Nuovo record di CO2 nell'atmosfera: ultima volta 3 milioni di anni fa

L'Organizzazione Meteorologica Mondiale dell'Onu ha diffuso i dati sulla concentrazione di CO2 nell'atmosfera: mai un livello così alto negli ultimi 3-5 milioni di anni. "Pesanti gli effetti sulle future generazioni".

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 25 Nov 2019 - 23:05 UTC

Nuovo record per i gas serra nell'atmosfera terrestre. L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), dell'Onu, ha pubblicato oggi i dati relativi al 2018: la concentrazione globale media di diossido di carbonio (CO2) ha raggiunto le 407,8 parti per milione (ppm). Nel 2017 erano 405,5 ppm. Responsabile di questo aumento è la combustione di petrolio e carbone da parte dell'umanità.

La crescita che è stata registrata fra 2017 e 2018 supera il tasso medio di crescita degli ultimi dieci anni: in sostanza, la concentrazione di CO2 nell'atmosfera aumenta con sempre maggior rapidità. Questo, nonostante gli accordi sul clima di Parigi e gli sforzi (evidentemente non sufficienti) degli ultimi anni per ridurre le emissioni di gas serra. A preoccupare non è solo la concentrazione di CO2 ma anche quella di altri gas serra immessi nell'atmosfera dall'uomo, come il metano.

Cambiamenti climatici avranno effetti sempre più pesanti

Secondo l'organizzazione dell'Onu, le conseguenze di questo aumento saranno pesanti per le prossime generazioni, che dovranno confrontarsi con gli effetti sempre più severi, e in aumento, dei cambiamenti climatici.

Fra questi, una crescita delle temperature medie, sempre più eventi meteo estremi, problemi di approvvigionamento idrico, crescita del livello marino, distruzione di ecosistemi marini e terrestri. L'incremento di CO2 che si è verificato nel 2017 e nel 2018 è simile a quello osservato fra 2016 e 2017 ed è al di sopra della media dell'ultimo decennio. Questo riflette una accelerazione nella crescita della concentrazione.

Nel 2015 superata la barriera dei 400 ppm

I livelli di concentrazione di CO2 media hanno superato la barriera simbolica delle 400 parti per milioni nel 2015. Negli ultimi anni la tendenza all'aumento è stata maggiore della media.

La Wmo segnala che la CO2 resta nell'atmosfera per secoli, ed ancora più tempo negli oceani. Bisogna quindi ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, per attutire gli effetti del cambiamento climatico ormai già in atto.

Non solo CO2: preoccupa l'aumento di metano e N2O nell'atmosfera

Preoccupa gli esperti anche l'aumento della concentrazione di metano (CH4),ed il ossido di diazoto (N2O): le emissioni sono aumentate rispetto all'ultimo decennio.

Concentrazione di CO2 così alta soltanto 3 milioni di anni fa

“Non ci sono indizi di un rallentamento della crescita della concentrazione di gas serra nell'atmosfera - ha affermato il segretario generale della Wmo, Petteri Taalas - nonostante gli accordi di Parigi del 2015 sul cambiamento climatico". "Dobbiamo aumentare lo sforzo per il benessere futuro dell'umanità", ha aggiunto.

Taalas ha anche sottolineato che, secondo i dati scientifici, "l'ultima volta che sulla Terra si è avuta una concentrazione di CO2 comparabile con quella di oggi, è stato fra i tre ed i cinque milioni di anni fa". "Allora - aggiunge il segretario - la temperatura media globale era di 2-3°C superiore a quella attuale, ed il livello del mare di 10-20 metri superiore a quello attuale".

Confermata la relazione fra aumento di CO2 e utilizzo di combustibili fossili

Il bollettino del Wmo informa anche che ci sono una gran quantità di indizi che confermano la stretta relazione fra utilizzo di combustibili fossili (ad esempio il carbone ed il petrolio, che si formarono milioni di anni a fa a partire da materia vegetale) ed aumento dei livelli atmosferici di CO2.

A dicembre la conferenza sul clima a Madrid

Mancano ormai pochi giorni alla conferenza sul clima COP25, che si terrà a Madrid. Doveva tenersi in Cile, ma il vertice è stato spostato nella capitale spagnola per la situazione di emergenza che vive il paese dopo le proteste delle ultime settimane.

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