Quattro dei massimi esperti mondiali di Intelligenza Artificiale lanciano un allarme unanime: la corsa incontrollata verso l'AGI ci sta portando verso un punto di non ritorno, previsto intorno al 2027.
Quattro dei massimi esperti mondiali di Intelligenza Artificiale lanciano un allarme unanime: la corsa incontrollata verso l'AGI ci sta portando verso un punto di non ritorno, previsto intorno al 2027.
Se oggi non riusciamo a immaginare il Natale senza un abete scintillante in salotto, per secoli il vero protagonista delle feste non è stato un albero verde, ma un pezzo di legno , destinato a diventare cenere. Era il Ceppo di Natale (o Yule Log nelle culture anglosassoni), un'usanza antica e potente che affonda le sue radici nella notte dei tempi.
Dopo un lungo dominio dell'alta pressione subtropicale, lo scenario meteorologico sta subendo un cambiamento radicale. L'anticiclone, che ha garantito stabilità (e nebbie) per giorni, cede il passo a una saccatura di origine nordatlantica pronta a scardinare il blocco atmosferico.
Ultima giornata di quiete meteorologica prima di un deciso cambio di passo. Infatti i centri di calcolo confermano l'arrivo imminente di un fronte perturbato che, a partire dall'inizio della prossima settimana, scardinerà il blocco di alta pressione. Perciò ci attende un passaggio da un clima statico e nebbioso ad uno scenario decisamente più dinamico e piovoso.
Tra venerdì 12 e domenica 14 dicembre, l'Italia vivrà una fase di stabilità atmosferica assoluta, con un clima quasi primaverile su monti e litorali soleggiati, contrapposto a grigiore, freddo e nebbie fitte e scarsa qualità dell'aria nelle grandi pianure.
I modelli matematici aggiornati mostrano una tenuta dell'Alta Pressione superiore alle attese. Ecco perché il freddo è rimandato e cosa succederà tra sabato e domenica.
Ci attende una settimana di sole ma con caratteristiche termiche anomale su tutte le nostre montagne, dove il caldo fuori stagione e il vento in quota sono fattori di rischio oggettivi da gestire con prudenza.
La Terra ha un nuovo compagno di viaggio. Si chiama 2025 PN7, un asteroide grande come un palazzo che ha agganciato il nostro pianeta in una danza orbitale stabile e resterà fedelmente al nostro fianco almeno fino al 2083.
Nel Ponte dell'Immacolata un potente Anticiclone Africano porterà lo Zero Termico a quote record, oltre i 3300 metri. In montagna e al Centro-Sud esploderà una primavera fuori stagione che metterà a rischio la neve. La Pianura Padana e alcune valli e conche del Centro avranno nebbie fitte e freddo umido.
Camminando in un bosco della Maremma toscana può capitare che, improvvisamente, la terra si apra sotto i vostri piedi. Non si tratta di una grotta naturale, né di una frattura sismica. È un corridoio perfetto, una ferita verticale nella roccia viva, profonda fino a venticinque metri ma larga poco più di due.
Le proiezioni dei principali centri di calcolo (ECMWF e GFS) a scala europea non lasciano dubbi: l’Atlantico Settentrionale continuerà a essere una vera e propria "fucina di depressioni" per almeno altri dieci giorni. L'Italia sarà sfiorata dalle perturbazioni con un tempo variabile.
Uno scenario meteorologico a due velocità caratterizzerà l'Italia nelle prossime 48 ore. Una configurazione barica complessa vede il flusso perturbato atlantico diretto verso il Mediterraneo Meridionale.
L'arretramento del campo di alta pressione favorisce l'ingresso di flussi perturbati di matrice atlantica, determinando una fase di marcata instabilità sulla Penisola. Le proiezioni confermano un progressivo peggioramento, con una circolazione depressionaria al Sud.
Per quanto distruttivi e potenti, gli uragani devono arrendersi di fronte a un confine invisibile che non possono mai oltrepassare: l'Equatore. Questa barriera non è frutto del caso, ma della Forza di Coriolis, un meccanismo fisico affascinante legato alla rotazione del nostro pianeta.
L'Italia è stretta tra un Mediterraneo che fornisce energia e rilievi che accelerano la corsa dell'acqua a valle, riducendo drasticamente i tempi di reazione dei fiumi. Analizziamo le cause che espongono il 70% dei comuni al rischio: cementificazione e clima amplifichino i danni.
Una nuova perturbazione pronta a raggiungere l'Italia proprio sul finire del weekend. Infatti domenica 30 novembre ritorneranno le precipitazioni, anche diffuse, al Nord con nevicate che potrebbero spingersi fino a quote basse o localmente molto basse sul Nordovest.
In questi giorni il buio serale arriva sempre prima. Siamo quasi al pomeriggio con meno luce dell'anno. Ma il tramonto anticiperà ancora di qualche minuto fino a metà dicembre, mentre le ore totali di luce raggiungeranno il minimo il 21.
Un fine settimana dai due volti attende l'Italia. Ultimi rovesci al Sud e intense gelate mattutine al Nord, venerdì. Poi sabato offrirà una breve tregua soleggiata ma fredda, prima di un deciso cambio di scenario domenica. Una nuova perturbazione atlantica, infatti, riporterà il maltempo, con la neve che potrebbe tornare ad imbiancare le quote collinari del Nord-Ovest.
E' in arrivo un brusco cambio di scenario con una nuova perturbazione che, tra mercoledì 26 e giovedì 27 novembre, porterà aria fredda e maltempo intenso. Il vortice ciclonico, in spostamento sul Centro-Sud, richiamerà correnti orientali fredde, favorendo nevicate abbondanti lungo la dorsale appenninica e, in particolare, su Marche e Abruzzo dove si attendono accumuli rilevanti.
Un nuovo studio, usando grandi mappe del cielo in onde radio, ha trovato uno squilibrio nel numero di galassie viste “davanti” e “dietro”, rispetto alla direzione del moto, molto più forte del previsto, stimando una velocità vicina ai 1.200 km/s.