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Finiti i nomi degli uragani atlantici. Chi battezza i cicloni?

Al tempo dei pirati gli uragani venivano battezzati col nome delle loro donne, oggi si alternano nomi maschili e femminili. In Europa chi denomina cicloni e anticicloni? Ecco le curiosità sui nomi dei cicloni.

Gli uragani Irma, Josè e Katia fra l'Atlantico, Mar dei Caraibi e golfo del Messico. Dare un nome ai cicloni tropicali rende più chiari gli allerta per le navi e la popolazione.

Sul mar dei Caraibi si è formato Delta, il 25° sistema tropicale della stagione degli uragani atlantici per il 2020. Sono infatti terminati i nomi preventivamente decisi e si è così passati alle lettere greche.

Nel frattempo, è transita con una grande scia di danni e distruzioni la tempesta Alex, secondo il nome deciso da Meteofrance, mentre in Italia era chiamata da molti meteorologi Brigitte.

Facciamo chiarezza sulle procedure di denominazione di uragani, tempeste, cicloni e anticicloni.

I nomi degli uragani

La tradizione di denominare uragani e tifoni esisteva fin dai tempi dei pirati che li battezzavano con nomi di findanzate e amanti, poi col diffondersi delle telecomunicazioni e dei bollettini meteorologici, la denominazione si rivelò utile per emettere avvisi e allerta.

Fino a inizio XX secolo le tempeste erano nominate casualmente. Una tempesta atlantica che strappò l'albero di una barca chiamata Antje divenne nota come l'uragano di Antje.

Dal 1953 il Centro degli Uragani di Miami iniziò a stilare elenchi di nomi femminili per ogni stagione. Solo dal 1979 sono stati introdotti, in alternanza, i nomi maschili.

Oggi sono i centri regionali di monitoraggio dei cicloni tropicali, attraverso i servizi meteorologici, a stilare elenchi in ordine alfabetico secondo gli standard dettati dal WMO, in cui si alterna un nome maschile e uno femminile. I nomi selezionati sono scelti fra quelli familiari alle persone che vivono in ciascuna regione. Questi elenchi di nomi si ripetono poi ogni cinque anni.

Le curiosità: uragani in pensioni e lettere greche

Cosa succede se finisce l’elenco dei nomi prestabili? In tal caso, si passa all’uso delle lettere greche: Alfa, Beta, Gamma, Delta e così via. Nell’area Atlantica e Caraibica, era già successo nel 2005, ma a fine ottobre. Si arrivò, a fine stagione, a 27 sistemi tropicali denominati, con Zeta che si formò tardiva a cavallo di Capodanno 2005/06. Quest’anno i 21 nomi ufficiali sono terminati il 21 settembre e ora siamo già a 25 tempeste denominate.
I nomi sono prestabiliti su elenchi per i cinque anni successivi e quindi si ripetono nell’ordine precedente. Alcuni uragani però vengono ritirati o per così dire pensionati. Sono i nomi di quelli più dannosi come danni o vittime, che vengono depennati dall’elenco e sostituiti da altri nomi con la stessa iniziale. Fra questi, ricordiamo I catastrofici Mangkhut (Philippines, 2018), Irma and Maria (Caraibi, 2017), Haiyan (Philippines, 2013), Sandy (USA, 2012), Katrina (USA, 2005).

I nomi in Europa

E’ solo per i sistemi tropicali che il WMO, Organizzazione Meteorologica Mondiale, detta dei precisi standard. Tempeste e cicloni tropicali infatti non sono sempre presenti e quindi è utile identificarli.

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Le perturbazioni delle medie latitudini invece si susseguono di continuo, inoltre alcuni cicloni come la depressione islandese e anticicloni come quello delle Azzorre sono figure semi permanenti e non ha molto senso dar loro un nome.

Le perturbazioni delle medie latitudini invece si susseguono di continuo, inoltre alcuni cicloni come la depressione islandese e anticicloni come quello delle Azzorre sono figure semi permanenti e non ha molto senso dar loro un nome.

Fin dal 1954 tuttavia il Dipartimento di Meteorologia dell’Università di Berlino denomina nelle sue mappe sinottiche i cicloni e anche agli anticicloni. Il nome viene assegnato da persone che decidono di dedicare un ciclone o un anticiclone a persone care o amici. Il modesto costo di questa dedica è una forma di auto finanziamento per le attività del Dipartimento.

Benchè non ufficializzati dal WMO, questi nomi sono di uso comune in quasi tutta Europa e si ritrovano spesso nella bibliografia scientifica, basti pensare alle tempeste Lothar e Vaja.

questi nomi sono di uso comune in quasi tutta Europa e si ritrovano spesso nella bibliografia scientifica, basti pensare alle tempeste Lothar e Vaja.

In Italia, ai tempi delle previsioni TV Bernacca, Baroni e Caroselli le perturbazioni venivano invece numerate, in sequenza nel corso del mese.

Da qualche anno alcuni servizi meteo Europei hanno deciso di assegnare nomi alle tempeste più pericolose. E’ Meteofrance per esempio che ha battezzato la tempesta Alex, in quanto assegna nomi in coordinamento con i servizi meteo di Spagna, Portogallo e Belgio ai cicloni extratropicali più intensi in arrivo in queste Nazioni. A sua volta il Metoffice inglese ha una lista di nomi in coordinamento coi servizi irlandese e olandese, sempre riservati alle sole depressioni più intense.

I cicloni più dannosi sono femminili. Perché?

Alcuni anni fa una ricerca ha evidenziato che i cicloni più dannosi per la popolazione sarebbero quelli di nome femminile. Il motivo però non è nella loro intensità, bensi nel fatto che per motivi psicologici e cognitivi molte persone tenderebbero a prendere sottogamba e sminuire il pericolo di allerta con nomi di cicloni femminili.

per motivi psicologici e cognitivi molte persone tenderebbero a prendere sottogamba e sminuire il pericolo di allerta con nomi di cicloni femminili

Come sappiamo invece un allerta non va mai sottovalutato, inoltre recenti revisioni di quello studio sembrano smentire questa curiosa ipotesi. Peraltro col diffondersi di internet alcuni siti hanno adottato nomi fantasiosi per fare clamore, generando confusione. Viene spontaneo chiedersi se non sia il caso di adottare uno standard a livello Europeo.