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Terremoto vicino Camerino, continua la sequenza sismica iniziata nel 2016

Il forte terremoto di questa mattina, in provincia di Macerata, rientra nella sequenza sismica in atto dall'estate del 2016 in una vastissima area che va dall'Abruzzo alle Marche.

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L'area interessata dall'ultimo forte terremoto si trova a nord dei Monti Sibillini, nelle Marche, in provincia di Macerata

Alle 5.11 di mattina del 10 aprile si è verificato un terremoto di magnitudo locale 4.7 nella provincia di Macerata, a pochi chilometri da Camerino. Il terremoto rientra, secondo l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), nella sequenza sismica iniziata nell'estate del 2016 e continuata poi per tutto il 2017 nell'area dell'Appennino centrale. L'area interessata in questi due anni è enorme e si estende per circa 80 chilometri dalla provincia di Macerata, a nord, a quella de L'Aquila, a sud, con una larghezza di circa 15-20 km. L'estensione è di oltre 1500 chilometri quadrati.

Il terremoto a pochi chilometri da Camerino (Macerata)

Il terremoto di questa notte ha avuto epicentro a 2 km da Muccia (Macerata) ed è stato avvertito distintamente dalla popolazione. Avvertito anche in tanti centri dell'Italia centrale, fino a Roma. Il sisma ha prodotto anche alcuni danni. Da marzo l'INGV aveva registrato un aumento di sismicità in questa zona. Ad inizio aprile l'Istituto aveva pubblicato un comunicato in cui informava dell'aumento di sismicità nella zona a sud di Camerino, con terremoti fino ad un massimo di magnitudo momento 4.0 il 4 aprile 2018.

La zona dove si sono registrati gli ultimi terremoti, situata nel punto settentrionale della vasta area interessata dalla sequenza sismica 2016-2018, si era attivata alla fine del mese di ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre, quando erano avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016.

L’area maggiormente attiva in questi giorni rappresenta l’estremità nord del sistema di faglie che si sono attivate tra agosto 2016 e gennaio 2017.

I sismologi ricordano che non si può sapere se ci saranno o no scosse più forti nelle prossime ore e giorni. L'unico dato certo, come sempre, è quello dell'elevata pericolosità sismica del territorio italiano. L'unica arma a nostra disposizione per proteggerci dai futuri terremoti è la prevenzione. Prevenzione che si basa soprattutto sulla messa in sicurezza delle case e degli edifici pubblici, con tecniche antisismiche.

A seguito del disastro di Amatrice e dei terremoti del 2016-2017 in Italia centrale, sono stati fatti passi avanti in questo senso ed è stato introdotto il "sisma bonus", che permette di mettere in sicurezza la propria abitazione e detrarre le spese.