con altre specie aliene - attraverso il commercio di container provenienti da oltreoceano ed è stato segnalato per la prima volta nel 2015 in Campania. A Roma è arrivato nel 2018.
L'insetto è capace di riprodursi molto velocemente, arrivando a colonizzare i territori in poco tempo. Purtroppo l'azione di questi insetti, insieme al cambiamento del clima e agli stress derivanti dalla coesistenza tra alberi e attività urbane, rende gli alberi sempre più fragili, causando una vera e propria strage di pino domestico a Roma e in altre parti del centro-sud Italia.
Questo parassita ha causato molti danni anche fuori Roma, verso il mare, sia lungo la celebre via del mare, la Cristoforo Colombo, sia in grandi spazi naturali come la Pineta di Castel Fusano, dove centinaia di esemplari sono morti negli ultimi anni.
Riferimenti dell'articolo
Roma deve capire cosa fare coi pini di via dei Fori Imperiali - https://www.ilpost.it/2026/02/04/roma-pini-fori-imperiali/
Taglio dei pini ai Fori Imperiali, da lunedì 16 febbraio riapre parzialmente la strada - https://www.romatoday.it/politica/riapertura-via-dei-fori-imperiali-16-febbraio-2026.html
Sostituire i pini di Roma? “Un suicidio. Bisogna fare manutenzione, ma il Comune taglia il numero dei giardinieri” - https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/02/pini-roma-sostituzione-alberi-manutenzione-notizie/8276731/