In Italia aumenta il cemento: i dati sul consumo di suolo

Aumenta anche nel 2017 il consumo del suolo in Italia. La cementificazione colpisce anche aree naturali protette. I dati del rapporto Ispra 2018.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 30 Lug 2018 - 07:15 UTC
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Il consumo del suolo in Italia è inarrestabile: ed aumenta anche il rischio idrogeologico

Continua ad aumentare inarrestabile il consumo del suolo in Italia. Lo conferma l’ultimo rapporto Ispra-Snpa presentato pochi giorni fa. Nonostante la crisi economica, anche nel 2017 la cementificazione del territorio è andata avanti: tra nuove infrastrutture e cantieri (da soli coprono più di tremila ettari), sono state invase anche aree protette e con elevata pericolosità idrogeologica, si è sconfinato in aree soggette a vincolo paesaggistico, sia in montagna che lungo la fascia costiera ed i fiumi. In queste zone la cementificazione è davvero massiccia, ed il cemento ormai ricopre più di 350 mila ettari.

Aumenta il rischio idrogeologico

I dati sono allarmanti per due ragioni: da un lato il consumo di suolo toglie sempre più all’Italia quel grande patrimonio di spazi naturali, dall'altro aumenta il rischio idrogeologico. Secondo i dati Ispra il 6% delle trasformazioni del 2017 si trova in aree a pericolosità da frana ed oltre il 15% in quelle a pericolosità idraulica media, dove quindi possono avvenire con certa frequenza alluvioni.

Tutto questo quando già in Italia le aree dove è presente un elevato rischio idrogeologico sono già moltissime.

Consumo del suolo nelle aree protette

Allarmante il consumo del suolo anche nelle aree protette, che in Italia sono molte. La situazione peggiore è stata rilevata nell'area del Parco nazionale dei Monti Sibillini, dove sono stati consumati oltre 24 ettari di territorio seguito soprattutto per costruzioni ed opere successive ai terremoti del 2016-2017.

I Parchi nazionali del Vesuvio, dell’Arcipelago di La Maddalena e del Circeo sono le aree protette dove è stato maggiore la cementificazione del territorio.Le aree d’Italia dove è sparito più suolo si concentrano al centro e nel nord Italia, per la costruzione di nuove infrastrutture.

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