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Sette tornado nella Pianura Padana, c'entra il clima che cambia?

L’incredibile irruzione di tornado di domenica 19 settembre ci mette di fronte a molti interrogativi. Cosa sta succedendo? Ecco l’analisi meteorologica dell’evento e alcune considerazione sull’attribuzione alla crisi climatica.

Spettacolare fotografia aerea del cumulonembo a supercella con il tornado di Carpi che si staglia dalla base della nube. Foto cortesia Alessandro Lucchi, Aeroclub di Carpi

I tornado di per se non sono fenomeni nuovi per l’Italia, ma alcuni segnali degli ultimi mesi e anni devono farci scattare un campanello d’allarme. Pochi giorni fa a Pantelleria, poi il nubifragio sull’aeroporto di Milano Malpensa e ora ben sette al nord, un vero e proprio outbreak, nonché alcune trombe marine.

Proviamo ad analizzare i dati osservativi e a formulare le prime ipotesi, certo non conclusive ma necessarie come base per futuri approfondimenti.

L’osservazione: tornado F2-F3 a Carpi?

Domenica pomeriggio le temperature sono state molto alte al sud, fino a 38°C a Catania. Benché lontano dalla zona tornadica, queste temperature elevate sono il segno di un massiccio richiamo di aria calda, quasi 20°C in più rispetto a città di fondovalle alpine come Bolzano. La forte differenza di temperatura fra nord e sud è solo uno degli elementi.

Osservando le immagini da satellite del pomeriggio poi notiamo la presenza di varie celle temporalesche al nord del Po, con un sistema convettivo alla mesoscala. Importante particolare, sottovento all’Appennino sono visibili le onde sottovento al crinale, e proprio dove si interrompono c’è la piccola e isolata cella temporalesca del tornado di Carpi.

Il fermo immagine del radar meteo disponibile sul sito e la App Meteored intorno alle 16 del 19 settembre 2021. Si osservano in rosso i nuclei temporaleschi più intensi.

Nel radar meteo sono meglio visibili i dettagli, ma non sufficienti, in questo tipo di immagini, a individuare la firma classica del tornado.

Nel dettaglio, sei tornado si sono formati lungo una linea a ridosso delle prealpi a Settimo Milanese (MI), Roncaro (PV), Corte Palasio (LO), Soresina (CR), Manerbio e Carpendolo (BS) mentre uno, quello di CARPI (MO) in località Fossoli è isolato più a sud.

In quest'ultimo, dalla fotografia pubblicata in copertina si nota bene il cumulonembo modellato dalla corrente a getto e il tornado sul lato esposto al vento, al bordo della zona con precipitazioni.

Quanto alla forza dei tornado, quello di Carpi dalle immagini dei danni, è stato raso al suolo l’hangar dell’Aeroporto di Fossili, presumibilmente è stato fra EF2 e EF3 della Scala Fujita.

Situazione del 19 settembre 2021

La mappa al suolo tradizionale con isobare dettagliate elaborata dal DWD, Servizio Meteorologico della Germania, consente così di vedere che i sei tornado quasi allineati sono in corrispondenza di un fronte in parte occluso e in parte freddo. Quello di Carpi è sostanzialmente al centro del ciclone alla mesoscala presente al nord. In quota è eloquente la mappa ECMWF a 300 hPa, dove si vede il passaggio del vortice in quota e la corrente a getto ondulata.

In quota è eloquente la mappa ECMWF a 300 hPa, dove si vede il passaggio del vortice in quota e la corrente a getto ondulata.

Dai radiosondaggi infine emergono tutti gli ingredienti chiave dei tornado: aria caldo-umida nei bassi strati, aria fredda con zone di aria molto secca a media e alta quota, forte rotazione (wind shear) con la quota, soprattutto a Bologna alle ore 12Z, rappresentativo perché in area prefrontale, col la corrente a getto di 70 nodi, CAPE (energia convettiva) non troppo alto, 784 su Bologna, ma l’indice di Severe Weather Threat (SWEAT) di 259, valore elevato per le nostre zone.

C’entrano i cambiamenti climatici?

L’attribuzione degli eventi estremi è un argomento complesso e che richiede tempo, in questo caso per esempio bisognerebbe simulare l’evento con modelli e vedere cosa sarebbe successo con condizioni iniziali diverse.

Fino a pochi anni fa il discorso era stroncato da molti scienziati dicendo che il singolo evento non è correlabile ai cambiamenti climatici. Ora però i singoli eventi sono sempre di più.

L’evento di ieri è in linea con chi sostiene che alcune zone del nostro Paese hanno probabilmente già raggiunto la soglia di innesco di temperatura del mare per fenomeni molto violenti.

Nuove tecniche modellistiche e nuove conoscenze scientifiche hanno consentito per esempio di approfondire l’effetto della temperatura del mare sul tornado di Taranto del 28 novembre 2018, che probabilmente in condizioni ambientali meno calde non si sarebbe formato.

L’evento di ieri è in linea con chi sostiene che alcune zone del nostro Paese hanno probabilmente già raggiunto la soglia di innesco di temperatura del mare per fenomeni molto violenti.

Che fare?

L’azione di mitigazione attraverso la drastica riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera è necessaria per evitare di entrare in un territorio nuovo e sconosciuto, che la banca Mondiale dice incompatibile con la civiltà globale interconnessa.

I benefici però si avranno solo nel futuro, e comunque questi fenomeni sono già un problema ora. Servono quindi anche azioni di adattamento, per convivere con la nuova normalità. Le previsioni meteo aiutano e sono anche uno strumento di adattamento. I tornado non sono prevedibili puntualmente, ma possiamo individuare le giornate, fasce orarie e zone a rischio.

Di fronte a un fenomeno molto puntuale e veloce, i tornado di ieri sono durati pochi minuti, la miglior strategia è imparare a cogliere i segnali e attuare comportamenti idonei di autodifesa.