Da lunedì 12 aria gelida invaderà a sorpresa queste 6 regioni, possibili gelate e nevicate fino a quote molto basse

Dopo il passaggio dei resti della tempesta atlantica Goretti sull'Italia, un po' a sorpresa, transiterà aria piuttosto fredda che causerà nevicate e un calo delle temperature, particolarmente marcato in alcune regioni.

Dopo il passaggio dei resti della tempesta atlantica Goretti, che sta attivando un impetuoso flusso libecciale sulle nostre regioni, ad inizio della prossima settimana le regioni del medio-basso Adriatico e del Sud si preparano a un improvviso ritorno del freddo, con un brusco calo delle temperature e nevicate fino a quote collinari.

Questo evento, previsto tra domenica 11 e lunedì 12 gennaio, si configura come una retrogressione fredda proveniente dai Balcani, dove le condizioni gelide sono già consolidate da giorni, e interesserà in modo esclusivo le aree meridionali del Paese.

L’aria fredda che travasa dai vicini Balcani

Quella che si andrà a manifestare, già a partire dal fine settimana, sarà la classica retrogressione fredda, dove l’aria fredda dai Balcani si sposterà verso ovest, invadendo il Mediterraneo centrale. Nei Balcani, temperature sotto lo zero e nevicate abbondanti hanno caratterizzato le ultime settimane, creando un "serbatoio" di gelo che ora si riverserà sull'Italia meridionale.

A differenza di ondate precedenti, questa irruzione eviterà le regioni settentrionali, dove i venti miti dal Mediterraneo porteranno un moderato aumento delle temperature, con massime che potrebbero salire di 2-3°C rispetto ai giorni precedenti.

Retrogressione fredda.
Ecco la retrogressione fredda che fra domenica notte e lunedì interesserà le estreme regioni del Sud, portando un calo delle temperature e nevicate a bassa quota su diverse regioni.

Al Sud, invece, l'impatto sarà netto, con un iniziale calo termico di -3°C -4°C rispetto ai valori recenti, mentre il picco del freddo raggiungerà i settori adriatici tra la serata di domenica e la mattinata di lunedì, con un ulteriore calo delle temperature.

Le correnti gelide, accompagnate da venti intensi di Maestrale sul basso Tirreno, Grecale e Tramontana fra basso Adriatico e Ionio, accentueranno la sensazione di gelo, rendendo l'aria pungente soprattutto nelle zone esposte all'Adriatico.

Attese nevicate fino a quote molte basse

Il clou di questa fase sarà il ritorno della neve, che, fra domenica sera e le prime ore di lunedì, imbiancherà le alture meridionali a quote insolitamente basse. Nel Molise e nella Puglia garganica, i fiocchi sono attesi fino a 200-400 metri di altitudine, con accumuli che potrebbero superare i 10-15 cm sulle colline del Gargano e del Subappennino Dauno.

L'Appennino meridionale, inclusi i rilievi di Basilicata e Campania, vedrà qualche fiocco di neve oltre i 400/300 metri, con possibili estensioni fino alle zone pedemontane in caso di precipitazioni intense.

Neve.
In Sicilia e Calabria, la quota neve si attesterà leggermente più alta, intorno agli 800-700 metri, ma con accumuli significativi sulle Madonie, l'Etna, la Sila e l'Aspromonte, dove potrebbero cadere oltre 20 cm di neve fresca.

In Sicilia e Calabria, la quota neve si attesterà leggermente più alta, intorno agli 800-700 metri, ma con accumuli significativi sulle Madonie, l'Etna, la Sila e l'Aspromonte, dove potrebbero cadere oltre 20 cm di neve fresca. Non sono esclusi fenomeni di neve mista a pioggia a quote più basse.

Sostanzialmente il freddo si sentirà maggiormente, ad inizio della prossima settimana, in queste 6 regioni, ossia Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia.

Cosa accadrà nel corso della settimana?

Entro mercoledì 14 gennaio, l'irruzione fredda dovrebbe attenuarsi, con un graduale ritorno a condizioni più miti al Sud, con l’arrivo di venti più temperati dai quadranti meridionali. Tuttavia, le proiezioni a medio termine indicano un gennaio dinamico, con possibili nuove retrogressioni balcaniche nelle settimane successive.

Il tutto condito da un flusso zonale di venti atlantici molto forti che proveranno a guadagnare terreno in Europa, ma che si troveranno la strada sbarrata ad est dall’ampio cuscinetto di aria fredda che si è depositato sulle pianure dell’est Europa.

Per questo una parte di quell’aria fredda si potrebbe muovere in senso retrogrado, contromano rispetto al flusso atlantico che scorre in Europa, spingendosi verso alcune aree del Mar Mediterraneo.