Uno scenario meteorologico a due velocità caratterizzerà l'Italia nelle prossime 48 ore. Una configurazione barica complessa vede il flusso perturbato atlantico diretto verso il Mediterraneo Meridionale.
Uno scenario meteorologico a due velocità caratterizzerà l'Italia nelle prossime 48 ore. Una configurazione barica complessa vede il flusso perturbato atlantico diretto verso il Mediterraneo Meridionale.
L'arretramento del campo di alta pressione favorisce l'ingresso di flussi perturbati di matrice atlantica, determinando una fase di marcata instabilità sulla Penisola. Le proiezioni confermano un progressivo peggioramento, con una circolazione depressionaria al Sud.
Per quanto distruttivi e potenti, gli uragani devono arrendersi di fronte a un confine invisibile che non possono mai oltrepassare: l'Equatore. Questa barriera non è frutto del caso, ma della Forza di Coriolis, un meccanismo fisico affascinante legato alla rotazione del nostro pianeta.
L'Italia è stretta tra un Mediterraneo che fornisce energia e rilievi che accelerano la corsa dell'acqua a valle, riducendo drasticamente i tempi di reazione dei fiumi. Analizziamo le cause che espongono il 70% dei comuni al rischio: cementificazione e clima amplifichino i danni.
Una nuova perturbazione pronta a raggiungere l'Italia proprio sul finire del weekend. Infatti domenica 30 novembre ritorneranno le precipitazioni, anche diffuse, al Nord con nevicate che potrebbero spingersi fino a quote basse o localmente molto basse sul Nordovest.
In questi giorni il buio serale arriva sempre prima. Siamo quasi al pomeriggio con meno luce dell'anno. Ma il tramonto anticiperà ancora di qualche minuto fino a metà dicembre, mentre le ore totali di luce raggiungeranno il minimo il 21.
Un fine settimana dai due volti attende l'Italia. Ultimi rovesci al Sud e intense gelate mattutine al Nord, venerdì. Poi sabato offrirà una breve tregua soleggiata ma fredda, prima di un deciso cambio di scenario domenica. Una nuova perturbazione atlantica, infatti, riporterà il maltempo, con la neve che potrebbe tornare ad imbiancare le quote collinari del Nord-Ovest.
E' in arrivo un brusco cambio di scenario con una nuova perturbazione che, tra mercoledì 26 e giovedì 27 novembre, porterà aria fredda e maltempo intenso. Il vortice ciclonico, in spostamento sul Centro-Sud, richiamerà correnti orientali fredde, favorendo nevicate abbondanti lungo la dorsale appenninica e, in particolare, su Marche e Abruzzo dove si attendono accumuli rilevanti.
Un nuovo studio, usando grandi mappe del cielo in onde radio, ha trovato uno squilibrio nel numero di galassie viste “davanti” e “dietro”, rispetto alla direzione del moto, molto più forte del previsto, stimando una velocità vicina ai 1.200 km/s.
Una vasta perturbazione atlantica, alimentata da correnti umide e più miti di Libeccio e Scirocco, sta scorrendo sopra ad un "cuscino” di aria fredda presente in Val Padana. Questo rappresenta un mix complesso con possibilità di neve, pioggia ed anche per il temibile gelicidio.
I principali modelli indicano possibili deboli nevicate fino a bassa quota, con 10 capoluoghi di provincia potenzialmente interessati tra il Nord-Ovest e l’Arco Alpino. In pole position Aosta, Cuneo e Biella, ma in gioco ci sono anche Torino, Asti, Alessandria, Verbania, Novara, Trento e Bolzano.
Una massa d’aria artica in discesa dalla Scandinavia verso l’Europa Centrale, sta affluendo sul Mediterraneo Centrale, dove si sta approfondendo un vortice tra Mar Ligure, Alto Tirreno e Medio Adriatico. Ne conseguirà un deciso calo termico, specie al Nord e al Centro, con un progressivo abbassamento della quota neve.
Secondo le ultime elaborazioni dei principali modelli numerici, la saccatura con aria artica in discesa dalla Scandinavia verso l’Europa centrale e l’area alpina, nei prossimi giorni raggiungerà anche il Mediterraneo Centrale, con temperature in quota in netto calo e un assetto invernale su molte regioni italiane.
La finestra favorevole all'arrivo di fiocchi a bassa quota si collocherebbe verosimilmente tra la notte di venerdì e le prime ore di sabato. In seguito, con una ventilazione fredda ma più secca, il cielo tenderebbe ad aprirsi e il freddo ad intensificarsi.
Una saccatura di origine artica affonderà verso l’Europa occidentale e poi sul Mediterraneo centrale tra giovedì e venerdì, pilotando masse d'aria molto fredde fino al cuore del Mediterraneo.
Nei prossimi anni sull’Italia passeranno alcune eclissi di Sole e di Luna davvero interessanti. Non servirà essere astrofili incalliti, ma solo un po’ di curiosità e, in qualche caso, alzarsi ad orari un po’ scomodi.
La nuova settimana porterà fronti più frequenti, aria più fredda e una quota neve in progressivo calo, fino a quote medie al Nord, con un coinvolgimento dell'Appennino Centro-Settentrionale nella seconda parte della settimana.
Nel prossimo weekend (14-16 novembre) alta pressione in graduale ritirata verso est e spazio a una saccatura atlantica con un minimo di pressione tra Penisola Iberica e Golfo del Leone.
L’anticiclone, che ha dominato l'Italia e buona parte dell’Europa centrale, inizierà a cedere e lascerà entrare una perturbazione atlantica da ovest, seguita da aria più fredda in arrivo dal Nord Europa con nuove perturbazioni.
Proprio per San Martino, un robusto anticiclone si estenderà dall’Europa centrale al Mediterraneo, garantendo tempo in gran parte stabile e temperature miti nelle ore diurne, ma anche aria fredda, specie di notte, con nebbie e nubi basse nelle pianure e nelle valli interne.