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Clima, "non c'è più tempo": la comunità scientifica si ribella

Lo sciopero per il clima è iniziato. Ricercatori, scienziati, accademici di tutto il mondo, mobilitati da Scientist Rebellion, resistono all'inerzia dei governi di fronte alla crisi climatica e manifestano in modo non violento. Inizia una grande mobilitazione della comunità scientifica e accademica dopo la pubblicazione dell'ultimo allarmante rapporto IPCC.

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Questa settimana, scienziati di tutto il mondo occuperanno le università per chiedere una "rivoluzione climatica" dopo la pubblicazione dell'ultimo rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change.

Lunedì 4 aprile è stato presentato l'ultimo rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) e il movimento di ribellione scientifica ha iniziato una settimana di mobilitazioni basate sulla resistenza civile non violenta. Il gruppo, formato da membri della comunità scientifica, svolgerà azioni in 25 paesi tra il 4 e il 9 aprile sotto lo slogan "L'obiettivo 1.5ºC è fallito, rivoluzione climatica adesso!".

Scientist Rebellion è stata fondata nel 2020 con l'obiettivo di mobilitare la comunità scientifica e accademica per unirsi alla resistenza civile non violenta alla crisi climatica. Secondo questo gruppo di scienziati, i rapporti parlano di una svolta, in cui il danno arrecato al pianeta dall'immissione di gas serra nell'atmosfera è ormai irreversibile. Nei prossimi decenni si prevedono scenari peggiori, che rappresentano una minaccia esistenziale estremamente seria sia per noi che per la maggior parte delle forme di vita che abitano la biosfera.

L'impronta umana sul pianeta, sottolineano, non si limita al cambiamento climatico. La "sesta estinzione di massa", che fa scomparire ogni giorno decine di specie animali e vegetali, è un altro degli effetti altamente preoccupanti per le migliaia di scienziati firmatari. L'inquinamento da plastica, pesticidi, nitrati, metalli pesanti ha portato l'umanità a superare alcuni “punti di non ritorno”.

Peggio della finzione

La reazione a questa emergenza climatica ha mostrato l'assoluta negligenza e incapacità di far fronte a questa situazione da parte dei governi. Secondo lo stesso IPCC, i movimenti sociali sono la chiave. Per Valérie Masson-Delmotte, paleoclimatologa e condirettore del Gruppo IPCC, il film "Don't Look Up" non basta: "la nostra realtà di scienziati è molto peggiore rispetto a questo lavoro di finzione". La conclusione di questo gruppo è che siamo sempre più consapevoli di ciò che sta accadendo, ma non facciamo nulla al riguardo: "Guardiamo in alto, ma non agiamo", si legge nel testo firmato da più di mille scienziati. "Alziamo gli occhi, ma non agiamo", si legge nel manifesto di Scientific Rebellion, riferendosi al celebre film del 2021 interpretato da Leonardo DiCaprio.

La settimana dell'azione per il clima si svolge in un contesto mediatico segnato dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica accelerata dal conflitto. Le notizie dall'Antartide, dove sono state registrate temperature senza precedenti, fino a 40ºC sopra la norma, sono servite a ricordarci che le nuove crisi globali non cancellano magicamente quelle precedenti. Quasi sempre le peggiorano.

"Non possiamo più aspettare che i governi leggano le nostre pubblicazioni e comprendano la gravità e l'urgenza della crisi climatica, non c'è più tempo. Non sono stati all'altezza del compito, quindi abbiamo optato per la resistenza civile non violenta".
- Ribellione degli scienziati.

Nell'Artico, le temperature registrate nelle stazioni meteorologiche vicino al Polo Nord hanno ripetuto la stessa situazione senza precedenti: temperature di 30 gradi sopra la norma, secondo quanto riportato da Greenpeace.

Italia, pochi giorni fa lo sciopero per il clima di marzo


In Italia c'è stato da pochi giorni lo sciopero per il clima di Fridays for Future, che ha riportato in piazza migliaia di persone dopo le grandi mobilitazioni del 2019. Nella pagina ufficiale di Scientist Rebellion si può verificare quali sono le mobilitazioni di questi giorni nel mondo, e in Italia.