Meteostoria: 35 anni fa il gennaio del grande gelo e neve

Il mese di gennaio 1985 è indimenticabile per gli appassionati meteo e per i disagi che provocarono freddo artico e grandi nevicate. Potrebbe ripetersi oggi un evento simile?

Luca Lombroso Luca Lombroso 06 Gen 2020 - 05:00 UTC
Roma suggestiva imbiancata dalla neve. il 6 gennaio 1985 caddero 15 cm, nevicò fino all'alba del 7. altra neve cadde il 9-10 gennaio, ma poi mutò in pioggia

Tutto ebbe inizio a fine dicembre 1984, con un anomalo riscaldamento della stratosfera sopra al Polo nord, fenomeno noto come stratwarming. Annunciata proprio prima di Capodanno con una storica previsione TV del gen.Andrea Baroni, l’aria gelida artica continentale invase in modo massiccio la nostra penisola, portando temperature minime record ancora oggi storiche per molte località e nevicate indimenticabili per estensione ed intensità. Ecco la cronaca e le analisi di questo storico evento

Situazione: la befana porta la neve a Roma

L’afflusso massiccio di aria gelida e perturbata inizia per l’Epifania, quando irrompe al nord l’isoterma -20°C a 850 hPa; l’aria fredda alimenta una classica depressione tirrenica nevosa, gelida come poche volte si era visto in passato.

Il giorno della Befana caddero 15 cm a Roma, la cronaca meteo dell’Osservatorio del Collegio Romano riporta “ore 8 neve al suolo 2.5 cm, ore 14 neve al suolo 8 cm, continua a nevicare tutto il pomeriggio, ore 19 neve al suolo 15 cm” (Fonte: la neve a Roma dal 1741 al 1990. di Franca Mangianti e Carmen Beltrano). Nevicò anche in altre zone del centro-sud, fin sulle coste.Imbiancata perfino l’isola di Ischia. Freddo al nord, le stazioni della rete A.M. segnano temperature di -11°C a Bologna e -12°C a Milano.

Il 7-8 gennaio le temperature crollano ulteriormente, gelo polare sulle Alpi, con -30°C a Dobbiaco, ma in proporzione ancor più inconsueto il valore di -10.4°C registrato a Foggia Amendola.

9-12 gennaio 1985: nevicate e gelo artico

Dopo una gelida tregua, un’altra onda perturbata artica irrompe fra il 9 e il 10 gennaio 1985, portando tanta neve da nord a sud, cadono 30 cm di neve a Bologna, 40 cm paralizzano Firenze, addirittura cadono 10 cm a Napoli e oltre mezzo metro nell’interno della Sardegna. Nevica nuova a Roma, a tratti però diventa mista a pioggia.

Seguono alcuni giorni con un anticiclone termico, i giorni 11-12 gennaio complici le notti serene e suolo innevato i termometri scendono a valori polari. A Modena città ancora oggi i -15.5°C dell’Osservatorio Geofisico sono record assoluto, -14.4°C a Milano Linate, fino a -24.8°C alla base meteo di S.Pietro Capofiume (BO). Gelo artico si registra anche a Firenze Peretola, con -23.2°C, l’Aquila -23.4°C, Roma Ciampino -11°C.

La grande nevicata al nord

Ma non è finita, dal 13 al 18 gennaio 1985 si susseguono dapprima una depressione retrograda gelida e perturbata e quindi una perturbazione proveniente dal nord Atlantico

Nonostante l’attivarsi di venti di scirocco, abbondanti risultano le nevicate al nord per la tenacia dello strato freddo che ristagnava al nord, mentre al centro sud risalgono le temperature e piove abbondantemente. A Milano si accumularono al suolo 90 cm di neve, a Modena in tutto il periodo 63 cm, 40 cm caddero a venezia sulla laguna congelata, 20 cm a Genova.

Enormi i disagi, dai trasporti paralizzati a crolli di strutture come il palazzetto dello sport a Milano, ai danni all’agricoltura, congelarono molte piantagioni di vite e molti ulivi al centro sud.

Può ripetersi?

Il riscaldamento globale ha reso gli inverni più miti, ma non sono mancati negli ultimi anni episodi di gelo e neve, come il nevone del febbraio 2012, il gelo e neve al centrosud di gennaio 2017 o il freddo tardivo di fine febbraio e inizio marzo 2018 o anche fuori stagione come a maggio 2019. Talvolta questi episodi hanno portato anche più neve del gennaio 1985, e localmente a temperature simili ad allora, ma per estensione e intensità il gennaio 1985 non ha paragoni.

Torneremo a vedere un episodio come il gennaio 1985? Coi cambiamenti climatici, complice anche il fenomeno della amplificazione artica le ondate di freddo possono perfino divenire più frequenti. Dunque nulla esclude che nel quadro di inverni meno freddi e meno nevosi, possano capitare sorprese clamorose.

Pubblicità