Dopo il weekend di Pasqua si aprirà un lungo periodo di stabilità e clima molto mite che condizionerà la metà di aprile, con temperature pronte a spingersi sopra le medie del periodo.
Dopo il weekend di Pasqua si aprirà un lungo periodo di stabilità e clima molto mite che condizionerà la metà di aprile, con temperature pronte a spingersi sopra le medie del periodo.
Dopo la settimana di Pasqua sull'Italia si aprirà una lunga fase mite che potrebbe spingere i termometri su valori al di sopra delle medie di stagione, con scarti anche significativi.
In questo articolo cercheremo di capire se realmente il riscaldamento stratosferico di febbraio abbia inciso in modo significativo sull'attuale regime circolatorio in Europa.
Anche la prima parte del mese di aprile vedrà una primavera dal volto invernale, con possibilità di nevicate a bassa quota, ma dopo metà mese potrebbe arrivare la svolta.
Il nucleo di aria gelida in discesa sull'Italia porterà nevicate fino a quote insolitamente basse su gran parte del territorio nazionale. Attenzione alle gelate tardive.
Fra pochissimi giorni una intensa ondata di freddo proveniente dall'Artico riporterà l'inverno in Italia, con l'arrivo di nevicate fino a quote insolitamente basse per il periodo, e non mancheranno delle sorprese.
L'aria fredda che scenderà dall'Artico ha un origine siberiana e giovedì 26 marzo investirà in pieno l'Italia portando la neve a quote insolitamente basse per il periodo.
La causa è da ricondurre allo sviluppo di un anticiclone di blocco, fra il Regno Unito e la Scandinavia. Una sorta di barriera che ferma il flusso di aria mite e umida che arriva normalmente dall’Atlantico. Ecco le conseguenze sull'Italia.
Le proiezioni meteo, confermate dalle ultime elaborazioni, indicano un’irruzione di aria fredda continentale dal settore balcanico che condizionerà il weekend del referendum costituzionale. In alcune regioni arriverà la neve, ecco dove.
Ci aspetta una primavera caratterizzata da una modifica dei pattern atmosferici, con cambi di scenario anche radicali, fra un mese e l'altro. Ma la prima parte sembra voler riservare delle sorprese.
La principale caratteristica della Bora è quella di essere un vento catabatico, costituito da masse d’aria fredde e molto dense che per azione della forza di gravità scendono a gran velocità dai rilievi del Carso, raggiungendo spesso velocità davvero estreme sull’area di Trieste.
Dalle prime elaborazioni dei grandi centri di calcolo internazionali le festività pasquali potrebbero essere condizionate da questa anomalia barica dominante in Europa.
Il blocco scandinavo continuerà a tenere sotto scacco l'Italia, e l'Europa intera, almeno fino alla seconda decade di aprile, con effetti su larga scala. Ecco quali.
L'elemento saliente dei prossimi giorni sarà il ritorno della neve in molte aree, con accumuli localmente importanti sui settori esposti ai freddi venti settentrionali.
Nelle prossime ore il sistema proverrà a rendersi del tutto autonomo, presentando caratteristiche ibride e intensificandosi ulteriormente. Ecco cosa potrebbe accadere.
Da questa data cambierà la circolazione, con gli effetti del riscaldamento stratosferico improvviso che raggiungeranno pure l'Italia, e l'area del Mediterraneo.
Il cambio di circolazione atteso proprio a fine mese potrebbe aprire a una parte finale di marzo molto dinamica, con precipitazioni ben al di sopra della media in molte aree.
Le estreme regioni meridionali si prepareranno ad affrontare una severa fase di maltempo, con venti forti, mareggiate, ma anche piogge davvero molto abbondanti, con accumuli fino a 200 mm.
Attenzione nelle prossime ore ai venti forti, ma soprattutto alle mareggiate attese lungo tutto il litorale ionico della Sicilia, nelle stesse aree già pesantemente vulnerate dal ciclone Harry due mesi fa.
I primi effetti di questo cambio di circolazione si vedranno già nel fine settimana. Ecco le regioni che rischiano di essere interessate dai fenomeni intensi nelle prossime settimane.