Al centro del dibattito scientifico c’è la cosiddetta Western Fault (faglia occidentale), una struttura tettonica sottomarina che corre lungo il fondale dello Stretto di Messina.
Al centro del dibattito scientifico c’è la cosiddetta Western Fault (faglia occidentale), una struttura tettonica sottomarina che corre lungo il fondale dello Stretto di Messina.
I milioni di uccelli in migrazione che stanno per raggiungere i nidi di nidificazione in Europa transiteranno in gran parte dall'area dello Stretto di Messina.
L’importante studio, condotto da un team di ricercatori italiani, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista “Death Studies”, apre a nuove conoscenze, finora mai studiate.
Nelle prossime ore bisognerà fare attenzione ai rovesci e ai temporali che nelle ore pomeridiane si formeranno in diverse aree del Paese. Non sono escluse neppure locali grandinate.
Il risultato è una destabilizzazione dell’atmosfera, con la formazione di moti ascensionali e nubi e cumulonembi che possono dare origine a piogge e temporali
Il ritorno dell'alta pressione porterà un po' di stabilità, ma non ovunque. In alcune aree non mancherà l'instabilità pomeridiana, ecco dove.
La comunità scientifica riconosce ormai in larga parte il fenomeno, osservato in vari vulcani del mondo. Ma di cosa si tratta? Ecco le risposte della scienza.
Le ultime emissioni dei principali modelli ora concordano su un calo delle temperature, atteso proprio a partire dalla seconda metà della settimana.
Nella parte finale della settimana si tornerà nuovamente ad avere un cambiamento nella distribuzione delle anomalie, con un aumento dei valori di geopotenziale proprio in corrispondenza dell’area Scandinava.
L'arrivo di un nuovo e intenso episodio di El Niño rischia di stravolgere i pattern atmosferici, aprendo verso nuove, pesanti, fasi siccitose nell'area dell'Europa meridionale.
Al Nord le precipitazioni saranno le più significative, con piogge diffuse e localmente intense già da oggi, specie sul Nord-Ovest.
Dalla prossima settimana il Mediterraneo diverrà sede di scontro fra la corrente a getto polare e quella subtropicale, trasformandosi in una vera e propria fabbrica di depressioni extratropicali.
Lo Scirocco è uno dei venti più caratteristici dell'area mediterranea. Pur avendo una origine desertica questo vento può apportare precipitazioni molto intense sulle coste del Mediterraneo.
Il fenomeno è stato osservato dopo decenni di osservazione e monitoraggi, durante il periodo della grande migrazione di primavera che attraversa lo Stretto.
Il fronte di movimento ha superato i 4 chilometri, interrompendo l’autostrada A14, la statale 16 Adriatica e la linea ferroviaria adriatica tra Abruzzo e Molise.
L'arrivo di intensi venti di Scirocco dall'entroterra desertico sahariano porterà con sé anche un ingente quantità di polvere desertica, pronta ad offuscare il cielo dell'Italia, con atmosfere inedite su molte regioni.
Il vento di Scirocco soffierà impetuoso sull'Isola già dal weekend, con rinforzi di burrasca nella giornata di domenica. Si prevedono raffiche molto forti, fino ad oltre 100 km/h.
L'età di questo esemplare è stata determinata attraverso la dendrocronologia, la scienza che studia gli anelli di crescita degli alberi. Ogni anello rappresenta un anno di vita, e nel caso di questo pino, ne conta ben 4.853.
Nella giornata di venerdì 10 aprile il nucleo di aria fredda, accompagnato da sostenuti venti di Grecale, dopo aver raggiunto l'Adriatico si estenderà anche al Sud, con un calo delle temperature e un aumento dell’instabilità.
L'ultima linea di tendenza del modello europeo cambia la previsione delle anomalie termiche attese sull'Italia dalla prossima settimana.