La calda estate 2019 e i suoi impatti sulla salute

L'estate appena conclusa risulta la più calda per l’emisfero boreale e fra le più calde in Europa. E col caldo aumenta la mortalità. Ecco i numeri dell’estate 2019.

Luca Lombroso Luca Lombroso 18 Set 2019 - 08:01 UTC
Complice l'effetto isola di calore urbana, le grandi città sono le più soggette agli impatti sulla salute e qualità dell'aria.

Un'estate calda in Italia, in Europa e nell’intero pianeta Terra. I bilanci climatologici che giungono dagli osservatori storici Italiani e dai centri di riferimento della climatologia, Copernicus ECMWF per l’Europa, NOAA e NASA a livello globale, confermano che l’estate meteorologica 2019 è stata da record, non assoluto nel nostro paese ed Europa ma da primato, e questo è ancora più significativo, a livello globale.

Le ripetute ondate di caldo in particolare hanno avuto pesanti effetti sulla salute, al proposito giungono numeri allarmanti dai primi studi epidemiologici disponibili.

L’estate più calda per l’emisfero boreale

Secondo il National Center for Environmental Information della NOAA, l’estate meteorologica 2019 (trimestre giugno-luglio-agosto) è stata la seconda più calda dal 1880 a oggi (la più calda è l’estate 2016) con una anomalia di 0.9°C rispetto alla climatologia di riferimento. Per l’emisfero settentrionale l’estate 2019 risulta la più calda in assoluto.

Come noto, il processo di riscaldamento del pianeta non è uniforme e così anche le singole stagioni presentano notevoli differenze nei territori con temperature sopra la media, anche nettamente come appunto l’Europa, e sotto media, ma è significativo che solo il Canada Occidentale, una zona della Russia e l’Indonesia sono risultate più fredde rispetto alla climatologia.

Un’estate fra le più calde anche in Italia ed Europa

A fornirci dati dettagliati per l’Europa è il sito Copernicus dell’ECMWF, un importante servizio che mette a disposizione della comunità scientifica e dei cittadini preziosi dati meteoclimatici e ambientali.

Nel dettaglio, l'Europa ha vissuto il giugno più caldo mai registrato, seguito da un luglio nella e agosto sopra la media. Di conseguenza, la temperatura media del trimestre giugno-agosto per l'Europa è stata di 1,1 ° C al di sopra della norma del 1981-2010, rendendo così l’estate 2019 la quarta estate più calda almeno dal 1979.

Per l’Italia, i primi dati che giungono dagli Osservatori meteorologici storici, preziosa fonte di dati raccolti meticolosamente da quasi due secoli, indicano l’estate 2019 come la terza più calda negli Osservatori di Moncalieri e Pontremoli della Società Meteorologica Italiana, come quarta più calda all’Osservatorio Geofisico di Modena e quinta più calda all’Osservatorio dell’Università di Parma.

Con il caldo aumenta la mortalità

Nonostante le massicce campagne comunicative e l’azione di prevenzione delle ondate di calore, i primi numeri indicano purtroppo pesanti impatti sulla salute anche per l’estate appena conclusa, soprattutto in concomitanza con l’ondata di caldo record di fine giugno e con l’ondata di caldo di fine luglio-inizio agosto.

In Francia, secondo una dichiarazione del ministro della Salute Agnes Buzyn fra giugno e luglio si è registrato un eccesso di mortalità rispetto a quella attesa di circa 1500 decessi. In Belgio, l’eccesso di mortalità è stimato in circa 100 decessi pari al 3.2% della mortalità tipica dei mesi estivi, circa 400 decessi oltre alla media si registrano in Olanda.

In Italia l’ARPA Piemonte in un apposito bollettino in 171 l’eccesso di decessi a giugno e luglio, pari a circa il 9.8% a giugno e 17% a luglio e nella fasce più anziane, oltre i 65 anni, della popolazione.

Una volta di più dunque questi eventi ci devono far riflettere sull’urgenza di agire per la lotta ai cambiamenti climatici. Contenere entro 1.5°C l’aumento delle temperature globali infatti avrebbe enormi benefici nel ridurre la popolazione mondiale colpita da ondate di caldo estremo.

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