Un nuovo anticiclone eccezionale si sta per sviluppare sull'Europa occidentale e rischia di produrre una intensa e persistente ondata di calore, in graduale estensione verso Francia e Italia.
Un nuovo anticiclone eccezionale si sta per sviluppare sull'Europa occidentale e rischia di produrre una intensa e persistente ondata di calore, in graduale estensione verso Francia e Italia.
Una singola cella temporalesca e relativamente piccola può contenere tra le 100.000 e le 300.000 tonnellate. Ma i sistemi più organizzati possono arrivare a contenere diversi milioni di tonnellate d'acqua.
Anche le regioni meridionali saranno duramente colpite da questa forte ondata di maltempo che causerà fenomeni di forte intensità, con rischio di nubifragi.
Ecco in che modo questo accumulo di calore verrà immesso in atmosfera, contribuendo a far schizzare le temperature medie globali, fino alla fatidica soglia dei +1,7°C.
Mentre le foreste guadagnano terreno, gli habitat aperti di alta quota, come le praterie alpine, ghiaioni, pascoli sopra la linea degli alberi, si riducono. Ecco come il cambiamento climatico sta trasformando le Alpi.
Un mare con temperature superficiali superiori alla media (spesso +2-4°C o più in anomalia) evapora di più, rilasciando grandi quantità di vapore acqueo nell’atmosfera bassa. Si innescano dei feedback positivi che rendono i promontori anticiclonici più duraturi.
Nelle prossime ore forti temporali colpiranno diverse zone del nostre Paese, dove è stata emanata una allerta gialla. Ecco le regioni a rischio.
Oggi saranno ben 25 le città in bollino rosso, secondo i dati aggiornati dal bollettino del Ministero della Salute. Ecco quali sono.
L’aumento della frequenza delle ondate di calore in Europa sta causando già pesantissimi mutamenti nell’economia e nelle società di molti Stati, senza che noi c’è ne rendessimo conto.
Il maltempo rischia di colpire duramente le nostre regioni, con fenomeni temporaleschi, anche localmente estremi. Alto rischio di grandinate su queste aree.
Sta per iniziare una settimana molto turbolenta dal punto di vista meteorologico che ci accompagnerà verso la fase finale di questa lunga ondata di calore, a suon di temporali, anche violenti.
Il getto polare entro la parte finale di giugno tornerà a rinforzarsi sull'Atlantico, raggiungendo l'Europa e aprendo la strada ad un importante cambiamento di circolazione per il mese di luglio.
L’unica novità importante dei prossimi giorni riguarderà un modesto indebolimento del bordo orientale di questo robusto promontorio che favorirà un incremento dell'instabilità pomeridiana sui rilievi. Rischio di fenomeni intensi, molto localizzati.
Nel periodo estivo l’altopiano si scalda rapidamente durante il giorno. L’aria rarefatta e la scarsa copertura nuvolosa mattutina permettono un forte flusso di calore sensibile dal suolo verso l’atmosfera, generando temporali. Ma durante l'inverno il paesaggio si trasforma radicalmente, regalando atmosfere differenti.
Questo carnivoro, originario dell’Africa, nel corso dei millenni ha risalito la Penisola Iberica, per poi arrivare nel sud ovest della Francia, fino a raggiungere alcune regioni italiane.
Dopo il picco dell'ondata di calore di metà settimana aumenterà l'instabilità, con temporali sempre più frequenti, non solo sui monti. Segnali di un cambiamento in arrivo?
Tutto nasce spesso da una profonda depressione extratropicale sull’Atlantico settentrionale che risucchia aria calda verso l'Europa. Ma proprio qui si innesca un meccanismo a catena che può rendere l'ondata di calore intensa e persistente.
Queste faglie da secoli non hanno prodotto forti terremoti e probabilmente si stanno avvicinando al loro punto di rottura, rischiando di generare un nuovo forte terremoto nell'area.
Il vero protagonista è un flusso di aria subtropicale molto calda, già presente in quota, tra i 3.000 e i 5.000 metri di altitudine, tra Spagna e Francia, pronto a scivolare verso il basso, scaldandosi sensibilmente sull’Europa continentale.
Il caldo da oggi diverrà molto intenso, tanto che in molte località del Centro-Nord si potranno raggiungere valori davvero eccezionali per il periodo, col rischio di alcuni record.