Il 2025 è stato un anno ricco di scoperte scientifiche, alcune davvero straordinarie, capaci di avere un impatto diretto sulla nostra vita quotidiana. Una in particolare salverà la vita a milioni di persone.
Il 2025 è stato un anno ricco di scoperte scientifiche, alcune davvero straordinarie, capaci di avere un impatto diretto sulla nostra vita quotidiana. Una in particolare salverà la vita a milioni di persone.
Il problema non risiede solo nella quantità di pioggia, ma nella sproporzione tra ciò che cade dal cielo, in spazi temporali molto ristretti, e ciò che la città è in grado di gestire.
L’arrivo di aria insolitamente mite, d’estrazione subtropicale marittima, sommata anche ai moti discendenti, tipici dell’anticiclone subtropicale, spingeranno i termometri oltre la soglia dei +25°C +26°C, con picchi fino a +27°C.
Questo animale affascinante è stato a lungo avvolto da un velo di mistero, spesso confuso con forme melaniche dello scoiattolo comune. La sua presenza rappresenta la ricchezza di fauna dei boschi calabresi.
Lo sviluppo di un’area anticiclonica sul Nord Europa, un leitmotiv di questa stagione, aprirà nuovamente la strada dell'instabilità sul Mediterraneo, e sulle nostre regioni.
Dopo la fase più stabile, mite e soleggiata della prossima settimana, si fa avanti per fine mese la possibilità di un ritorno del blocco scandinavo che potrebbe condizionare lo scenario meteorologico anche in Italia.
Nelle prossime ore, con lo spostamento del ciclone verso il Canale di Sicilia e lo Ionio, il maltempo si concentrerà soprattutto su queste 5 regioni, dove il maltempo diverrà particolarmente severo.
Dopo il weekend di Pasqua si aprirà un lungo periodo di stabilità e clima molto mite che condizionerà la metà di aprile, con temperature pronte a spingersi sopra le medie del periodo.
Dopo la settimana di Pasqua sull'Italia si aprirà una lunga fase mite che potrebbe spingere i termometri su valori al di sopra delle medie di stagione, con scarti anche significativi.
In questo articolo cercheremo di capire se realmente il riscaldamento stratosferico di febbraio abbia inciso in modo significativo sull'attuale regime circolatorio in Europa.
Anche la prima parte del mese di aprile vedrà una primavera dal volto invernale, con possibilità di nevicate a bassa quota, ma dopo metà mese potrebbe arrivare la svolta.
Il nucleo di aria gelida in discesa sull'Italia porterà nevicate fino a quote insolitamente basse su gran parte del territorio nazionale. Attenzione alle gelate tardive.
Fra pochissimi giorni una intensa ondata di freddo proveniente dall'Artico riporterà l'inverno in Italia, con l'arrivo di nevicate fino a quote insolitamente basse per il periodo, e non mancheranno delle sorprese.
L'aria fredda che scenderà dall'Artico ha un origine siberiana e giovedì 26 marzo investirà in pieno l'Italia portando la neve a quote insolitamente basse per il periodo.
La causa è da ricondurre allo sviluppo di un anticiclone di blocco, fra il Regno Unito e la Scandinavia. Una sorta di barriera che ferma il flusso di aria mite e umida che arriva normalmente dall’Atlantico. Ecco le conseguenze sull'Italia.
Le proiezioni meteo, confermate dalle ultime elaborazioni, indicano un’irruzione di aria fredda continentale dal settore balcanico che condizionerà il weekend del referendum costituzionale. In alcune regioni arriverà la neve, ecco dove.
Ci aspetta una primavera caratterizzata da una modifica dei pattern atmosferici, con cambi di scenario anche radicali, fra un mese e l'altro. Ma la prima parte sembra voler riservare delle sorprese.
La principale caratteristica della Bora è quella di essere un vento catabatico, costituito da masse d’aria fredde e molto dense che per azione della forza di gravità scendono a gran velocità dai rilievi del Carso, raggiungendo spesso velocità davvero estreme sull’area di Trieste.
Dalle prime elaborazioni dei grandi centri di calcolo internazionali le festività pasquali potrebbero essere condizionate da questa anomalia barica dominante in Europa.
Il blocco scandinavo continuerà a tenere sotto scacco l'Italia, e l'Europa intera, almeno fino alla seconda decade di aprile, con effetti su larga scala. Ecco quali.