Strade trasformate in fiumi di rifiuti

Le piogge hanno trasformato le vie di alcune città costiere di Haiti in veri e propri fiumi di rifiuti. Haiti è uno dei paesi più poveri del mondo e l'inquinamento dell'acqua aumenta enormemente il rischio di contrarre malattie.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 22 Nov 2018 - 10:36 UTC

La scorsa settimana ad Haiti ci sono state piogge molto intense, che hanno trasformato le strade di alcune città costiere in veri fiumi di rifiuti. Buste di plastica, bottiglie ed ogni tipo di rifiuto galleggiavano nelle strade diventate torrenti, mettendo in evidenza il grave problema di inquinamento che soffre questo paese dell'America centrale, uno dei più poveri al mondo e dove si trova la città con la peggior qualità di vita, la capitale Port-au-Prince.

Il paese, già devastato dal terribile terremoto del 2010 (oltre 230.000 morti) e dall'uragano Matthew, è uno dei più poveri al mondo e vive in un continuo stato di emergenza umanitaria. Non deve quindi sorprendere che il tasso di raccolta rifiuti, in un paese così disastrato, sia il più basso di tutta l'America latina. I cumuli di rifiuti che si trovano ovunque sono stati trascinati via dalle piogge torrenziali finendo poi nell'oceano.

Il problema è che l'acqua diventa principale veicolo per la trasmissione di malattie nel paese. I dati del resto danno da soli un'immagine della situazione in cui versa il paese centro americano. Secondo l'UNICEF, la mortalità infantile nel primo anno di vita è di 60 ogni mille nascite mentre entro il quinto anno di vita la mortalità infantile è di 80 ogni mille nati vivi. Solo il 54% della popolazione ha accesso all'acqua potabile e soltanto il 30% ha accesso a servizi igienici adeguati.

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