Alla scoperta del bucaneve, fiore simbolo delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026
Dalle mascotte olimpiche alla natura d’alta quota: un viaggio divulgativo tra fauna e flora alpine, simboli di un ambiente resiliente e al contempo fragile, unico al mondo

Tra i protagonisti delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, il suggestivo paesaggio alpino gioca un ruolo di primo piano. Le mascotte ufficiali dell’evento, due ermellini affiancati da sei piccoli bucaneve, richiamano proprio questo scenario, incarnando l’essenza delle montagne, la neve e la capacità di adattamento alla vita in condizioni estreme.

Più che simboli sportivi, testimoniano la straordinaria ricchezza della flora e della fauna alpine, elementi identitari di paesaggi modellati dall’altitudine e dal clima rigido.
L’ermellino: un piccolo abitante delle montagne
L’ermellino (Mustela erminea) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei mustelidi, diffuso nelle regioni montane e fredde dell’emisfero settentrionale.
Vive in ambienti diversi, dai boschi ai prati alpini, fino alle zone rocciose. È noto per il suo mantello che cambia colore con le stagioni: bruno in estate e bianco in inverno, una trasformazione che gli consente di mimetizzarsi nella neve.

Agile e solitario, l’ermellino è un abile predatore e rappresenta un esempio efficace di adattamento alle condizioni climatiche rigide delle alte quote. Negli ultimi anni, tuttavia, la specie è oggetto di crescente attenzione poiché la riduzione dell’innevamento e la trasformazione degli habitat montani compromettono l’efficacia del suo mimetismo invernale, rendendolo più esposto ai predatori e alle pressioni ambientali.
Non solo ermellino: il fascino della fauna alpina
Le Alpi ospitano una fauna estremamente varia, composta da specie che si sono adattate a vivere in ambienti complessi e spesso estremi. Accanto all’ermellino troviamo stambecchi, camosci, marmotte, aquile reali e numerose altre specie che popolano boschi, pascoli e pareti rocciose.

Molti di questi animali hanno sviluppato strategie specifiche per affrontare il freddo, la scarsità di cibo invernale e le forti escursioni termiche.
Il bucaneve: il fiore che annuncia la fine dell’inverno
Il bucaneve (Galanthus nivalis) è una pianta bulbosa perenne tra le prime a fiorire alla fine dell’inverno. I suoi piccoli fiori bianchi, delicati e penduli, emergono dal terreno quando la neve è ancora presente, spesso tra gennaio e febbraio. Questa caratteristica lo rende uno dei simboli più riconoscibili della ripresa vegetativa dopo i mesi più freddi.

Il bucaneve cresce spontaneamente in boschi chiari, prati montani e ambienti umidi delle zone alpine e subalpine, dove sfrutta la luce disponibile prima che gli alberi tornino a coprirsi di foglie.
Pur essendo ancora diffuso in molte aree, il bucaneve è localmente soggetto a tutela, poiché la raccolta indiscriminata, insieme alla progressiva riduzione degli habitat idonei, può incidere negativamente sulle popolazioni spontanee.
Coltivare il bucaneve: un legame domestico con le Alpi
I bulbi di bucaneve sono reperibili in commercio tra la fine dell’estate e l’autunno e possono essere coltivati sia in vaso sia in giardino. In vaso è importante garantire un buon drenaggio e lasciare il contenitore all’esterno, esposto al freddo, condizione necessaria per stimolare la fioritura.

In piena terra, invece, si piantano in gruppi, in zone semiombreggiate e con terreno fresco. La loro fioritura invernale consente di portare simbolicamente un frammento del paesaggio alpino negli spazi domestici, proprio nei giorni in cui le Olimpiadi prendono vita.
Non solo bucaneve: il fascino della flora alpina
La flora alpina è composta da piante capaci di sopravvivere a condizioni estreme: basse temperature, venti forti, suoli poveri e stagioni vegetative molto brevi. Stelle alpine, genziane, rododendri e sassifraghe sono solo alcuni esempi di specie che colorano le montagne durante l’anno.
Molte di queste piante hanno sviluppato forme compatte, foglie protettive e cicli vitali rapidi, adattamenti indispensabili per vivere in quota. La loro presenza contribuisce in modo fondamentale alla stabilità degli ecosistemi montani.
Un patrimonio naturale da conoscere e rispettare
La fauna e la flora alpine costituiscono un patrimonio naturale di grande valore, formato da specie altamente specializzate e spesso delicate. Oggi questi equilibri sono messi alla prova da cambiamenti significativi, come l’aumento delle temperature, la riduzione dell’innevamento, la trasformazione degli habitat e la crescente pressione antropica.
Conoscere specie simboliche come l’ermellino e il bucaneve aiuta a comprendere meglio la complessità degli ambienti alpini e l’importanza di tutelarne la biodiversità, preservando al tempo stesso l’identità dei territori montani.