24 aprile, sciopero per il clima virtuale: "no al mondo di prima"

I movimenti per il clima tornano a manifestare il 24 aprile nel 5° sciopero globale. Stavolta, dopo aver riempito le strade delle città di mezzo pianeta nel 2019, lo faranno virtualmente in piena emergenza sanitaria per il coronavirus. E Fridays for Future lancia un appello.

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Il 24 aprile del 2020 si terrà il 5° sciopero globale per il clima: stavolta sarà virtuale. Ecco cosa chiede il movimento Fridays for Future Italia

"Cara Italia, ascolta questo silenzio". Con queste parole inizia la lettera del movimento Fridays for Future per invitare a proseguire la mobilitazione per il clima iniziata nel 2019 e a partecipare al 5° sciopero globale. Stavolta la mobilitazione sarà virtuale, perché il mondo è in piena emergenza sanitaria per il coronavirus. Dopo aver riempito le strade e le piazze di molte città del pianeta, con manifestazioni molto numerose anche in Italia, i movimenti per il clima lanciano una mobilitazione virtuale per il 24 aprile. "Sarà la più grande manifestazione online di sempre", assicurano.

L'invito è a tenere alta l'attenzione sulla crisi climatica in corso, che non si arresta con questo lockdown e chiedere ai governanti di essere ambiziosi nella lotta alla crisi climatica (specie dopo il preoccupante posticipo del vertice COP26 di Glasgow, e dopo il fallimento del vertice sul clima di Madrid).

"Non tornare al mondo di prima": la richiesta di una grande transizione ecologica

Viene fatta anche una proposta: sfruttare l'opportunità di questo enorme stop alle emissioni di CO2 (uno stop solo temporale, che non avrà conseguenze sui cambiamenti climatici) per far ripartire il pianeta in modo molto più sostenibile, con una grande operazione di transizione ecologica.

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Non solo un pianeta libero da emissioni di gas serra, ma anche più sostenibile dal punto di vista ambientale.

"La nostra normalità è stata stravolta e ci siamo svegliati in un incubo - si legge nella lettera del movimento FFF Italia pubblicata pochi giorni fa. "Ci ritroviamo chiusi nelle nostre case, isolati e angosciati, ad aspettare la fine di questa pandemia". "Non sappiamo quando potremo tornare alla nostra vita e se ci sarà ancora un lavoro ad attenderci, per la peggiore crisi economica dal dopoguerra". "Forse avremmo potuto evitare questo disastro? Molti studi sostengono che questa crisi sia connessa all’emergenza ecologica - si legge ancora. "La continua distruzione degli spazi naturali costringe infatti molti animali selvatici, portatori di malattie pericolose per l’uomo, a trovarsi a convivere a stretto contatto con noi".

"Transizione ecologica"

"L'uscita dalla crisi sanitaria - scrivono gli attivisti per il clima - dovrà essere il momento per ripartire, e la transizione ecologica sarà il cuore e il cervello di questa rinascita: il punto di partenza per una rivoluzione del nostro intero sistema".

La lettera continua con la richiesta chiave dei mesi scorsi, quella che ha animato le più grandi mobilitazioni ecologiste e per un cambio di modello economico degli ultimi decenni: produrre energia da fonti rinnovabili e non essere più dipendenti da petrolio, carbone e metano.

Costruire insomma un sistema energetico che non consumi combustibili fossili e che non emetta quindi nell'atmosfera i gas serra responsabili della crisi climatica in corso. Una crisi climatica che non si ferma. Non basterà infatti il lockdown di questi mesi. Uno stop che ha ridotto fortemente le emissioni di CO2, e che gioca temporaneamente a favore di chi chiedeva a gran voce una drastica riduzione, ma che è solo temporale e dovuto a una grave emergenza sanitaria, quindi frutto di uno shock e non di scelte virtuose e ragionate.

Il timore dei movimenti è che, senza un cambiamento del modello e del sistema economico, quando finalmente potremo tornare alla vita di prima, si tornerà alla situazione precedente. O magari anche peggio, per "recuperare" i mesi perduti dall'economia basata sui combustibili fossili.

Un piano di transizione ecologica per l'Italia

"Immagina, cara Italia, le tue città saranno verdi e libere dal traffico - scrivono i Fridays for Future, immaginando un futuro in cui ci muoveremo "grazie a un trasporto pubblico efficiente e accessibile a tutte e tutti". Viene chiesto poi un grande piano nazionale per rinnovare edifici pubblici e privati, rendendoli più efficienti energeticamente e abbattendo quindi emissioni e bollette.

Secondo gli autori della lettera, si genereranno in questo modo centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Ascoltare la scienza: "dobbiamo sconfiggere la crisi climatica"

"Per affrontare questa emergenza sanitaria stiamo finalmente ascoltando la scienza. Ed è proprio la scienza ad indicarci chiaramente la rotta da percorrere per sconfiggere la crisi climatica".

"Stavolta sappiamo quanto tempo ci rimane per agire: siamo già entrati nel decennio cruciale. Il momento del collasso dell’unico ecosistema in cui possiamo vivere, il superamento di 1,5°C di riscaldamento globale, già si staglia all'orizzonte. La folle curva di emissioni va capovolta già da quest'anno, e per sempre.