Il ciclone Deborah porta aria polare sull’Italia: temperature in picchiata, vento forte e neve a bassa quota. Freddo destinato a durare giorni.
Il ciclone Deborah porta aria polare sull’Italia: temperature in picchiata, vento forte e neve a bassa quota. Freddo destinato a durare giorni.
Arriva il ciclone Deborah: vento forte, temporali e brusco calo termico su Milano e Lombardia. Poi notti fredde e rischio gelate tardive. Le ultime previsioni meteo aggiornate.
I gatti non sono solo affascinanti: percepiscono realtà che sfuggono all’uomo, tra sensi estremi, istinti raffinati e comportamenti sorprendenti.
Correnti da nord spazzano via nebbia e smog: aria più pulita. Weekend con piogge su Milano e Torino, poi nuova fase fresca e ventilata.
Vento forte e aria fredda a Roma e nel Lazio con calo termico e neve in Appennino. Migliora tra venerdì 20 e sabato 21 marzo, ma domenica torna l’instabilità.
Alta pressione ancora prevalente in Pianura Padana con smog e foschie, ma dalla prossima settimana l’atmosfera potrebbe cambiare.
Una perturbazione porta piogge su Roma e nel Lazio, ma nel weekend il clima diventa mite con temperature fino a 18°C.
L’alta pressione favorisce smog, nebbie e nubi basse sulla Pianura Padana. Un miglioramento potrebbe arrivare solo la fine della prossima settimana con piogge e più ventilazione.
Italia ancora sotto l'alta pressione con clima mite e poche piogge. Un cambiamento più deciso potrebbe arrivare soltanto verso metà marzo
Nel Lazio e a Roma inizio marzo con clima mite e prevalenza di alta pressione: domenica stabile, ma con nubi basse, lunedì qualche debole pioggia e Scirocco
Febbraio si chiude con l’anticiclone africano: temperature miti, sole in montagna e nebbie in pianura. Ma l’inizio di marzo riporta piogge al Nord-Ovest e un primo calo dello zero termico.
La tregua è già finita. Una nuova perturbazione riporta piogge intense, vento forte e neve fino a bassa quota su diverse regioni del Centro-Nord. Dopo il brusco calo termico, il weekend cambierà nuovamente lo scenario.
L’Italia si prepara a un nuovo deciso peggioramento delle condizioni meteo. Dopo le piogge delle ultime ore, una nuova fase di maltempo colpirà soprattutto il basso versante tirrenico, con temporali intensi, forti venti e mareggiate. Attenzione anche alle Alpi occidentali, dove sono in atto vere e proprie bufere di neve.
L’Italia resta sotto il continuo passaggio di perturbazioni atlantiche: piogge frequenti e neve sulle Alpi caratterizzeranno i prossimi giorni, con un nuovo intenso peggioramento atteso per il martedì 3 febbraio.
L’inverno torna a farsi sentire: da venerdì una perturbazione potrebbe riportare i fiocchi fin sulle pianure del Nord-Ovest, con Torino e Milano osservate speciali. Nel weekend tempo ancora instabile e nuove nevicate sulle Alpi, mentre al Centro-Sud prevalgono pioggia e vento.
Da domenica possibile svolta: nasce un ciclone sul Mediterraneo che porta piogge e temporali anche intensi, neve in montagna e venti forti. Ecco le zone più esposte e cosa può succedere nelle prossime ore.
Nel weekend irrompe aria gelida: neve a bassa quota al Centro, con possibili fiocchi su Roma e neve quasi certa ai Castelli Romani. Sull’Adriatico e al Nord calo termico deciso, venti sostenuti e clima invernale.
La settimana di Natale si apre con un rapido peggioramento del tempo, tra piogge diffuse e vento forte. La notte di Natale segnerà una svolta più fredda, con neve in calo di quota sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale. Nei giorni successivi il clima diventerà più invernale, con freddo diffuso, maltempo su Adriatiche e possibili nuove nevicate in montagna.
Tra Vigilia, Natale e Santo Stefano l’Italia entra nel vivo di una fase movimentata: piogge, vento e mari agitati tornano protagonisti. Ma l’attenzione è tutta per la neve: dove scenderà davvero la quota fiocchi, e quali città potrebbero vedere un imbiancamento.
Le previsioni per Natale cambiano volto. Un ciclone alimentato da aria fredda è pronto a raggiungere l'Italia proprio a ridosso delle festività, innescando un deciso calo delle temperature, venti sostenuti e il ritorno della neve fino a quote collinari. Un Natale vecchio stampo sembra ormai sempre più probabile