Sta per iniziare una settimana molto turbolenta dal punto di vista meteorologico che ci accompagnerà verso la fase finale di questa lunga ondata di calore, a suon di temporali, anche violenti.
Sta per iniziare una settimana molto turbolenta dal punto di vista meteorologico che ci accompagnerà verso la fase finale di questa lunga ondata di calore, a suon di temporali, anche violenti.
Il getto polare entro la parte finale di giugno tornerà a rinforzarsi sull'Atlantico, raggiungendo l'Europa e aprendo la strada ad un importante cambiamento di circolazione per il mese di luglio.
L’unica novità importante dei prossimi giorni riguarderà un modesto indebolimento del bordo orientale di questo robusto promontorio che favorirà un incremento dell'instabilità pomeridiana sui rilievi. Rischio di fenomeni intensi, molto localizzati.
Nel periodo estivo l’altopiano si scalda rapidamente durante il giorno. L’aria rarefatta e la scarsa copertura nuvolosa mattutina permettono un forte flusso di calore sensibile dal suolo verso l’atmosfera, generando temporali. Ma durante l'inverno il paesaggio si trasforma radicalmente, regalando atmosfere differenti.
Questo carnivoro, originario dell’Africa, nel corso dei millenni ha risalito la Penisola Iberica, per poi arrivare nel sud ovest della Francia, fino a raggiungere alcune regioni italiane.
Dopo il picco dell'ondata di calore di metà settimana aumenterà l'instabilità, con temporali sempre più frequenti, non solo sui monti. Segnali di un cambiamento in arrivo?
Tutto nasce spesso da una profonda depressione extratropicale sull’Atlantico settentrionale che risucchia aria calda verso l'Europa. Ma proprio qui si innesca un meccanismo a catena che può rendere l'ondata di calore intensa e persistente.
Queste faglie da secoli non hanno prodotto forti terremoti e probabilmente si stanno avvicinando al loro punto di rottura, rischiando di generare un nuovo forte terremoto nell'area.
Il vero protagonista è un flusso di aria subtropicale molto calda, già presente in quota, tra i 3.000 e i 5.000 metri di altitudine, tra Spagna e Francia, pronto a scivolare verso il basso, scaldandosi sensibilmente sull’Europa continentale.
Il caldo da oggi diverrà molto intenso, tanto che in molte località del Centro-Nord si potranno raggiungere valori davvero eccezionali per il periodo, col rischio di alcuni record.
Questo fenomeno è il principale responsabile dell'accumulo di calore durante il periodo estivo, ed oggi viene ulteriormente amplificato dal cambiamento climatico.
Non tutti sanno cosa si cela dietro il cielo blu che osserviamo quasi quotidianamente. Ecco il complesso processo fisico che rende il cielo di blu intenso.
Nonostante l'arrivo di un solido promontorio anticiclonico subtropicale permarrà ancora dell'instabilità latente che nelle ore pomeridiane e serali potrà favorire lo scoppio e di improvvisi e violenti temporali, accompagnati da forti raffiche di vento e grandine.
El Niño è nato ufficialmente sull’Oceano Pacifico, ecco tutte le ripercussioni che bisognerà aspettarsi nei prossimi mesi.
Ci sono importanti cambiamenti nelle proiezioni stagionali per l’estate 2026 nelle ultime emissioni del modello europeo ECMWF che prevede un importante novità pronta ad incidere notevolmente sull'Italia.
Questo ciclone extratropicale sul Nord Atlantico stravolgerà la circolazione sull'Europa centro-occidentale, già dal prossimo weekend, con conseguenze importanti per il tempo atteso sull'Italia.
Dopo i violenti temporali di ieri che hanno colpito diverse aree del Nord, cagionando danni ingenti, oggi il maltempo interesserà diverse aree del Centro, ed in seguito pure il Meridione, con fenomeni localmente intensi.
Il nuovo schema circolatorio che va ad affermarsi in Europa rischia di condizionare l'intera stagione estiva, condizionando il tempo anche sull'Italia.
Mentre al Centro-Sud le temperature si mantengono già su livelli estivi da diversi giorni, il vero salto termico arriverà dal weekend al Nord. In alcune aree si potrebbero raggiungere i +35°C.
Ecco come l'aumento delle temperature del Mediterraneo sta contribuendo a cambiare la distribuzione degli squali nel nostro Mar Mediterraneo.