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Siccità nel Sud Europa: allarme dall’Italia al Portogallo

Fiumi e laghi ai minimi, vegetazione e coltivazioni in difficoltà, temperature sopra la media, deficit di precipitazioni: la siccità preoccupa sempre di più nei paesi del Sud Europa.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 22 Nov 2017 - 10:08 UTC
siccità
La siccità sta colpendo duro in Europa meridionale: fiumi e sorgenti a secco, agricoltura in difficoltà, livello dei laghi ai minimi

Il 2017 si sta confermando come l’anno della gran siccità nell'Europa meridionale. Dal Portogallo all'Italia, dalla Spagna alla Grecia, passando per la Francia meridionale, la carenza di precipitazioni preoccupa sempre di più. In Italia qualche miglioramento c’è stato nel mese di novembre, con abbondanti precipitazioni in molte aree del paese, ma persistono situazioni critiche e ci vorrà del tempo per recuperare il deficit di pioggia. 

In Spagna e Portogallo invece, anche novembre è stato all'insegna dell’anticiclone e l’allarme per la siccità è sempre più forte.  La domanda che in molti si pongono è: fino a quando?

Ad una settimana dalla fine di novembre, è ancora presto per sapere se le piogge cadute a novembre in Italia hanno invertito la tendenza di un anno così difficile. Dal 5 novembre in poi, tre grandi ondate di maltempo hanno interessato il paese. La prima ha portato intensi temporali dal Nord al Sud, causando localmente anche allagamenti e spezzando finalmente mesi di siccità, la seconda ha riportato la neve su Alpi ed Appennino centro-settentrionale, l’ultima ha visto accumuli pluviometrici molto importanti sulle coste adriatiche di Marche e Abruzzo e nel Sud Italia, per il passaggio di un vasto ciclone mediterraneo.

In Italia le piogge di novembre portano sollievo dopo un ottobre caldissimo e secco: ma non basta

Quello che possiamo dire con certezza è che per “chiudere” un periodo di siccità, la pioggia dev'essere tanta e distribuita nel tempo. Un aspetto da considerare negli episodi di siccità è anche la temperatura, perché quanto più è alta tanto maggiore sarà l’evaporazione. Ottobre si era concluso in Italia con un deficit di precipitazioni allarmante e con temperature più alte della media del periodo. Un ottobre caldissimo, uno dei più caldi degli ultimi 150 anni, segnato da episodi drammatici come l'ondata di incendi in Val di Susa. 

Nonostante la pioggia sia tornata a portare sollievo, permangono ancora situazioni critiche. Per fare alcuni esempi, a fine novembre 2017 è allarme per il basso livello del Lago di Garda, nel Nord Italia, mentre c’è preoccupazione per l’abbassamento del livello idrico nel lago di Ninfa, nel Lazio. A Roma il fiume Tevere fa segnare in questi giorni un livello idrometrico inferiore a 5 metri, un valore molto basso che viene toccato solitamente in piena estate. E gli esempi di siccità ancora persistente in Italia potrebbero essere tanti altri. 

Spagna e Portogallo: situazione drammatica

La situazione siccità in Spagna e Portogallo è ancora più drammatica. Qui infatti, la pioggia non ha fatto ritorno neanche nel mese di novembre. In alcune zone sì, specialmente nel Nord e nelle aree atlantiche, ma il deficit accumulato nei mesi precedenti era talmente grande che non sono bastate. Ed ora, un vasto anticiclone che dura da settimane continua a bloccare il passo alle perturbazioni su buona parte della penisola iberica. La situazione è seria.

Le autorità del Portogallo stanno iniziando a tenere in considerazione la possibilità di razionare l’acqua nelle ore notturne. I fiumi del paese, che arrivano dalla Spagna, hanno livelli bassissimi. La situazione è ritenuta “grave” nell’85% del paese e ad ottobre, un mese eccezionalmente caldo ha visto nuovamente esplodere in molte aree vastissimi incendi, che hanno causato vittime.

siccità europa
Siccità in Europa a fine ottobre 2017 (European Drought Observatory - EDO).

Gli incendi hanno colpito gravemente anche la Galizia, regione spagnola al confine con il Portogallo. Il nord-ovest della Spagna è una delle aree più colpite dalla siccità del 2017. In tutto il paese i livelli degli invasi artificiali, che vengono quantificati ogni settimana dal Ministero dell’Ambiente, sono al 37% della propria capacità. Molto al di sotto della media degli ultimi dieci anni, che era del 53,8%.

Mancano dati sugli acquiferi sotterranei, che stanno vivendo un grave stress dopo una così prolungata assenza di precipitazioni. Si moltiplicano infatti le segnalazioni di sorgenti locali ormai secche e centri abitati costretti a ricorrere alle autobotti per il rifornimento di acqua potabile. Questo sta accadendo in particolare in Galizia e Castiglia e Leòn.

La grave siccità in Spagna e Portogallo ha pesanti effetti sull'agricoltura. La riduzione delle raccolte di cereali ed olive, così come di mandorle, pistacchio, ed altri prodotti, sta mettendo in forte difficoltà il settore agricolo spagnolo. Stessa cosa in Italia, dove quest’anno l’agricoltura ha sofferto moltissimo per la pesante siccità. Effetti pesanti anche sulla bolletta della luce: in Spagna si attendono incrementi significativi a causa della ridotta capacità dei bacini idroelettrici.

Siccità: non solo mancanza di pioggia, ma anche temperature più alte

La siccità è un fenomeno meteorologico che esiste da sempre. Per parlare di siccità vengono presi in considerazione vari fattori, come la riduzione delle precipitazioni lungo un prolungato periodo di tempo, la sua scarsità rispetto ai bisogni della vegetazione, o un bilancio idrico negativo dovuto ad un aumento dell’evapotraspirazione (evaporazione+traspirazione), causata da temperature più alte.

Quest’ultimo dato è stato preso in considerazione da un recente studio scientifico che ha messo in evidenza come negli ultimi decenni vi sia stato un aumento di episodi di siccità nel Sud Europa. Questo aumento è più importante di quanto si ritenesse prima, se oltre all'analisi delle precipitazioni si prendono in considerazione anche gli effetti delle temperature più alte. Temperature più alte portano ad una maggiore evaporazione e traspirazione, e quindi ad una minor ricarica delle falde e minor umidità dei suoli.

La siccità non va confusa con la desertificazione, che però può esserne – ma non sempre, se si adottano le giuste misure – la conseguenza.

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