Una intensa ondata di maltempo colpirà diverse regioni nel corso della giornata di giovedì 29 e venerdì 30, causando venti molto forti, fino a 100 km/h, e mareggiate lungo le coste esposte.
Una intensa ondata di maltempo colpirà diverse regioni nel corso della giornata di giovedì 29 e venerdì 30, causando venti molto forti, fino a 100 km/h, e mareggiate lungo le coste esposte.
Il vortice polare stratosferico inizia a mostrare i primi segnali d'instabilità. Ecco quali conseguenze sono attese in Europa e sull'Italia per il mese di febbraio.
Il ciclone Harry ha letteralmente seppellito di neve fresca l'Etna, grazie ai forti venti di Levante che hanno trasportato molta umidità dallo Ionio, garantendo nevicate copiose e persistenti.
Gli ultimi aggiornamenti sulla linea di tendenza di febbraio indicano la possibilità di poter assistere a importanti eventi, soprattutto in queste regioni, che sembrano le più esposte.
Questo importante cambio di scenario avrà conseguenze importanti anche sull'Italia, dove si prospetta un mese di febbraio particolarmente dinamico, da Nord a Sud.
Questo dato, veramente impressionante, è stato registrato da una boa ubicata sul Canale di Sicilia, nel tratto di mare fra Portopalo e Malta, durante la fase più estrema del ciclone Harry che imperversava sulla Sicilia.
Le coste della Sicilia orientale sono state devastate da una delle mareggiate più potenti degli ultimi decenni. I danni sono ingenti, con interi lungomari inghiottiti dalle onde, e spiagge sparite. Le onde più alte hanno superato i 10 metri di altezza.
La mareggiata che sta per colpire le coste della Sicilia assumerà carattere d'eccezionalità. Questi tratti costieri dell'isola si dovranno preparare ad affrontare danni seri nelle prossime ore.
Capire quanto possono diventare alte è importante per chi naviga, per chi progetta strutture in mare, per i meteorologi e per chi vuole semplicemente prevedere le condizioni in barca o in spiaggia.
Prima dell'arrivo di una mareggiata molte specie di pesci del nostro Mediterraneo adattano delle incredibili strategie di sopravvivenza, riuscendo ad anticipare per tempo l'irrompere delle perturbazioni meteo-marine. Ecco i vari studi che dimostrano questi comportamenti.
Il ciclone Harry spazzerà l'estremo Sud già dalle prossime ore, con venti fortissimi, mareggiate intense e piogge torrenziali in queste due regioni del meridione.
Ad inizio della prossima settimana una ondata di maltempo di carattere "eccezionale" spazzerà le zone ioniche e le Isole, con venti che potranno raggiungere la forza di tempesta e piogge molto intense e continue nelle aree interne.
Sarà una terza decade di gennaio particolarmente dinamica e ricca di novità quella che ci aspetta. I segnali sono tutti rivolti al possibile ingresso del freddo sul vecchio continente.
Dalla mattinata di lunedì 19, fino a martedì 20, tempestosi venti di Scirocco e Levante sferzeranno lo Ionio, con raffiche che potranno raggiungere velocità di oltre 100 km/h, localmente anche 120 km/h nelle fasi più estreme.
Crescono le probabilità di un ritorno del freddo e del gelo in Europa grazie ad una congeniale configurazione barica che chiuderà le porte al flusso zonale verso il continente. Ecco cosa potrebbe accadere.
L'affondo fino al Nord Africa del ramo principale della corrente a getto polare potrebbe determinare le condizioni ambientali ideali per lo sviluppo di un pericoloso ciclone sui mari vicino la Sicilia.
In questo piccolo paesino della Sicilia le nevicate, in inverno, possono divenire davvero molto spettacolari, regalando scenari fiabeschi. Spesso vengono accompagnate da rovesci e temporali.
Iniziano ad emergere diversi segnali favorevoli al possibile ritorno del freddo entro la parte finale del mese, con una o più retrogressioni fredde che potrebbero puntare proprio l'Italia.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha fatto passi da gigante verso il prolungamento della vita. Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il nostro approccio all’invecchiamento. Ma davvero si potrà raggiungere l'immortalità?
Il fenomeno della neve arancione si presenta ormai sempre più di frequente lungo la regione alpina, specie in primavera, con un impatto notevole sul clima locale. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.