Clima, un anno fa terminava a Madrid la COP25: e ora?

Si concluse il 13 dicembre del 2019 la Cop25, la Conferenze delle Parti delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. Dopo un anno, il calo delle emissioni di CO2 causato dalla pandemia non basta neanche lontanamente a scongiurare la crisi climatica. Ci sono però alcuni segnali incoraggianti.

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L'ingresso alla Conferenza delle Parti Cop25 nel dicembre 2019, a Madrid - L.Pasqualini

Il 13 dicembre del 2019, un anno fa, si concludeva a Madrid la Cop25, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico. L'importante vertice dell'Onu era iniziato il 2 dicembre nella capitale spagnola.

Avevamo seguito da vicino quell'evento per Meteored Italia, con reportage e video. In quell'evento internazionale si dovevano prendere importanti decisioni spinte dalla necessità di ridurre le emissioni di gas serra. I dati allarmanti spingevano ormai sempre più analisti ed esperti a parlare di "emergenza climatica" o "crisi climatica". Le decisioni prese non furono all'altezza delle aspettative.

La Cop25, dal Cile a Madrid

Tutto era iniziato a inizio novembre, con l'annullamento della Cop25 che doveva tenersi in Cile. Il paese stava vivendo infatti un periodo turbolento, con grandi proteste nelle piazze. Pochi giorni dopo la notizia che la Cop25 sarebbe stata accolta dalla Spagna, presso gli spazi della Fiera di Madrid (Ifema).

In tempo record veniva così organizzata la 25° Conferenza delle Parti sul clima. Luca Lombroso, che da molti anni segue le diverse conferenze sul clima, aveva spiegato in questo articolo cosa si sarebbe dovuto decidere in questo vertice.

I dati sul decennio appena concluso: il più caldo di sempre

Il 3 dicembre 2019, all'indomani dell'apertura della Cop25, su Meteored Italia pubblicavamo un articolo dal titolo: "Con il 2019 si chiude un decennio di riscaldamento globale eccezionale".

In quel testo riportavamo i dati resi pubblici in conferenza stampa dalla WMO (Organizzazione Meteorologica Mondiale) sullo stato del clima. In sintesi si poteva riassumere così, quanto detto quel giorno: i dati sono schiaccianti, la Terra sta vivendo un riscaldamento eccezionale causato dalle attività antropiche.

"Il 2019 - scrivemmo quel giorno di un anno fa - mette fine a un decennio di riscaldamento globale eccezionale, con forte riduzione dei ghiacci ed un record del livello dei mari, a causa delle emissioni di gas serra causate dalle attività umane per l'utilizzo dei combustibili fossili. Questo è quanto ha riportato oggi a Madrid - dove si sta tenendo la conferenza Cop25 - la WMO, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, che ha presentato il suo rapporto sullo stato del clima.

Il 4 dicembre pubblicammo un nuovo articolo da Madrid, dal titolo "Cop25, emergono i primi contrasti", che anticipava le fratture che si sarebbero poi confermate durante la Conferenza. Quello dell'anno scorso fu un vertice sul clima segnato dal "ciclone Greta Thunberg", la giovanissima attivista svedese che attirò l'attenzione dei media per diversi giorni, fino al grande corteo dei movimenti per il clima, che si tenne il 6 dicembre.

Il 13 dicembre, l'ultimo giorno di Conferenza. A questo link si può leggere l'articolo di quel giorno, con il video pubblicato dalla Fiera di Madrid.

Clima, la situazione un anno dopo

Alla fine del 2020, esattamente un anno dopo la Cop25, qual è la situazione nella lotta al riscaldamento globale? La pandemia di COVID-19, con il suo pesante stop ai trasporti e alle industrie nei mesi di lockdown, ha portato a una temporanea, piccola riduzione delle emissioni di CO2 ed altri gas serra, che non basta a invertire una tendenza preoccupante.

Lo stop agli spostamenti per la pandemia: le emissioni sono calate, ma non basta

Nel nuovo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep), pubblicato pochi giorni fa, si legge che nonostante ci sia stato un calo delle emissioni di anidride carbonica nel 2020 causato dalla pandemia, il mondo si sta ancora dirigendo verso un aumento della temperatura superiore a 3°C in questo secolo. La Unep lancia però un messaggio di ottimismo: una ripresa verde dalla crisi innescata dalla pandemia potrebbe ridurre fino al 25% le emissioni di gas serra previste per il 2030 e avvicinare il mondo al raggiungimento dell'obiettivo dei 2°C dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Sempre negli ultimi giorni la Commissione Europea ha fissato l'obiettivo di una riduzione delle emissioni di CO2 del 55% entro il 2030. L'obiettivo precedentemente fissato si fermava al 40%.