Quando arriva la primavera?

Sul calendario la primavera è già iniziata, per un meteorologo il 1°marzo, mentre per un astronomo il 20 marzo. Insomma, le stagioni meteorologiche sono sfasate rispetto a quelle astronomiche. Perché, e quando possiamo dire effettivamente “è arrivata la primavera”?

Luca Lombroso Luca Lombroso 27 Mar 2018 - 09:47 UTC
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Quando inizia davvero la primavera? La differenza fra inizio della stagione meteorologica ed astronomica

Vi sarete senz'altro accorti che astronomi e meteorologi conteggiano diversamente la data di inizio e fine delle stagioni. La primavera meteorologica inizia il 1 marzo e va fino al 31 maggio, mentre la corrispondente stagione astronomica inizia il 20 marzo. E così via, l’estate meteo include i mesi di giugno, luglio e agosto, l’autunno settembre-ottobre e novembre e inverno dicembre-gennaio e febbraio. 

Le stagioni astronomiche invece iniziano, nell'ordine e per l’emisfero settentrionale, attorno al 20 marzo la primavera, al 21 giugno l’estate, 21 settembre l’autunno e 22 dicembre l’inverno. La data però non è fissa, ma varia da un anno all'altro e di conseguenza anche la durata della stagione varia e questo complicherebbe i calcoli statistici stagionali. È proprio questo, in estrema  il motivo principale per cui le stagioni meteorologiche differiscono da quelle astronomiche.

Stagioni astronomiche

E’ l’orbita della terra attorno al sole a determinare l’alternanza delle stagioni astronomiche. In dettaglio, è l’inclinazione dell’asse terrestre rispetto all’orbita, e di conseguenza l’altezza del sole sull’equatore, a determinare le date dei solstizi e degli equinozi.

L’equinozio di primavera (e di autunno) corrisponde al giorno in cui il sole si trova sulla verticale dell’equatore, attualmente il 20 marzo, ma dal 2044 anticiperà anche al 19 marzo, mentre tradizionalmente a scuola ci indicavano come inizio della primavera il 21 marzo. Analogamente, l’estate boreale per traduzione inizia il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, giorno in cui il sole è alla massima elevazione nell'emisfero settentrionale e si trova sulla verticale del tropico del cancro. La data però varia, nel 2018 è effettivamente il 21 giugno mentre nel 2019 anticiperà al 20 giugno.

Così via, l’autunno nell'emisfero settentrionale inizia solitamente il 21 settembre, ma l’equinozio autunnale cambia di qualche giorno da un anno all'altro attorno a tale data, mentre l’inverno vede la data del suo solstizio oscillare da un anno all'altro dal 20 al 22 o perfino 23 dicembre.

Questo perché l’orbita della terra attorno al sole non è circolare ma ellittica, ed inoltre la terra viaggia effettivamente attorno al sole in 365.24 giorni, e di conseguenza ci sono gli anni bisestili.

Insomma, la durata delle stagioni astronomiche non è costante da un anno all’altro, m avaria da 89 a 93 giorni da un anno all'altro e questo non renderebbe facilmente  confrontabili le analisi climatologiche degli andamenti stagionali di annate diverse.

Stagioni meteorologiche

I meteorologi e i climatologi hanno così suddiviso le stagioni secondo i tre mesi del calendario civile, ovvero marzo-aprile-maggio per la primavera, giugno-luglio-agosto per l’estate, settembre-ottobre-novembre per l’autunno e dicembre-gennaio-febbraio l’inverno. Questo nell'emisfero settentrionale (boreale), ricordiamo che nell'emisfero meridionale (o australe) le stagioni sono invertite.

Così, anni bisestili a parte la durata delle stagioni è costante, 92 giorni per primavera ed estate, 91 per l’autunno e 89 giorni per l’inverno (90 per gli anni bisestili). In questo modo diventa più facile calcolare le statistiche climatologiche stagionali, utili sia per gli studi stessi di climatologia, pensiamo al classico “non ci sono più le mezze stagioni” che per settori strettamente dipendenti dall'andamento stagionale come turismo, agricoltura, commercio e tanti altri.

Inoltre, il ciclo di riscaldamento e raffreddamento stagionale è a sua volta sfasato rispetto alle date di solstizi ed equinozi. Per fare un esempio, in Italia mediamente il 10 marzo è più caldo del 10 dicembre, e allo stesso modo il 10 giugno è più caldo del 10 settembre.

Ecco perché sono nate le stagioni meteorologiche, concetto in uso nella comunità scientifica meteorologica e climatologica fin dalla prima metà del XX secolo.

Si, ma allora, quando arriva la primavera?

Inevitabile concludere cercando di rispondere alla classica domanda che la gente comune pone ai meteorologi in occasione di stagioni bizzarre come quella di questo 2018. Date convenzionali a parte, quando arriva veramente la primavera? A questa domanda non è possibile rispondere con una data ben precisa. La primavera non è fatta solo di sole e belle giornate come legittimamente ci si attenderebbe, ma è una stagione di transizione, in cui è normale che si alternino fasi che ci ricordano l’inverno ed altre che ci donano un anticipo d’estate.

Per concludere , tutti aspetteranno con ansia l’estate e già da maggio la domanda da bar o da ascensore diverrà “quando arriva l’estate”? curiosamente ma non troppo però nessuno chiede mai con la stessa ansia “quando arriva l’autunno?” e men che meno ci si chiede “quando arriva l’inverno?”. 

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